DOLCI GEOMETRIE

APPRENDISTI PASTICCERI: LA CROSTATA GEOMETRICA

Prendendo spunto dall’americana Lauren Ko, le cui crostate oggi sono pubblicate sui social di tutto il mondo, ho proposto ai ragazzi un compito un po’ particolare: realizzare la propria crostata geometrica.

Ho mostrato loro un piccolo video https://www.youtube.com/watch?v=Jooqh0fiNx0 dal titolo “Apprendisti Pasticceri”. Dai capolavori e dalle idee di Lauren i ragazzi delle classi seconde hanno creato il loro piccolo manicaretto geometrico.

Un lavoro facoltativo che ha avuto un buon successo, del resto in questo periodo così particolare sembra quasi che cucinando il tempo scorra meglio!

Le foto pubblicate sono solo una piccola parte dei lavori realizzati, è stata necessaria una selezione fatta dai ragazzi stessi durante una live.

 prof.ssa Catia Serini

 

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“Gli UOMINI PASSANO, le IDEE RESTANO”

Giornata in ricordo di Giovanni Falcone

FALCONEEra il 23 maggio 1992, quando nei pressi dello svincolo autostradale di Capaci, sulla strada che collega l’aeroporto di Punta Raisi a Palermo, esplose una carica di tritolo, messa dalla mafia in una galleria scavata sotto la strada. Nella strage persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta, Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro.

Il 23 maggio 2020 ricorre il ventottesimo anniversario della strage di Capaci. Tale data è diventata una ricorrenza simbolo della lotta contro la criminalità organizzata e accanto a Falcone vanno ricordati tutti gli altri eroi che hanno combattuto e si sono sacrificati in nome della giustizia.

L’albero di Falcone simbolo di legalità e di speranza

Dopo l’attentato di Capaci, centinaia di palermitani si ritrovarono davanti all’abitazione del magistrato per dire no alla violenza mafiosa.

ALBERO FALCONE Il ficus magnolia, l’albero sempreverde che si trova davanti a quella che fu la casa del giudice Giovanni Falcone, in via Notarbartolo, a Palermo, diventò così all’indomani della sua morte un simbolo di rinascita, speranza e voglia di cambiamento. Era un semplice albero, ma dopo il 23 maggio 1992 è diventato speciale: “L’albero di Falcone”, un muro di legno vivo con migliaia di post, fotografie, messaggi, lettere, disegni dove giovani, bambini, uomini e donne lasciano i loro pensieri. Le fronde di quell’albero hanno accolto messaggi di amarezza, disperazione, ma soprattutto di speranza e voglia di giustizia, diventando così il simbolo per ricordare tutte le vittime della mafia.

Federico, Giulia, Diego

DIEGO

DIEGO

EMMA

EMMA

GLENDA 1

GLENDA

DAVIDE ELENA ELISA ERICA FEDERICO GIULIA BASTARI MICHELA SARA SOFIA 2

 

 

 

 

 

 

 

Chi volesse appendere il suo pensiero a questo albero virtuale, lasci nei commenti la sua riflessione: condividendo il ricordo moltiplicheremo la speranza del trionfo della legalità.

 

 

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LA SCUOLA NON SI E’ FERMATA

dad1Concludiamo il ciclo degli articoli dedicati alla DAD con le riflessioni di alcuni genitori di alunni della nostra scuola, un punto di vista utile a comprendere a fondo questa nuova esperienza scolastica.

din don…dad

Tutte le sere, quando vado a dormire, il mio ultimo pensiero è “Domattina andremo tutti a scuola “. L’ indomani mi sveglio e sento suonare la campana: “DIN DON… DAD “.

Il suo suono mi porta alla realtà; più che suono è una voce onomatopeica imitativa del suono delle campane, come direbbe la professoressa Scorcelletti! Mi alzo, preparo e disinfetto le varie postazioni dei figli; chi prima, chi dopo si organizzano come dei soldatini per vivere un nuovo giorno. Poi da una stanza si sentono delle voci argentine, da un’altra sento “sbuffare “e da un’altra ancora ridere. Rimango ancora un po’ nel mio silenzio e mi dico: “Come sono bravi!”.

Ma rimango ancora aggrappata a quel mio forte desiderio che un giorno quella campana suonerà “DIN DON DAN “.                                              

Una mamma della mitica 3° A

duri a digitare

Da genitore di un’alunna delle medie mi sento di affermare che ognuno è figlio del proprio tempo e che la DAD forse alla fine è stato anche un ponte di unione, una prova a tre, sostenuta da figli, genitori e insegnanti. Appena iniziata la quarantena, agli occhi di un genitore, il mondo scolastico si è trasformato da pandemia a pandemonio: io personalmente solo a leggere DAD per sdrammatizzare  interpretavo:

Duri A Digitare, Dura A Digerire, Dio Aiutami Domani.

