ESPERIMENTO CON LE EMOZIONI

bambino isolatoCon la professoressa di alternativa abbiamo fatto un esperimento con le emozioni. La prof. ci ha fatto vedere una foto con disegnato dei bambini in cerchio ed uno escluso. Poi ha chiesto a turno cosa significasse quell’immagine per noi.

Inventandosi una scusa ha mandato fuori dall’aula un’alunna per la quale era impossibile che un bambino potesse essere preso in giro da tutti gli altri, dandoci modo di accordarci. Al rientro di questa ragazza abbiamo fatto finta di prenderla in giro. Lei siccome è molto sensibile si è messa a piangere, così le abbiamo subito detto che si trattava di una finzione per dimostrarle che un solo bambino può essere preso in giro da un gruppo di persone. La prof. l’ha chiamata alla cattedra in modo che potesse raccontare davanti a tutti come si fosse sentita in quel momento. Da quelle parole noi abbiamo capito cosa si prova ad essere presi in giro. Dopo il racconto di questa ragazza alcuni compagni della classe hanno riportato esperienze simili. Il nostro era uno “scherzo” ma ci sono ragazzi e ragazze che vivono realmente episodi di bullismo che li portano all’isolamento, alla paura di raccontare, alla vergogna. Lo scopo di questo “esperimento” era di mettersi nei panni di questi ragazzi per cercare di capire cosa si provi ed essere disposti sempre ad ascoltare ed aiutare.

LUISA ALLEGRINI, ERICA GIULIANI 1 A

 

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ENGLAND 2018

The old  Manor House

The old Manor House

Hi everyone! Anche quest’anno insieme alla prof.ssa Bini siamo andati in Inghilterra,  centro PGL di Caythorpe Court. Oggi vi mostrerò alcune delle immagini più significative di tutto il viaggio.

Partiamo con la prima:

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 In questa foto stavamo aspettando l’ora di cena e la nostra guida, Hemma, ci stava intrattenendo con dei giochi semplici, ma molto carini.

 mensa

In this picture we were in the dining room where we had breakfast, lunch and dinner.

These are some of the activities we have done at the centre.

High Ropes

High Ropes

Raft Building

Raft Building

Evening fun

Evening fun

Questi eravamo noi durante le lezioni di inglese che si potevano svolgere al mattino o al pomeriggio. La foto ci è stata scattata da una delle nostre insegnanti dl college.

In the classroom

In the classroom

This is the Cathedral of York. It’s so huge and beautiful!

Abbiamo fatto un’escursione di una intera giornata a York: la città era illuminata da uno splendido sole primaverile ed era affollatissima …

 The York Minster

The York Minster

E per finire questa foto rappresenta la presentazione di fine corso che abbiamo svolto oralmente davanti a tutti i compagni e alle professoresse.

our presentation

our presentation

Anche quest’anno mi sono divertita molto e consiglio vivamente a tutti coloro che ne avranno la possibilità di non tirarsi indietro, ma di vivere questa bellissima esperienza che la nostra scuola ci propone.

Un saluto…Giulia

 

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EDERA VELENOSA

ederavelenosaLa parola femminicidio fa parte, ormai e purtroppo, del linguaggio comune. Sempre più spesso la cronaca racconta di donne maltrattate, di violenza e di abusi che gran parte dei casi sfociano in tragedie annunciate. Ma la violenza domestica è altro, è qualcosa di radicato e profondo, è una costante pretesa di possesso dell’uomo sulla donna, è il potere maschile che pervade il nostro sistema sociale e trova nella famiglia la sede naturale per riaffermarsi in tutta la sua brutalità. Da qui nasce il progetto EDERA VELENOSA, ideato da Alessandro Rutili, con il supporto di Stefano Tosoni che ne firma la sceneggiatura. Un’idea che vuole raccontare attraverso il teatro, quindi attraverso la parola, quanto per una donna sia davvero difficile accettare che il principe azzurro e l’orco cattivo siano la stessa persona.

