I RAGAZZI FANTASMA

Voi che adesso state leggendo questo articolo, sarete seduti sul divano o forse alla vostra scrivania… provate per un attimo a pensare che a 1500 chilometri da noi, in Ucraina, ad Odessa per l’esattezza, ci sono persone che stanno lottando per la sopravvivenza e che non hanno un tetto sopra la testa, ma una strada!

Stiamo parlando della triste realtà dei ragazzi che vivono nelle fogne della città, al di sotto dei tombini: molti di loro ci crescono e una parte addirittura ci perde la vita; morti invisibili per la società che li ignora. Molti dei ragazzi in questione sono giovanissimi, quasi bambini. downloadIl 90% di essi scappa da situazioni familiari molto difficili; fuggono dal degrado delle loro case dove tutto ciò che vedono è fumo, droga e alcool. Si ritrovano così a vivere in gruppi clandestini, senza più affetti, cibo e comodità; spesso non hanno più nulla e persino i familiari si dimenticano di loro e non li cercano più. Purtroppo alcuni non riescono a sopportare una vita tanto dura e vedono come unica via di scampo il suicidio.

L’inverno è una stagione sopportabile per i ragazzi nei tombini, perché sono in qualche modo al riparo dalle intemperie, ma con la bella stagione sono costretti ad andarsene e ad accamparsi in baracche di lamiera, nei garage o nelle case abbandonate con la minaccia di essere cacciati dagli altri abitanti come fossero topi.foto blog 2

Abbiamo voluto scrivere questo articolo per sensibilizzare i nostri compagni e riflettere insieme sul fatto che noi desideriamo possedere sempre nuove cose e spesso non riusciamo a capire che ci sono altre persone nel mondo che, in questo stesso tempo, stanno lottando per avere il necessario per vivere.

 Eva & Elisa, 2C

 

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5 risposte a I RAGAZZI FANTASMA

  1. Giulia Marozzi scrive:

    Bellissimo articolo!! Avete trattato un tema molto importante che aiuta a far riflettere la nostra generazione, brave.

  2. Massimo Fabrizi scrive:

    Articolo molto bello. Articolo che dovrebbe accendere l’empatia. Come esseri senzienti e dotati d’anima, sangue e cuore, dovremmo (dobbiamo!) indignarci di fronte a certe oscenità, di fronte alla sofferenza di un nostro simile. Il dolore è universale. Involve il creato intero. Non possiamo rimanere indifferentemente egoisti e pensare solo al nostro io esclusivo. L’uomo non è nato per essere egocentrico. Ognuno di noi può fare qualcosa, nel suo piccolo, per rendere questo mondo migliore. Dobbiamo farlo, assolutamente. Voi, ragazzi, lo avete fatto con questo articolo. Grazie!

  3. Agnese Robboni scrive:

    Articolo molto bello su un argomento molto importante che spesso viene tralasciato. Bravissime mi avete fatto riflettere su una cosa di cui non sapevo nemmeno l’esistenza, grazie.

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