La paura di molti genitori era quella di non essere preparati a questo nuovo modo di vivere la scuola, di non essere all’altezza, di non saper aiutare i propri figli. Per loro  infatti è stato tutto più naturale e possibile, probabilmente è questa la differenza tra noi e loro: il fatto che ognuno è figlio del proprio tempo.dad2

Spero che tutto passi prima possibile, perché se i ragazzi hanno bisogno della scuola, anche la scuola ha bisogno di loro; una volta i “vecchi” dicevano che le case, gli edifici hanno bisogno di essere abitati per essere belli e non imbruttirsi, figuriamoci una scuola alla quale mancano tutte le voci e i colori che può riflettere. Questo i nostri avi, di certo non l’hanno imparato dalla DAD.

 Francesca

la scuola non si è fermata.

Un pensiero sulla didattica a distanza?  …non ho dubbi: una delle risposte più concrete, pratiche e reali che ci siano state in questo inenarrabile momento storico. Lo dico perché quando la paura stava diventando il sentimento paralizzante della nostra nuova quotidianità e ognuno di noi si rinchiudeva tra le quattro mura domestiche e ogni piccola o grande comunità decideva di isolarsi,

la scuola non si è fermata.

Gli insegnanti, i dirigenti e tutto il personale che lavora per i nostri ragazzi non hanno mai dimenticato la loro missione e si sono messi in gioco ridisegnando il modo di fare scuola e ripensando una nuova didattica. Lavorare con il PC a distanza, rinunciando a tutto quello che fino ad oggi è stato SCUOLA, non è stato facile per nessuno, ma gli insegnanti non hanno perso tempo e hanno dimostrato di poter fare, di saper reagire e con gentilezza, cortesemente, in un pomeriggio di marzo ci hanno invitato ad entrare in una classe virtuale.

dad3Mi ricordo di essermi emozionata, leggendo l’invito, come fosse stato quello per un evento desiderato, sembrava quasi la mano tesa di chi ti aiuta quando pensi di essere solo: ”Dai vieni, ci sono io. Stiamo un po’ insieme che poi facciamo qualcosa e vedrai che passa…”

Poi ovviamente non è stato tutto rose e fiori. La connessione non aiuta, i dispositivi in casa mancano, le notifiche ad ogni ora, i bambini più piccoli che non vogliono fare i compiti perché tanto la scuola non riapre e abbiamo tempo… Eppure continuo a pensare che, come i nostri operatori sanitari si sono amorevolmente occupati dei nostri corpi, tutti coloro che lavorano nella scuola e per la scuola, si sono altrettanto amorevolmente occupati dei nostri ragazzi, la più grande risorsa del futuro, per non far spegnere le loro menti e non lasciarli soli in questo vortice di nuove emozioni.

Non posso dimenticare gli occhi di mio figlio più piccolo, 7 anni, prima elementare, che brillavano quando lo schermo si è animato con i visi dei suoi amichetti, delle maestre… un attimo di esitazione per capire se quelle nuove finestre che guardavano dentro le case invece che fuori, fossero veramente capaci di farci incontrare, Poi è stato un coro di saluti e una danza di manine che si salutavano, alla prima prova di connessione, nessuno voleva chiudere la chiamata!

Il messaggio che voglio trasmettere ai miei figli è questo: se il mondo cambia, la scommessa è cambiare la nostra strategia, reagire e cercare un nuovo equilibrio, una nuova strada. Magari sbaglieremo e dovremo tornare indietro e ricominciare, ma non dobbiamo fermarci, non dobbiamo dimenticare quello che possiamo e dobbiamo fare. Ho letto che “Facendo prima quello che è necessario, poi quello che è possibile: ci ritroveremo a realizzare l’impossibile”.

Silvia

la scuola virtuale

Analizzando la situazione di emergenza di questi interminabili giorni, l’opportunità della scuola virtuale è sicuramente un’ottima occasione per i ragazzi per non rimanere del tutto lontani dai loro impegni didattici.dad4

Purtroppo c’è da sottolineare un problema legato alle lezioni on line, il fatto che non tutte le realtà familiari hanno gli strumenti adeguati per consentire ai propri figli di seguirle. Comunque nell’insieme vorrei evidenziare la professionalità e l’ottimo impegno dei docenti nel portare avanti la didattica a distanza.

Alessandro

le macchie sui quaderni

dad macchiaPer quanto riguarda quello che penso della DAD… che dire…in mancanza di alternative abbiamo dovuto accettarla, a dir il vero però dopo l’entusiasmo per le prime connessioni e la soddisfazione per la apparente vicinanza ritrovata è emersa qua e là una certa solitudine.