Nella mattinata di Venerdì 23 marzo tutte le classi terze della scuola media Federico II, del Savoia di Jesi, di San Marcello e Monsano, sono andate ad assistere ad uno spettacolo sul femminicidio e la violenza sulle donne, dal titolo “EDERA VELENOSA”, al teatro Pergolesi.

edera.protagonistaLaura è una ragazza che dopo alcune relazioni fallimentari, una sera in discoteca incontra Marco, una ragazzo bello come il sole, occhi azzurri e carnagione scura. La protagonista si innamora subito di lui ed è sicura che il sentimento sia reciproco, dato che un giorno il ragazzo le chiede di andare a convivere. Stavano bene insieme, fino a quando una sera Laura tornando a casa lo trova disteso sul divano ubriaco, con i pacchetti di sigarette finiti che gli facevano da coperta. Da quel giorno la loro vita cambia: Marco non è più quel ragazzo gentile e carino ma diventa aggressivo e scontroso tanto che arriva ad alzare le mani contro la fidanzata. Quasi ogni sera torna a casa tardi, ubriaco fradicio, pronto a sfogare la sua rabbia, la sua frustrazione su Laura, che inizialmente non si difende, subisce in silenzio, quasi a colpevolizzarsi per gli atteggiamenti assunti dal compagno. Quando, però, l’uomo un giorno frantuma il suo servizio di piatti preferito, lei si ribella a tanta rabbia insensata, a tanta ingiustificata cattiveria e iniziano a picchiarsi fino al punto che un calcio sferrato da Marco manda la ragazza all’ospedale. Quando si risveglia decide finalmente di denunciarlo e lui viene arrestato. Laura può tornare a vivere in tranquillità, lontano da quel mostro.

Durante lo spettacolo c’era molta attenzione da parte di tutti noi ragazzi. Hanno messo in scena un argomento di attualità di cui si parla sempre più spesso e sempre più spesso non si riesce davvero a credere che il male è dentro le mura domestiche. Un testo teatrale davvero toccante che ci ha dato modo di riflettere sulla fragilità sentimentale della donna e anche sulla sua forza d’animo. Denunciare chi usa le mani non per accarezzare, ma per fare violenza, è un atto dovuto. Senza timore, ma con la consapevolezza che si sta facendo la cosa più giusta per noi stessi. Un atto che può, in alcuni casi, salvare la vita. É stata un’esperienza molto istruttiva che ci ha fatto capire che LA DONNA NON SI DEVE TOCCARE NEANCHE CON UN FIORE!

 

Leonardo, Tommaso A. e Francesco.

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THE TREASURE ISLAND

foto Isola del Tesoro 1Noi studenti di classe terza, oltre alle tradizionali lezioni d’inglese, svolgiamo anche attività piacevoli e molto varie tra loro come ad esempio la visione di video di vario tipo o la recitazione di “sketches” in lingua che ci aiutano ad applicare ed imparare le funzioni comunicative necessarie ad una buona conoscenza della lingua inglese. A proposito di queste piacevoli dinamiche didattiche, il giorno venerdì 16 marzo 2018, abbiamo avuto l’occasione di recarci al teatro “Valle” di Chiaravalle per assistere allo spettacolo “The Treasure Island” messo in scena dalla compagnia “The Play Group” sulla base dell’omonimo romanzo di R.L. Stevenson. Per farvi capire meglio ve ne proponiamo il riassunto in lingua e in una sintetica traduzione in italiano:

The original novel is set in the eighteenth century in a small village in the south west England. The story is told by Jim Hawkins, a twelve-years-old boy whose father runs a pub. This pub is often attended by an old alcoholic sailor called Billy Bones,Captain Billy Bones. One day Billy Bones suddenly dies and Jim and his mother search his chest and discover the map of a remote Treasure Island. Then Jim decides to rent a ship to sail to the island, the “Hispaniola”. On the island, they find Ben Gunn, abandoned there three years earlier. The fight for tyhr treasure, between Jim and Ben against the Hispaniola’s pirates begins immediately. Finally, the treasure is discovered but most of the crew of the Hispaniola die.

