IL VOLONTARIATO attraverso I NOSTRI OCCHI

Siamo lieti di pubblicare l’articolo con il quale abbiamo partecipato al Concorso “I love journalism” indetto dalla sezione di Jesi del Rotary Club conseguendo  il secondo posto.

Prepararlo e scriverlo ci ha coinvolto ed impegnato molto e ci ha consentito di conoscere realtà e persone appassionate e dedite alle cause in cui credono. Grazie alle docenti Claudia Cantamessa e Silvia Bavari che ci hanno guidato in questa scoperta.  Saluti dalla Redazione 009 Missione Blog.

Il VOLONTARIATO ATTRAVERSO I NOSTRI OCCHI

Quando l’educazione incontra l’associazionismo

 Dal 5 al 9 gennaio 2022 si è svolta nella nostra città, al Palazzo dei Convegni, la mostra dal titolo “Attraverso i nostri occhi” organizzata dall’Associazione Still I Rise di Nicolò Govoni, in collaborazione con la Consulta per la Pace di Jesi. FOTO 1

L’iniziativa fa parte di una mostra fotografica itinerante che ha toccato circa 75 città tra Europa e America a partire dall’ aprile 2019. Gli autori delle foto sono gli alunni delle scuole che l’associazione ha aperto in Grecia (Mazì) e in Siria (Ma’an) presso due centri di accoglienza per profughi, e in Kenya nello slum di Mathare, vicino a Nairobi.

Il workshop proposto da Nicoletta Novara per qualcuno è stato semplicemente un corso di fotografia, invece per altri è stata un’occasione per esprimere sé stessi e per comunicare un messaggio importante. Nelle immagini infatti viene rappresentata la vita quotidiana di molte persone e ognuna è accompagnata da una breve spiegazione, come quella in cui un ragazzo seduto per terra si riscalda bruciando dei rifiuti, oppure quella in cui un bambino si sta facendo tagliare i capelli da un barbiere del posto per pochi soldi. FOTO 2

Still I Rise è un’associazione internazionale che si occupa dell’educazione dei bambini dimenticati, in particolare lungo le maggiori rotte migratorie. Il metodo educativo si fonda sui principi dell’accoglienza, del rispetto dei diritti fondamentali e delle differenze.

Nessuno studente, infatti, viene discriminato per genere, nazionalità, religione e orientamento sessuale. In ogni classe, vengono eletti 2 rappresentanti degli studenti che si fanno portavoce delle esigenze dei compagni promuovendo uno stile di responsabilità condivisa e di autogestione.

In ogni scuola di Still I Rise sono presenti una sala comune dove gli alunni si incontrano nel tempo libero per studiare, chiacchierare, giocare, leggere, imparare nuove cose; aule flessibili con arredamenti modulari e fornite di tecnologie all’avanguardia; aule speciali per musica, arte, fitness, perché la differenziazione degli spazi facilita l’apprendimento di ogni studente. Infine il giardino, con gli spazi all’aria aperta per il benessere degli studenti.

Nell’introduzione al libro “Attraverso i nostri occhi”,Nicolò Govoni afferma: “Mazí ci ha illuminato e da quel 6 agosto di due anni fa ha cambiato la vita di circa 2000 tra i minori più vulnerabili d’Europa. Abbiamo servito 20.000 colazioni e pranzi. Fatto 15.000 ore di lezione. Centinaia di ore di terapia… La scuola salva la vita, e i ragazzi di Mazí ne sono la prova vivente.” FOTO 3

 La Consulta per la Pace, ospite della mostra fotografica, è stata costituita nel dicembre del 1999 con lo scopo di promuovere iniziative riguardo i temi della solidarietà e dei diritti umani, monitorare il clima sociale e il mantenimento della pace a livello locale, e più in grande, a livello internazionale. Oggi coinvolge 32 associazioni del territorio che, grazie al contributo dei tanti volontari, soprattutto giovani, operano in vari settori.

L’ISC “Federico II”, di cui noi facciamo parte, dall’aprile 2019 è membro ufficiale della Consulta per la Pace, poiché da sempre si fa promotore di iniziative, progetti e attività che hanno come scopo l’integrazione fra culture, l’inclusione e la valorizzazione di ciascuno nella sua unicità.

FOTO 4Il giorno 23 febbraio scorso abbiamo incontrato la docente Silvia Bavari, nostra referente presso la Consulta e membro del Consiglio Direttivo. Le abbiamo posto alcune domande:

 R: Quali associazioni del territorio fanno parte della Consulta per la Pace?

Provo a citarne alcune: ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia che opera nel settore politico e sociale, COOS Marche, educazione, inclusione e sostegno al disagio, LEGAMBIENTE, tutela ambientale, UNICEF, cura dei diritti dell’infanzia, CRI e AVIS, salute. CARITAS e AZIONE CATTOLICA, CASA DELLE CULTURE e CASA DELLE DONNE, I MIEI AMICI ANIMALI, PROTEZIONE CIVILE, AMNESTY INTERNATIONAL, AL HUDA e molte altre.

 R: Quale tra le esperienze fatte considera particolarmente significativa?

S.B.: Fino al 2019, il 6 gennaio, la Consulta organizzava la Giornata della Pace a cui partecipava numerosa la cittadinanza, specialmente i bambini che lanciavano in cielo palloncini con messaggi di pace arrivati anche in luoghi molto lontani, ad esempio in Croazia. Con la pandemia, purtroppo, l’iniziativa è stata sospesa, ma si conta di riprenderla anche se in modalità diverse. Molto significativa la Marcia per la Pace Perugia-Assisi che si svolge in autunno e alla quale partecipano anche personaggi importanti.

 R: Come mai il nostro Istituto fa parte della Consulta?

S.B.: Perché le nostre scuole sono le più multiculturali della città e da molto tempo operanti sul territorio con attività volte all’inclusione e al rispetto dei diritti che sono il fondamento del vivere in una società pacifica.

 R: Quali iniziative avete in programma che coinvolgono le scuole?

S.B.: La Consulta sta organizzando una mostra fotografica itinerante che prenderà avvio a marzo proprio dal plesso Federico II; si intitola “Inclusioni” e mostrerà al pubblico decine di ritratti in bianco e nero di giovani migranti. L’iniziativa Mura-less, invece, riguarderà alcune scuole Primarie del nostro Istituto che verranno abbellite con pannelli realizzati dall’artista jesino Andrea Marconi in collaborazione con alcuni profughi ospitati nel nostro territorio.

L’incontro con associazioni e persone di così alto livello, locale ed internazionale, ci ha fatto riflettere sull’importanza della partecipazione e del coinvolgimento dei cittadini nella vita sociale, in particolare nei luoghi in cui disagio e povertà sono più presenti. Ciò ci sarà da stimolo per intraprendere fin d’ora esperienze personali e scolastiche di volontariato e cittadinanza attiva adatte alla nostra giovane età.

Non è mai troppo presto!

 

 

 

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