A volte di fronte allo scorrere di immagini, parole, discorsi, volti di insegnanti e amici tutti perfettamente incasellati nello schermo del nostro pc, ci siamo trovati a rimpiangere cose imprevedibili: le calligrafie più illeggibili, le macchie sui quaderni o sui fogli da disegno, le chiacchiere per i corridoi, la campanella, le urla, la perenne confusione. Di colpo, tutto questo ci è caro, un rimando alla scuola “vera” che ciascuno ricorda e conserva nel proprio cuore.

Valeria

porte aperte

La scuola è per i nostri figli un contesto vitale e, sin da subito, il luogo della relazione e dell’incontro. Incontro con la diversità e la potenzialità dell’altro, con il rispetto, con la regola, con l’insegnante/adulto che li guida alla conoscenza. Credo che la nostra dimensione umana abbia bisogno dell’incontro “vero”, quello fatto di sguardi, di pacche sulle spalle, di sorrisi, di confusione, di odori…di colori. In questo tempo ciò non è stato possibile.

Chiusi in casa, la didattica a distanza è stata una occasione per aprire porte che hanno lasciato entrare i volti familiari dei compagni di classe e degli insegnanti, che hanno permesso la continuità dell’apprendimento, che hanno stimolato i nostri figli a “reinventare” un modo nuovo e “fruttuoso” di usare la tecnologia.

Come genitore, l’augurio che rivolgo ai miei figli è che da questa esperienza abbiano imparato ad aprire porte che facciano entrare aria nuova, pensieri nuovi, intuizioni nuove e leggere.dad5

Francesca

 

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EARTH DAY

22nd April: 50th Anniversary  of our Planet, the Earth!

Let us give the word to our children…

Earth Day 1B

LO SAPEVATE CHE…

La Giornata della Terra, Earth Day, è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del  nostro pianeta. Le Nazioni Unite festeggiano questa ricorrenza ogni anno, un mese e un giorno dopo l’equinozio di primavera.

DATA di ISTITUZIONE: 1970

CELEBRATA in : tutto il mondo

ULTIMA  DATA : mercoledì 22 aprile 2020, 50° ANNIVERSARIO

EDEarth Day 1E

Di seguito riportiamo il link del video realizzato da Alex, alunno di 1B durante la realizzazione del suo disegno… un vero artista!

https://www.youtube.com/watch?v=VUB1-admpGE&feature=youtu.be

Grazie ai prof Cantamessa , Bottegal e Piras per aver proposto e curato la realizzazione dell’attività.

ed

 

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LETTERE ALLA SCUOLA

letteraCari lettori, negli ultimi articoli abbiamo riportato i pensieri dei nostri alunni estrapolandoli da scritti più lunghi e complessi di generi narrativi che sembravano scomparsi come il diario e la lettera. Sono esercizi di letteratura che richiedono tempo ed una certa dose di introspezione. Questi nostri giorni ci hanno forse concesso di riappropriarcene un po’.

 Ciao! Che strano scriverti una lettera! Non me lo sarei mai aspettata… Ho sempre pensato che avrei chiuso l’anno scolastico lì da te, insieme ai miei amici… E poi io non ti ho nemmeno salutata, mi dispiace così tanto! Lo sai?   (Elena)

 Cara scuola come stai? Io non molto bene, sono triste, annoiata e preoccupata. Si, sono preoccupata, perché questo è il mio ultimo anno, frequento la terza D, e ho paura di non poterti più rivedere (Sara)

 Mi manchi tanto; la mia aula con tutti i miei compagni, l’aula Magna dove ci esercitavamo con il violino…anche le tue scale mi mancano, e pensare che prima tutte le mattine mi sembravano una montagna, invece adesso le sogno la notte. Sono sicura che anche tu sei triste e che ti manchiamo. Ti mancano le nostre chiacchIere, le nostre corse per i corridoi, il via vai degli insegnanti da un’aula all’altra. (Sara)noi

 Mi mancano la rassicurante certezza delle tue mura, dove ho vissuto tre anni della mia vita, la tua energia che era la somma delle nostre energie, la condivisione di intere giornate, adesso lunghe, noiose e vuote. Mi mancano la tua voce, i tuoi sguardi. Oggi sei distorta nei suoni che passano tramite il microfono del computer e nebulosa alla videocamera. (Federico)

 Ora però mi manchi, ci manchi, ci manca tutto di te, gli sguardi complici fra alunni, le chiacchierate col vicino di banco tra una lezione e l’altra, gli amici, gli scambi di merende, l’odore dei pennarelli della lavagna di prima mattina, perfino il silenzio tombale che si crea in classe quando la prof chiede “Ci sono volontari per l’interrogazione?”. Ci manca quel luogo dove ci sentiamo tutti uguali, dove ci sentiamo parte di qualcosa, dove se sbagli va bene perché… “Ehi! Siete qui per imparare!” (Maria)

 noi2A noi manchi tanto, e noi ti manchiamo? In questi giorni a casa faccio compiti, allenamento, studio e gioco un po’. Tu? Sicuramente ti sta riposando visto che non senti più tutte le nostre voci e gli “strimpelli” degli strumenti. (Giulia)