Il romanzo originale è ambientato nel diciottesimo secolo in un piccolo villaggio nel sud ovest dell’Inghilterra. La storia è raccontata da Jim Hawkins, un ragazzo di dodici anni il cui padre gestisce un pub. Questo pub è spesso frequentato da un vecchio marinaio alcolizzato di nome Billy Bones, il Capitano. Un giorno Billy Bones muore improvvisamente e quando Jim e sua madre rovistano nel suo baule, scopreno la mappa di una remota isola del tesoro. Jim decide allora di noleggiare una nave per veleggiare verso l’isola, l “Hispaniola”. Sull’isola, trovano Ben Gunn, lì abbandonato dai pirati tre anni prima. Il conflitto per il tesoro tra Jim e Ben da un lato e i pirati dell’Hispaniola dall’altro inizia immediatamente. Alla fine, il tesoro viene scoperto, ma la maggior parte dell’equipaggio della Hispaniola muore.

 Molto creativa la scenografia, più volte modificata durante lo sviluppo della storia per creare l’effetto del cambio di scena e dare dinamicità al palcoscenico.

Un momento dello spettacolo

Un momento dello spettacolo

Talentuoso il cast di interpreti che fanno parte dell’associazione teatrale “The Play Group”, protagonista di tournee in molti teatri d’Italia e d’Europa. Affinché voi abbiate una visione più completa del gruppo e dello spettacolo, vi invitiamo a leggere il seguente breve focus (tratto dal sito ufficiale di Play Group) prima in inglese e poi tradotto:

This season The Play Group proudly presents “Treasure Island”, a show inspired by Robert Louis Stevenson’s classic novel. In the Play Group’s colourful, fast-moving adventure thriller the audience are taken on the high seas to a desert island together with a deceiving sea captain, a cheeky parrot and gold hungry pirates in search of treasure. Stevenson’s famous story is the perfect example of the eternal conflict between Good and Evil and Truth and Deception – always very current themes!

In questa stagione The Play Group presenta con orgoglio “Treasure Island”, uno spettacolo ispirato al romanzo classico di Robert Louis Stevenson. In questo thriller d’avventura colorato e in rapido movimento, il pubblico è trasportato prima in alto mare, poi su un’isola deserta insieme a un capitano ingannevole , un pappagallo impudente e pirati affamati d’oro in cerca di tesori. La storia di Stevenson è l’esempio perfetto dell’eterno conflitto tra Bene e Male e Verità e Inganno: temi sempre attuali!

A fine spettacolo abbiamo avuto l’occasione di porre delle domande ( rigorosamnete in Inglese!) ai tre attori principali, che hanno risposto con prontezza e cortesia. Possiamo dunque affermare che è stata davvero un’attività educativa ed emozionante, molto gradita da noi giovani spettatori per la quale desideriamo ringraziare le docenti che ci hanno accompagnanto.

Se vi capitasse di prendere parte ad attività o progetti analoghi, ritenetevi fortunati!

 Christian & Francesca

 

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ANCORA POESIE…ANCORA EMOZIONI.

PIANOFORTE

Ti vedo nella sala insieme ad altri mobili inanimati,
chi ti vede la prima volta,
può pensare che tu
sia solo un semplice oggetto di bellezza,    pianoforte
fatto di legno pregiato
immobile,
inanimato.
Solo io so che tu sei vivo,
hai un’anima!
Ti sento palpitare,
e quando siamo soli suoni per me,
e quando ne ho voglia
suono io qualcosa per te,
tante sono le tue dita,
bianche e nere.
Per ogni sonata uno stato d’animo.
Io e te lo sappiamo,
la musica può consolare l’animo delle persone,
la musica,
può calmare l’animo più agitato.
Vivere per la musica,
ci rende meno fragili,
ci fa vivere in eterno.
Tu sicuramente potrai vivere in eterno,
io invece un giorno
dovrò lasciarti amico mio,
ma quando la sorte,
ti farà incontrare un’altra come me,
che riesce a percepire la tua anima,
tu parlale di me,
parlale di quanto ho sofferto,
parlale di quando mi consolavi,
parlale dei miei pensieri,
parlale dei miei silenzi,
…parlale di me!

