UN’OSPITE SPECIALE

L’ incontro con Serena Stronati, una ragazza non vedente, è avvenuto grazie all’articolo scritto da Giulio:

IL METODO BRAILLE (qui trovate il link )

La Tavoletta Braille

TAVOLETTA BRAILLESerena ha portato in classe molti oggetti che utilizza per raccontarci la sua quotidianità. Per l’occasione ci ha portato l’alfabeto BRAILLE e ci ha spiegato come si scrivono le lettere.  Poi ci ha portato anche una tavoletta Braille che lei usa per scrivere o per prendere note, a corredo della tavoletta ci sono un righello con delle caselline (all’interno delle quali si scrivono le lettere) e un punteruolo. Dato che i puntini devono comparire in rilievo dall’altra parte del foglio, bisogna scrivere specchiato, cioè da destra a sinistra e le lettere al contrario: una cosa difficilissima.

Libri e riviste in Brille

Per soddisfare la nostra curiosità ci ha portatolettura dei libri/riviste in Braille e ce li ha fatti toccare, ma noi non ci capivamo nulla. Lei per leggere usa la mano destra e tiene il segno con la mano sinistra; leggeva molto velocemente e ci ha letto un articolo sulle “relazioni a distanza” tratto dalla rivista Minimondo. Ci ha mostrato anche uno spartito musicale  in Braille, infatti lei suona il pianoforte e studia canto.

La vita quotidiana

Lei fa le stesse cose che facciamo noi ma in modo diverso; per esempio per fare il bucato usa un piccolo dispositivo che puntato su un vestito le dice il colore, così riesce a separare i bianchi dai colorati; oppure per tagliare la carne, prima mette la forchetta poi con il coltello passa dietro la forchetta per capire quanta carne ha preso. Da pochi mesi è diventata mamma di Eugenio e riesce a fare tutte le cose che fanno le mamme, cambiare il pannolino e vestirlo, sostituendo la vista con gli altri sensi.  Per camminare usa un bastone che la aiuta, praticamente deve fare un movimento di 180° per accorgersi in tempo di un ostacolo o di un gradino.

Le nostre domande

Manchep: Cosa sognano le persone cieche?

Serena: Siccome io sono nata non vedente è il mio cervello che si immagina lo spazio intorno a me. In base alle informazioni che mi arrivano attraverso gli altri sensi sono riuscita a costruirmi una mia immagine del mondo.

Heba: Come fa a distinguere le monete per pagare?

Serena: Sulle banconote è presente una fascia più ruvida che mi permette di distinguerle, mentre sul bordo delle monete è presente una rigatura verticale. Ci avete mai fatto caso?

Alessandro: Come fa a scrivere i messaggi sul cellulare?

Serena: Attualmente solo l’ Iphone ha un’ App che ti consente di disegnare una lettera in braille e automaticamente la trasforma in una lettera dell’alfabeto che voi tutti utilizzate.

Disagi e difficoltà

Serena ci ha parlato anche dei suoi disagi. Ad esempio le è capitato di incontrare persone maleducate che, mentre lei passeggia da sola con il bastone, senza neanche presentarsi o chiedere scusa, le prendono il braccio per farle attraversare la strada. Oppure quando lei va a fare la spesa, chiede aiuto a un commesso/a per scegliere e prendere i prodotti che le servono; ci ha confidato che a volte trova persone poco disponibili, che sbuffano e questo la mette in imbarazzo. Per questo motivo, quando può, delega un’altra persona al suo posto.

I suoi consigli

Quando lei si perde, cosa che può succedere a un non vedente, non chiede a un passante: ”Mi scusi, mi sono persa, dove mi trovo?”; perché quel passante può essere un malintenzionato e quindi lei chiede ”Come si chiama questa via?”. Questo consiglio vale anche per noi, perché non possiamo fidarci di una persona che non conosciamo, soprattutto se siamo in giro da soli.

Serena è una persona straordinaria, anche se non vedente ha fatto molte cose nella sua vita! E’ laureata in lingue e adesso insegna; ha imparato a suonare il pianoforte e canta in un coro!

Ascoltare le sue parole è stato molto interessante, ma anche emozionante perché abbiamo cercato di metterci nei suoi panni. Vogliamo concludere l’articolo con una sua frase che porteremo sempre con noi:

“Io che non posso vedere ho fatto molte cose nella mia vita e ho raggiunto molti degli obiettivi che mi ero prefissata! Voi, che potete vedere, pensate a quante esperienze e quanti progetti potrete realizzare.”

RINGRAZIAMO SERENA PER LA SUA FAVOLOSA VISITA E PER AVER RISPOSTO CON PAZIENZA A TUTTE LE NOSTRE DOMANDE!

Heba Mostefai,Carrozzo Giulio e MD Manchep

Serena Stronati insieme a Giulio Carrozzo, autore dell'articolo "Il metodo Braille"

Serena Stronati insieme a Giulio Carrozzo, autore dell’articolo “Il metodo Braille”

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2 risposte a UN’OSPITE SPECIALE

  1. Maria Alessandra Bini scrive:

    Un ringraziamento speciale ad una persona speciale. Grazie Sere!

  2. Massimo Fabrizi scrive:

    Incontrare la professoressa Stronati nell’atrio della nostra scuola, mea culpa dovuta alle incombenze lavorative quotidiane che non mi hanno permesso di entrare in classe per salutarla, è stato comunque un momento folgorante. Penso che non a caso Serena sia il suo nome, poiché questo è ciò che promana da lei, il senso di una serenità, di una pacatezza superiore rispetto all’ansia ed alla frenesia distruttiva che spesso ci affligge. I suoi occhi celeste chiaro, di un colore che ti rimane impresso dentro e che ti si stampa nella mente, ti fanno sentire, al confronto, un essere piccolo, molto piccolo, mentre percepisci che essi guardano oltre, al di là delle porte dell’invisibile. E allora comprendi come sia assolutamente vero che i limiti dell’umano non siano per tutti uguali e come non ci sia una esatta linea di demarcazione fra ciò che è e ciò che dovrebbe essere. E allora si comprende come tante cose che quotidianamente si fanno siano totalmente sbagliate, poiché si è spesso presi in un vortice individualistico che non ha né deve avere ragione di esistere. E si comprende anche che rimanendo invischiati nelle pastoie dell’egoismo e dell’utilitarismo si rimarrà ineluttabilmente ancorati a terra, nonostante la spinta che ci si dà. Mentre altri, gli angeli, riescono e riusciranno ad elevarsi verso alte vette da cui possono e potranno scrutare l’orizzonte.

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