 

Per sostituirti hanno creato una cosa dandogli un nome complicato per farla sembrare tua pari: Didattica A Distanza, che alla fine non è altro che l’apprendimento di informazioni attraverso uno schermo…la Didattica A Distanza è solo qualcosa che hanno creato per colmare la tua mancanza, ma il vuoto è rimasto ed è un abisso senza fine.  dad (Maria)

 I prof ci fanno fare delle lezioni on-line, ma non è come stare da te, le lezioni on line sono più fredde, io, i miei compagni di classe e i prof ci vediamo attraverso uno schermo…  Non senti il calore dei corpi dei tuoi compagni, dei prof, dei tuoi amici, ma senti solo il freddo del telefono. (Elena)

 Sai in questi giorni mi sto annoiando tanto senza di te…le videolezioni che vanno e vengono per via della connessione instabile non possono reggere il confronto con le lezioni “vere”. (Diego)

 dad 1Anche se i professori cercano di starci vicino in modo diverso, con videolezioni, videochiamate, messaggi, con un grande impegno, nessuno di questi modi è davvero in grado di sostituire il calore della presenza fisica, la sorpresa del riscoprirsi e ritrovarsi insieme ogni giorno. 

Le lezioni in classe erano un momento di vita vissuta, di esperienze concrete; la classe è luogo di umanità, prima che di apprendimento.  (Federico)

 Il coronavirus ci ha fatto riscoprire che non basta trasmettere nozioni per potersi chiamare scuola e che sei un tesoro prezioso da custodire.  (Federico)cicle time

 È così strano viverti in questa dimensione priva di relazioni, ma ci sei, mi chiami, mi inviti a nuove modalità di comunicazione. Stai insegnando a ciascuno che bisogna darsi da fare facendo rendere al meglio gli strumenti di cui si dispone. Ci insegni più che mai, che per una buona comunicazione in gruppo bisogna rispettare l’altro e che le parole non vanno sciupate: ogni parola ha un significato profondo. Ci stai insegnando, che i professori sono una risorsa, che averli a disposizione in una relazione umana è davvero un’opportunità, perché la vita di classe trova pienezza nella relazione vera di scambio reciproco, del dubitare, del chiedere, dell’interrogarsi e del domandare. Imparare passa attraverso un linguaggio fisico, un tono di voce, l’intensità dello sguardo, delle mani che accolgono e dei sorrisi che rassicurano.  (Federico)

 Si dice che capisci l’importanza di una cosa solo nel momento in cui la perdi, io non ho mai dubitato della tua importanza, anche se nell’ultimo periodo devo ammettere che cominciavi a pesarmi.  (Maria)

 aulaTutti gli studenti odiano la scuola, si sa, ma adesso che abbiamo perso la “normalità” della vita scolastica ci accorgiamo che daremmo qualsiasi cosa per trascorrere un’ultima giornata a scuola insieme ai nostri compagni, insieme ai professori, coloro che ci hanno portato dove siamo ora. (Davide)

 

 E che dire dei professori, da quelli più severi ai più calmi, dai più comprensivi ai più rigidi, da quelli che una te la fanno passare a quelli che non hanno poi così tanta pazienza….e devo ammettere che ce ne vuole più del dovuto. D’ altronde si possono definire secondi genitori. Ricordo le loro occhiatacce che ti facevano rabbrividire quando non avevi studiato, i loro occhioni comprensivi quando magari raccontavi un brutto episodio della tua vita. Sai scuola, io ogni giorno che passavo con te era un traguardo, un piccolo ostacolo della mia vita che tu mi aiutavi a superare con coraggio e determinazione. Io non ho imparato solamente i classici argomenti del cosiddetto “programma” perché, tu non insegni agli alunni un semplice programma, ma il modo in cui vivere, il modo con cui relazionarsi agli altri, la gentilezza e il Rispetto. (Glenda)

 TEACH

Voglio essere positiva, voglio credere che ci rivedremo, che tu ci rivedrai, magari saremo cambiati, ci saranno cresciuti i capelli, qualcuno sarà diventato più alto e magari ci sarà anche chi è ingrassato, ma comunque una cosa non è cambiata, è il fatto che ti vogliamo bene e ci manchi. (Sara)

  La Redazione 7UP  ( quella effervescente)

 

 

 

 

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DIARIO della QUARANTENA

Durante queste settimane di isolamento gli alunni e le alunne della classe 1A hanno confidato ad un diario i loro pensieri, le loro paure e le speranze per un futuro fatto di normalità, serenità e gioia. Pubblico alcuni estratti…con il consenso degli autori.