Reyes De La Rosa Nicole 3B

 

SAN GIUSEPPE

Oh com’è bello il mio quartiere
gremito di visi, colori e odori
questi sono i valori
che a qualcuno dovrò insegnare
per far care
le doti di tolleranza,
il pensiero che non esiste razza.
E’ questo che voglio donare
un luogo multietnico per sognare
e sperare,
è questo che voglio insegnare
a chi non sa amare
non aver paura del diverso
perché tanto è nel nostro universo.
Quindi nei colori di San Giuseppe puoi imparare
come è bello amare, donare e relazionare
con persone di tutti i colori,
fra cui ci sono anche le migliori.
Oh come è bello, come è bello
vivere in un quartiere come quello.

Valerio Pellegrini 3B

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IL NOSTRO LABORATORIO DI CUCINA

Ben due gruppi di alunni di classi diverse hanno voluto raccontare la loro esperienza di cuochi in erba vissuta nei laboratori di cucina organizzati in seno al progetto “La Banca del Tempo”, giunto ormai al suo quinto anno di realizzazione. Grazie di vero cuore ai genitori volontari che con la loro disponibilità e professionalità hanno reso possibile questa bella esperienza di comunità scolastica.

cucina3

Quest’anno la nostra scuola ha organizzato dei laboratori pomeridiani per i suoi alunni, tra i quali quello di cucina ha riscosso un grande successo. Partecipare è stato davvero semplice: bastava mettere il proprio nome sugli elenchi di prenotazione nell’atrio della scuola per effettuare l’iscrizione. Il corso si è svolto nella cucina dell’asilo «La Giraffa»; il tema del primo giorno era la lavorazione della pasta di zucchero di vari colori. La signora Francesca, pasticcera di professione, nonché madre di Suela, ha tenuto il corso insieme al signor Marco e alla signora Federica. cucina4Abbiamo appreso che, nella lavorazione della pasta di zucchero, la prima cosa da fare è ammorbidire la pasta. Abbiamo lavorato a coppie ed il compito assegnatoci era quello di creare un animale: nello specifico sono stati creati il gatto, il cane, il topo, la coccinella, l’orso ed il pesce.
Al secondo incontro, essendosi iscritte altre persone, siamo stati divisi in due gruppi: quello dei più «esperti», e quello dei nuovi: abbiamo lavorato ancora la pasta di zucchero, questa volta producendo degli strumenti musicali utilizzati per decorare una torta, anch’essa ricoperta di pasta di zucchero. Tutti i nostri lavori sono esposti nell’ingresso della scuola!!!
cucina1Dal terzo incontro è cambiato l’ingrediente protagonista: siamo passati dalla pasta di zucchero al cioccolato! Questa volta ci siamo divisi in tre gruppi, poiché potevamo scegliere di preparare uno dei tipi di dolcetti proposti: il salame di cioccolato, i «cake pops» ricoperti di zuccherini colorati in un gruppo e di granella di cioccolato in un altro. Ogni gruppo aveva la sua ricetta, con tutti gli ingredienti per la preparazione del dolce.

La cosa positiva di questo corso è che è stato bello e divertente fin dalla prima lezione, anche se non conoscevamo tutti i partecipanti! Ci ha permesso non solo di imparare nuove ricette, ma anche di fare nuove amicizie, di fare gruppo e di aiutarci l’un l’altro.
Tony e Suela , IIA

Il 29 gennaio scorso è stato il primo giorno del laboratorio di cucina organizzato dalla nostra scuola con il progetto “Banca del Tempo”. Abbiamo utilizzato alcuni locali della materna “La Giraffa” e, appena arrivati, ci siamo messi i grembiuli e ci siamo lavati per bene le mani. Ad aspettarci c’erano i genitori di alcuni alunni, i signori Francesca, Marco e Federica, che ci hanno consegnato della pasta di zucchero di vari colori mostrandoci come dovevamo fare per ammorbidirla. In seguito i genitori “esperti” ci hanno fatto vedere degli animaletti e degli strumenti musicali fatti da loro e ci hanno spiegato come modellare la pasta di zucchero per ottenerli. I nostri bellissimi animaletti e gli strumenti musicali sono serviti per decorare una torta grande a tre piani che ora abbiamo in mostra nell’atrio della scuola!
Sirin e Israa, classe IB

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PI GRECO DAY

Lo scorso mercoledì 14 marzo noi della classe 3C abbiamo visitato le classi della nostra scuola “mascherati” da Pi greco, per far conoscere la festività mondiale nota come Pi greco day.

