QUANTO mi MANCHI SCUOLA!

Un calligramma per esprimere la nostalgia della scuola.

Quanto mi manchi, scuola!

Ad un giorno dalla chiusura ufficiale dell’anno scolastico pubblichiamo un altro articolo sulle emozioni e sui sentimenti che gli alunni hanno provato in questi ultimi mesi di “scuola a distanza”. La parola agli alunni della II B.

La scuola è chiusa da molte settimane e la nostalgia si fa sentire perché la didattica a distanza – si sa – non è e non potrà mai essere come quella in presenza, che è fatta di relazioni, di contatti veri e non virtuali. Molte volte, in questi mesi, durante le lezioni on line, gli alunni hanno espresso, anche attraverso i loro testi scritti, la grande nostalgia che provano per tutto ciò che rappresenta per loro la scuola, dai compagni ai professori, dalle attività più divertenti e leggere fino a quelle più strutturate ed impegnative. Ho voluto chiedere agli alunni della II B di realizzare un lavoro forse non proprio semplice ma che avrebbe di certo dato loro la possibilità di esprimere i sentimenti attraverso la creatività.

caHo proposto alla classe un’attività sul calligramma, un componimento particolare perché non è solo da leggere o da ascoltare ma anche da guardare in quanto si tratta di una poesia che forma un disegno. Le parole del testo poetico sono disposte in modo da dare forma ad un’immagine che richiami il contenuto del componimento o che si colleghi, per qualche ragione, ad esso. Dopo aver visto alcuni famosi calligrammi, fra cui quelli di Guillaume Apollinaire e di Pablo Neruda, ho chiesto agli alunni di mettersi in gioco e provare loro stessi a produrre un calligramma.

Il tema assegnato è questo: i sentimenti suscitati dalla chiusura della scuola. Ho dato agli alunni delle domande-guida che li avrebbero aiutati a fare delle riflessioni e ad interrogarsi. Eccone, qui di seguito, alcune: Quali sentimenti provi pensando alla scuola, che è chiusa da molte settimane? Cosa ti manca di più? E ancora: chi ti manca di più? Ti fa soffrire questa lontananza forzata dalle mura scolastiche?

Il lavoro che ho richiesto di fare agli alunni andava diviso in più fasi: le riflessioni e la scrittura di getto dei sentimenti, la stesura vera e propria di un testo poetico, la scelta di un’immagine rappresentativa ed infine la fase grafica, composta da due momenti, quello della realizzazione del disegno e quello della disposizione delle parole in immagine. Il risultato dei loro lavori? Ne pubblichiamo alcuni e vi lasciamo giudicare!

Prof.ssa Laura Marotti

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