COSA FAI PER COMBATTERE LA NOIA….

Il mio passatempo preferito, in queste giornate lunghe e noiose, è giocare in casa con il mio cagnolino Shazam, mi sono reso conto che prima avevo poco tempo da dedicargli. Ora invece gli do da mangiare, gli insegno a giocare con me a calcio e quando lancio la palla lui me la riporta e mi riempie di baci.

Giulio Carrozzo

In questi giorni di quarantena non faccio quasi nulla tranne i compiti e guardare dei film. Ma un cosa che mi piace fare è ascoltare la musica perchè quando chiudo, gli occhi ascoltando la musica, la mia mente mi porta in posti fantastici.

Shelsy Ramirez

Il cuscino decorato da Rawen

Il cuscino decorato da Rawen

Per combattere la noia a casa gioco con i miei fratelli e genitori a vari giochi da tavolo, non solo italiani ma anche giochi tunisini. Ci divertiamo moltissimo insieme e così il tempo passa veloce. Inoltre amo molto il fai da te, in questi giorni ho provato delle maschere viso per la mamma e ho fatto un cuscino personalizzato.

Rawen Benzid

A volte io e la mia famiglia facciamo un po’ di palestra per tenerci in forma. All’inizio facciamo un po’ di riscaldamento e poi gli esercizi. Mio padre non fa mai gli esercizi con noi, li fa un po’ prima in modo tale che dopo ci segue e ci dice cosa dobbiamo fare. Mi piace fare palestra con loro, mia madre e mio fratello mi fanno ridere perché a volte non riescono a fare gli esercizi più difficili.

Lorenzo Rinaldi

Per combattere la noia mio fratello Daniil mi ha prestato il suo drone. Lo facciamo volare tutti i giorni in giardino, ho imparato a fare le acrobazie, però qualche volta va a finire male, per esempio il mio papà lo ha fatto atterrare su un terrazzo di un’altra casa.

Denis Paris

Le uova decorate da Nicoletta

Le uova decorate da Nicoletta

Da sola nei momenti di relax guardo la TV, mando qualche vocale alle mie amiche dell’anno scorso, leggo qualche bel libro che mi interessa. Inoltre mi piace dipingere, per Pasqua ho dipinto le uova sode: sono bellissime.

Nicoletta Spaccia

Per combattere la noia conosco un modo: stare con la famiglia! E’ strano ma in casa è rimasta la solita gioia di sempre, gli scherzi a tavola, le chiacchiere…Tutto questo alleggerisce il “peso” della quarantena.

Maria

MI SONO RESO CONTO CHE….

Mi sono resa conto che intanto che noi restiamo a casa la natura prende vita, per esempio a Venezia nel Canal Grande adesso si vedono i pescolini. Quando andavamo a inquinare la natura scompariva, alla fine il virus sta facendo qualcosa di buono alla natura.

Martina Bashmeta

Mi sono reso conto che anche con babbo e mamma posso giocare. Qualche giorno fa sono andato in cantina con mio padre e ho trovato una scatola con un vecchio puzzle. Insieme siamo riusciti a finirlo in due giorni.

Thomas FilonziSTRETTA DI MANO

Mi sono reso conto che in questo periodo la casa è diventata una “prigione”, perché dobbiamo evitare gli abbracci, le strette di mano e restare distanti dagli altri almeno un metro.

Md Manchep

Stare soli ci fa apprezzare tutte le cose belle che abbiamo vissuto prima di questo periodo bruttissimo, spero che questa emergenza finisca il più presto possibile.

Chourouk Jarray

Il sabato ero abituata ad andare a casa delle mie amiche, ma in questo periodo non posso. Una cosa che ho capito è quanto loro siano importanti per me e quanto mi manchi stare insieme a loro …

Sofia Pompeo

In questi giorni mi sono resa conto di quanto siano importanti le persone per parlare, fare una risata, avere un contatto fisico, cose che in questo momento non possiamo fare. Anche con i componenti della mia famiglia dobbiamo stare a distanza, specialmente con i nonni e ci mandiamo baci in lontananza.

Anna BoriaABBRACCIO

Mi sono resa conto che le cose che mi mancano di più sono i saluti e gli abbracci dal vivo, e le persone che mi mancano di più sono i miei amici, i miei prof., e i miei compagni di classe.

Ranya Ayazi

Mi sono reso conto che è molto difficile stare lontano da tutti e non poter invitare nessuno a casa. Infatti quest’anno il mio compleanno è stato un po’ triste senza i miei amici.

Thomas Vallasciani

Gli amici, i prof, la scuola e lo studio sono molto importanti…Prima non me ne rendevo conto, ma d’ora in poi darò più importanza a queste cose.

Heba Mostefai

Mi sono resa conto che la scuola è un paradiso, perché stai in compagnia dei tuoi amici e impari ogni giorno nuovi argomenti.