PI GRECO1

Ma cos’è il Pi greco, perché si festeggia e perché proprio il 14 marzo?
Il Pi greco è la famosa costante matematica indicata con la lettera greca π e corrispondente al rapporto tra la lunghezza di ogni circonferenza (C) e quella del proprio diametro (d)
C/d= π
Il π è un numero decimale con un numero infinito di cifre che non si ripetono in modo regolare:
3,1415926535897932384626433832795028841971…

Già alla metà del Seicento si conoscevano 100 cifre del π. Oggi le cifre note sono più di 200 miliardi, ma ancora continua la sfida di matematici e Università di tutto il mondo a chi riesce a calcolare più cifre del Pi greco.
L’idea di dedicare al Pi greco una celebrazione nacque nel 1988 a San Francisco da un’iniziativa del fisico Larry Shaw che volle creare una manifestazione per porre la matematica al centro dell’attenzione di tutti.
La scelta della data non è casuale, ma è dovuta al modo di formare la data nel mondo Anglosassone, che antepone il mese al giorno, ottenendo così proprio il 14 marzo il numero che indica l’approssimazione ai centesimi del pi greco: 3,14.
Quest’anno anche l’Italia ha contribuito a festeggiare il giorno del Pi greco, infatti il Ministero dell’Istruzione ha organizzato un evento in diretta streaming che ha coinvolto molte scuole che si sono sfidate nella risoluzione di problemi matematici.
Persino Google ha reso omaggio al Pi greco day creando un simpatico doodle che illustra una ricetta per fare una torta di mele, prendendo spunto dal fatto che la pronuncia americana di “Pi” è praticamente identica a quella di “Pie” che significa torta!

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Nicole Palma e Enxhi Jangozi, classe 3C

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LA DONNA NON SI TOCCA!

IL PROGETTO

In questo periodo si sente molto parlare di vittime di violenza fisica e verbale, in particolare le donne, che sono spesso violentate o discriminate dagli uomini. Abbiamo affrontato questo argomento a scuola con Iris e Giorgia, due membri dell’associazione “Casa delle donne”, che ci hanno parlato del loro progetto “P.R.I.M.E. Donne” contro la violenza e gli stereotipi di genere; cioè Potenziamento delle Reti di Interventi Mirati all’Empowerment delle donne.
La Casa delle Donne nasce nel 2007 come sportello volontario che aiuta le donne vittime di abusi, aggressività e prepotenze. logocasadonneJesi[1]
Lo sportello è uno spazio d’ascolto nel quale la donna può raccontare la sua storia, esprimere i propri vissuti, raccontare la propria esperienza, ricevendo in cambio sostegno ed informazioni riguardanti i servizi a disposizione di tutte le donne che hanno subito soprusi. Durante l’ascolto si ricerca insieme quale percorso intraprendere per uscire dalla violenza. Individuati i problemi da affrontare e stimate l’entità e la qualità delle risorse disponibili, si stabilisce con la donna una serie di obiettivi concretamente realizzabili, in un progetto con tempi e compiti il più possibile definiti. Il colloquio può diventare un’occasione importante per individuare e nominare l’oppressione, decolpevolizzarsi, ritrovare gradualmente la fiducia in se stesse e negli altri, trovare risorse interne e strade concrete per cambiare la situazione esistente.