Ben Slama Salma

FINITA LA QUARANTENA…

Finita la quarantena uscirò per ricominciare ad esplorare il mondo fuori da casa mia.

Hossain Muslena

Vorrei ritornare presto a passeggiare nel parco, fare colazione al MC Donald e andare al cinema a vedere un film horror, il mio genere preferito.

Seneha Abdul

Finita la quarantena, voglio abbracciare tutti e dire grazie ai medici e gli infermieri per il loro lavoro. Spero che riescano presto a trovare un vaccino! Voglio ritornare a scuola e abbracciare i Professori e i miei compagni di classe. Nonna mi dice che questa esperienza un giorno la racconterò ai miei figli…

Federico Corinaldesi

Vorrei andare a casa delle mie amiche e fare un pigiama party, scambiarci regali e segreti. Ci divertiremo, perchè non dobbiamo dimenticarci di sorridere sempre.

Lina AbdellaouiANDRA' TUTTO BENE

Una cosa che vorrò fare è una bella festa per il ritorno a scuola, con tutta la classe, tutti insieme a scherzare e giocare fregandocene del coronavirus. Dimenticarlo, pensare ad altro. Pensare alla felicità di quando stiamo insieme ed alla gioia di rivederci tutti nella nostra classe, non virtuale, no, in quella vera, in quella con i cartelloni, in quella con i banchi e la cattedra, nell’aula della 1 A.

Alessandro Mancini

Cari ragazze/i vi ringrazio per aver condiviso con noi le vostre emozioni in questo difficile momento in cui dobbiamo rimanere uniti pur essendo distanti. Il mio augurio più grande è di incontrarci presto a scuola dove potrò riabbracciarvi e ritrovare nei vostri volti la gioia che avevate i primi giorni dello scorso ottobre, pronti ad iniziare una nuova fantastica avventura, questa volta UNITI & VICINI.

A presto

La vostra Prof. Greta Scorcelletti

1A settembre

 

 

 

 

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L’ULTIMO VOLO DI LUIS SEPULVEDA

LSOggi con queste righe vorremmo provare a riassumere la vita di un uomo, di un poeta, uno scrittore, uno sceneggiatore, un giornalista, un regista, un attivista politico e un amico dell’ambiente, che ci ha da poco lasciati. La causa della sua morte è stata questa tremenda pandemia che ci sta togliendo molto persone care e libertà e anche grandi uomini come Luis Sepùlveda deceduto il 16 aprile scorso a Oviedo (Spagna).

INIZIAMO DAL PRINCIPIO…

Luis Sepùlveda è nato a Ovalla (Cile) il 4 ottobre del 1949 ed è cresciuto a Valparaiso assieme al nonno paterno, un anarchico andaluso, e a uno zio che gli hanno trasmesso un forte amore per la letteratura. Già a quindici anni, infatti, Luis Sepùlveda amava scrivere e, partendo dal giornalino della scuola, diventò, poi, redattore del quotidiano Clarìn, scrittore di racconti, giornalista radiofonico e regista teatrale. La sua vita politica fu molto attiva, già in giovane età si iscrisse all’ala giovanile del Partito Comunista  Cileno, successivamente venne espulso e si arruolò quindi nell’Ejercito de Liberacion Nacional in Bolivia. Nel corso degli anni seguenti Sepúlveda si arruola nel Partito Socialista cileno, entrando a far parte della guardia personale dell’allora presidente Salvador Allende. Quando salì al potere il generale Augusto Pinochet (1973), lo scrittore, a causa dei suoi trascorsi politici, venne torturato e condannato al carcere. Liberato, dopo sette mesi,  grazie all’aiuto di Amnesty International, fu condannato a 8 anni di esilio. Da allora viaggio molto e si stabilì dapprima in America Latina, poi in Europa a Parigi e ad Amburgo dove unì alla professione di scrittore quella di attivista di Green Peace, appoggiandone le cause ecologiste.

Ci ha molto colpito la biografia di questo uomo che sembra aver fatto davvero tutte le esperienze che si possano fare nella vita. Ed è triste pensare che si sia spento per questo maledetto virus.

Ci piace ora ricordare una storia da lui scritta che da piccoli, come molti di voi, abbiamo letto:

“STORIA DI UNA GABBIANELLA E DEL GATTO CHE LE INSEGNO’ A VOLARE”

Il racconto narra di Fortunata, una gabbianella che ancor prima della sua nascita, perse la456 mamma caduta in una pozza di petrolio. Prima di morire Kangh, la mamma, aveva chiesto al gatto Zorba di covare l’uovo e di curarsi del pulcino insegnandogli a volare. Zorba accettò subito l’incarico senza rendersi conto delle conseguenze, infatti ne successero delle belle. Ad esempio rischiò di ingoiarlo per nasconderlo, oppure di perderlo a causa di due topi. Quando l’uovo finalmente si schiuse e la gabbianella Fifì vide Zorba lo chiamò subito “mamma” instaurando con lui un rapporto profondo. Dopo molte avventure e diversi tentativi, Zorba decise di farla saltare da un alto edificio per vedere se così sarebbe riuscita a volare e……

gavSecondo voi ci riuscì? Se lo volete sapere andate su YOU TUBE per vedere il film!  Questa storia ci insegna che l’amore non ha barriere e può raggiungere anche chi è diverso da noi basta aprire il cuore ed accoglierlo.

Alla morte di Luis Sepulveda, altri importanti scrittori e amici hanno voluto dedicargli alcune parole per ricordarlo… ecco quelle che più ci hanno colpito:

MASSIMO CARLOTTO (scrittore): “La sua vita un romanzo, di quelli duri e belli, tra il Cile di Pinochet e il successo come scrittore. Sepúlveda era elegantemente pop, per questo ora lo abbracciano in tanti: chi aveva avuto la fortuna di incontrarlo e i moltissimi lettori che lo hanno amato per le sue parole immaginifiche, scrittori e personaggi dello spettacolo.”

ROSSELLA POSTORINO (scrittrice) “Quando me lo presentarono, anziché darmi la mano, lui mi abbracciò stretta, forte, perché probabilmente amava gli abbracci, come me. Oggi che non ci si può abbracciare, e che lui è morto, penso a quel giorno con una gratitudine ancora più profonda. Sepúlveda era un uomo generoso, non si risparmiava, era coinvolto in ogni aspetto della vita a cominciare dall’impegno politico.”libri

FABIO GEDA(scrittore): “Una delle frasi famose della Gabbianella è che vola solo chi osa farlo. Io a volte mi accontenterei di cadere con stile. E di stile, coraggio, empatia Sepúlveda ne aveva a pacchi. È stato un grande amico del salone del Libro. Resterà un pensiero felice per molti”.

Facendo ricerche su questo fantastico scrittore abbiamo trovato anche delle bellissime frasi che ci sono piaciute molto… eccone alcune:

“Viaggiando in lungo e in largo per il mondo ho incontrato magnifici sognatori, uomini e donne che credono con testardaggine nei sogni. Li mantengono, li coltivano, li condividono, li moltiplicano. Io umilmente, a modo mio, ho fatto lo stesso.”

“La lotta contro i nemici dell’umanità si combatte in tutto il mondo, non richiede né eroi né messia, e inizia dalla difesa del più fondamentale dei diritti. Il Diritto alla Vita.”

Ma quella che più ci ha colpito in assoluto è:

“I miei sogni sono irrinunciabili, sono ostinati, testardi e resistenti”.

MARIA e GIULIA

MI RACCOMANDO COMMENTATE!!!

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UN MAESTRO, UNO SCRITTORE E LA FANTASIA

“La mente è una sola. La sua creatività va coltivata in tutte le direzioni”

Sono giorni che rovisto nelle mie librerie e negli scatoloni di soffitta e garage alla ricerca di un libro che ho consultato e consumato durate il mio anno di formazione, ormai molto tempo fa.

Ne conservo la memoria fotografica delle pagine, delle sottolineature fatte, degli appunti presi con la grafia incerta e speranzosa di una giovane insegnante di 24 anni alle prese con la sua prima classe, quella che rimarrà per sempre impressa nel cuore e nella mente.

Il libro è “La Grammatica della Fantasia”, un testo che Gianni Rodari pubblicògdf nel 1970 e che divenne negli anni la stella polare per molti insegnanti di scuola elementare. La Grammatica della fantasia e Favole al telefono, più li cerco e meno li trovo… più desidererei averli tra le mani.

GE2Ricorre quest’anno il centenario della nascita di Rodari e riviste e programmi, soprattutto radiofonici, sono dedicati alla vita e all’opera di questo intellettuale che ha scritto per grandi e bambini, riservando a questi ultimi il premio delle sue opere più semplici ed ingegnose, quelle della fantasia, appunto.

Al di là del fatto autobiografico, che poco importa al lettore, vorrei riportare invece alcune frasi del maestro Rodari che ho trovato e trovo significative per il mio lavoro di insegnante, perché continuino ad ispirarmi e ad ispirare.

Scrive Rodari:

“Io spero che il libretto (La Grammatica della Fantasia) possa essere utile a chi crede nella necessità che l’immaginazione abbia il suo posto nell’educazione; a chi ha fiducia nella creatività infantile; a chi sa quale valore di liberazione possa avere la parola…”.

“Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore… Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni…”GIANNIE

“L’immaginazione del bambino, stimolata a inventare parole, applicherà i suoi strumenti su tutti i tratti dell’esperienza che sfideranno il suo intervento creativo. Le fiabe servono alla matematica come la matematica serve alle fiabe. Servono alla poesia, alla musica, all’utopia, all’impegno politico: insomma, all’uomo intero, e non solo al fantasticatore”.