L’ATTIVITA’ SCOLASTICA

Durante il primo incontro, che si è tenuto giovedì 15 febbraio, abbiamo svolto un’attività nella quale dovevamo attaccare a due cartelloni (uno ritraente una figura femminile e l’altro maschile) delle frasi che rispondessero alle seguenti domande:
- Cosa sognano le donne e gli uomini?
- Cosa possono fare le donne e gli uomini?
- Quali sono i diritti delle donne e degli uomini?
Ognuno, a turno, ha avuto il compito di esporre la spiegazione della sua scelta citando, inoltre, degli esempi inerenti. Dopodiché, ci hanno consegnato una scheda spiegandoci l’attività da fare: dovevamo scegliere sette possibili candidati da portare a bordo di una navicella spaziale in caso della fine del mondo. Complessivamente erano undici e comprendevano un militante di colore, un poliziotto col fucile, un’atleta, un architetto, una cuoca, un falegname cieco, una dottoressa, una prostituta, una sedicenne incinta, un musicista gay e un sacerdote. Queste erano le uniche informazione che avevamo su queste persone. Dopo aver compiuto la nostra scelta, ci siamo riuniti in gruppi per confrontarci e per decidere definitivamente chi condurre all’interno dell’astronave. Dopo aver esposto i motivi delle nostre preferenze, ci hanno dato ulteriori informazioni sui personaggi, i quali erano molto diversi dalle nostre aspettative iniziali. Dopo queste rivelazioni, abbiamo selezionato una volta per tutte i fortunati.
Da ciò, è emerso che siamo influenzati da una tempesta di stereotipi e pregiudizi che condizionano la nostra visione del mondo.
Oltre a tutto ciò ci hanno fatto vedere due video: nel primo erano raffigurate due famiglie apparentemente molto diverse, ma che avevano una cosa in comune, ossia che l’uomo trattava male la donna; il secondo, invece, mostrava la violenza agli occhi dei bambini. Entrambi sono molti significativi e fanno capire che tutta questa aggressività verso le donne è davvero sbagliata e che non è giusto negare loro la felicità in questo modo.
Per il secondo incontro, il 22 febbraio, ci hanno assegnato un semplice compito, ovvero creare o cercare su internet dei filmati, fatti di cronaca e articoli di giornale che riguardassero questo argomento tanto delicato. Il giorno stesso ne abbiamo visti un po’, ragionando anche sui significati impliciti che ci proponevano. Questa esperienza è stata stupenda e si è conclusa venerdì 9 marzo, di pomeriggio. In quelle brevi ore abbiamo riassunto un po’ tutto ciò che abbiamo fatto nelle lezioni precedenti e la seconda A, la terza A e la terza B hanno presentato il loro cartellone creato proprio per quell’ occasione così speciale, pieno di colori, frasi, diritti e ovviamente non poteva mancare la mimosa!

Classe 3^B

Classe 3^B

 

Classe 3^A

Classe 3^A

 

2a

Certamente, però, non potevamo non chiedere al nostro amico blogger Tommaso di creare un video da mostrarci il giorno stesso. Attraverso l’ironia che proponeva, trasmetteva un vero significato al suo interno che ci ha fatto ragionare molto e che ci ha fatto confrontare tra di noi. Sono usciti molti sentimenti, come rabbia, vergogna, tristezza e dolore per chi soffre ogni giorno e non dice nulla.

“Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi; è l’indifferenza dei buoni.”
Martin Luther King

“La violenza non risolve mai i conflitti, e nemmeno diminuisce le loro drammatiche conseguenze.”
Papa Giovanni Paolo II

 

Veronica e Christian

 

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NUOVA VITA AGLI SPOGLIATOI DELLA PALESTRA

Noi alunni delle classi prime frequentiamo da pochi mesi il Federico II e siamo sicuri che ci troveremo molto bene negli anni che verranno, ma vorremmo mettere in evidenza quello che secondo noi è migliorabile. In questi mesi abbiamo notato che gli spogliatoi della palestra che negli orari pomeridiani sono utilizzati anche da alcune società sportive, sono sporchi, poco luminosi e pieni di scritte e disegni scurrili.
La nostra proposta è quello di cercare di rendere più belli e vivibili questi ambienti, cancellando tali scritte e rendendoli più luminosi ed allegri, aggiungendo disegni od opere create dai genitori e dagli alunni che collaborano alla Banca del tempo. Inoltre si potrebbero aggiungere delle tendine alle porte delle docce, e doghe di legno sul pavimento, perché più igieniche della ceramica con cui sono stati costruiti originariamente. Sarebbe molto importante riparare le porte dei bagni ed aggiustare le serrature, per dare sicurezza ed intimità a chi usufruisce del servizio, in questo caso auspichiamo l’intervento dell’ Amministrazione Comunale. Durante l’anno le classi, a turno, potrebbero dividersi il compito di rifornire i bagni del materiale mancante.
In un secondo momento si potrebbe intervenire per ripulire anche alcuni muri esterni per cancellare le brutte scritte che non vanno d’accordo con l’interno della nostra scuola così bello e colorato.

Filippo Ginevri e Sebastiano Bugatti 1^D

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BAGNI6

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WOMEN IN SCIENCE

untitledQuest’anno noi di terza stiamo affrontando in diverse discipline il tema delle donne. In particolare stiamo studiando le donne nella scienza, cioè quelle donne che hanno inventato o scoperto qualcosa, ma, essendo femmine, non hanno conseguito meriti.

In scienze abbiamo studiato la storia di Ipazia, una scienziata dell’antichità che nessuno di noi conosceva, ma importantissima, perché per prima intuì che in realtà è la Terra a girare attorno al Sole e non il contrario come si affermava allora secondo la teoria di Aristotele e Tolomeo.

Ipazia era una studiosa egiziana che visse intorno al 400 A.c. ipazia3Fin da piccola aveva sempre amato la scienza, in particolar modo studiare il moto degli astri, per questo divenne poi l’insegnante più famosa a quel tempo nella città di Alessandria. A scuola, la prof.ssa Tirotta, ci ha proposto il film “Agorà” che parla proprio della vita di Ipazia, la quale viene raffigurata come una donna saggia e bella. All’inizio del film, durante una lezione, uno schiavo attirò la sua attenzione poiché disse che la teoria di Aristotele era sbagliata; da quel momento Ipazia iniziò a studiare e sperimentare per scoprire se quella affermazione poteva essere vera. Poi un giorno all’improvviso, mentre stava studiando il moto degli astri, ebbe un’intuizione e capì che in realtà l’orbita su cui i pianeti ruotano non è circolare, ma ellittica e riuscì a provarlo con un modello fatto sulla sabbia.ipazia2

Ipazia venne condannata a morte perché rifiutò di convertirsi al Cristianesimo e di rinnegare le sue tesi. Venne infatti considerata un’eretica. Uno schiavo fedele la soffocò senza che i seguaci di Cirillo se ne accorsero, per evitarle la lapidazione.

ipazia1A testimonianza della sua importanza, il grande pittore Raffaello la ritrasse tra gli studiosi nel suo famoso dipinto “La scuola di Atene”.

Per quanto riguarda l’inglese, con la docente madrelingua, Miss Fiorenza, stiamo approfondendo la storia di alcune donne scienziato che in passato non sono state ascoltate come meritavano, o peggio, spesso considerate bugiarde ed eretiche. Tra le tante di cui abbiamo parlato come ad esempio Marie Curie, che vinse due premi Nobel e Valentina Tereshkova, prima donna nello spazio, ci è rimasta impressa Mileva Marić, la prima moglie di Albert Einstein. La Maric, infatti, contribuì insieme a lui a dare vita alla Teoria della Relatività, ma ancora oggi non è citata nei libri e non ha ottenuto alcun riconoscimento.

Mileva Maric

Mileva Maric

Valentina Tereshkova

Valentina Tereshkova

A noi è piaciuto tanto questo argomento e di sicuro continueremo ad approfondirlo perché è sconvolgente il fatto che le donne in passato non potessero studiare o intraprendere una carriera nelle scienze. Noi non siamo assolutamente d’accordo con quanto accaduto e pensiamo che ogni essere vivente, uomo o donna che sia, debba essere libero di fare quello che vuole.

Speriamo che questo articolo vi sia piaciuto e soprattutto che sia stato interessante.

Alla prossima…Giulia & Francesco

 

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