Queste solo alcune delle citazioni che si possono trovare ricercando in rete.

grGrazie dunque, maestro Gianni, per quel Binomio Fantastico che mette in moto la mente alla ricerca di connessioni possibili,  grazie per il tuo elogio dell’Errore Creativo per il quale “l’uomo non vive più in una casa, ma felice dentro ad una cassa”, grazie per tutte le filastrocche e le rime con le quali abbiamo convinto i nostri alunni che ACQUA si scrive davvero con CQ, grazie per il buonumore ingegnoso ed ingenuo di ogni verso che, leggendo di nuovo i tuoi scritti in questi giorni di isolamento, sono riuscita a ritrovare.

 “Se un bambino scrive nel suo quaderno «l’ago di Garda», ho la scelta tra correggere l’errore con un segnaccio rosso o blu, o seguirne l’ardito suggerimento e scrivere la storia e la geografia di questo «ago» importantissimo, segnato anche nella carta d’Italia. La Luna si specchierà sulla punta o nella cruna? Si pungerà il naso?

                                                                                                                                               (Gianni Rodari)

  M. Alessandra Bini

 

 

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UN TUFFO NELL’ARTE

Siamo felici di pubblicare i lavori realizzati dagli alunni delle classi 1A, 1B  e 3B  guidati dalla Prof.ssa Beatrice Bello. Un tuffo nell’Arte, un piacere per gli occhi!

Alla scoperta di Keith Haring

Keith Haring (1958-1990), rivoluzionario protagonista della controcultura KHnewyorkese degli anni ’80 (graffitismo e street art), sfrutta l’elemento della riconoscibilità per colpire l’osservatore; i mezzi impiegati sono essenziali, i motivi semplici e interpretabili con rapida occhiata.

Gli alunni delle classi prime, IA e IB, piacevolmente coinvolti dalla grande immediatezza dell’arte di Haring, hanno messo in pratica disegni e pitture ispirati all’artista, riproponendo le sue figurine stilizzate e le campiture di colori puri.

I lavori sono stati realizzati da loro in questi giorni di didattica a distanza; il supporto è stato il comune foglio da disegno ed i colori in loro possesso.

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Matisse a casa degli studenti!

matiMatisse (1869-1954), massimo rappresentante dei “Fauve” francesi della prima parte del Novecento, elabora una serie di splendidi disegni realizzati con pochissimi tratti, essenziali e freschissimi, ai quali gli alunni della classe 3B si sono ispirati per la realizzazione di queste piccole riproduzioni.

Le figure risultano “morbide”, dalle linee semplici, con curve sinuose e stilizzate silhouette in movimento.

Ecco sotto alcune loro riproduzioni dell’opera “Icaro” (1947).

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LA GIORNATA mondiale dell’ ACQUA

 Nel 1992 le Nazioni Unite hanno istituito la “Giornata mondiale dell’acqua” per farci riflettere sulla salvaguardia del bene più prezioso del pianeta Terra. Una bella occasione per un’attività didattica anche a Distanza !!

L’emergenza sanitaria che ci troviamo ad affrontare ci fa pensare ancor di più all’ importanza dell’acqua: lavarsi le mani è fondamentale per la prevenzione dal contagio. E’ un gesto quotidiano che ci rammenta come la Terra e le sue risorse, quando preservate, siano preziose alleate dell’uomo.

 In occasione della Giornata mondiale dell’acqua” del 22 Marzo 2020 le classi 1D, 1E e 2D della scuola secondaria di 1° grado Federico II hanno voluto rappresentare, con la loro fantasia e usando le tecniche grafiche a loro più congeniali, il loro punto di vista sul ruolo chiave che l’acqua ha nelle nostre vite e nella tutela della nostra salute.

GIOELE CARROZZO 1E

GIOELE CARROZZO 1E

Diego acqua

DIEGO GUARNERA 1E

GRETA

GRETA ROSSETTI 1E

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TIZIANO

TIZIANO GEMELLI 1E

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cerioni

MATTIA CERIONI 1E

 

 

 

 

 

 

 

ELENA

L’ACQUA PARLA SENZA SOSTA: ASCOLTIAMOLA ELENA GIACANI 1D

Fatima_1D

FATIMA MOSAID 1D

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Santarelli

LUCA SANTARELLI 1D

francesco

FRANCESCO LANCIONI 1D

 

 

 

 

 

 

 

 

valentina

VALENTINA ROMAGNOLI 1D

 

 

 

 

 

 

 

Argentati

VITTORIO ARGENTATI 2D

simone

SIMONE DICHIARA 2D

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prof. Cecilia Cardinali

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