AL FEDERICO II SI RIPARTE

Buongiorno studenti, da qualche giorno è ricominciata la scuola e alcuni di voi saranno contenti, altri un po’ meno. In questo articolo vorrei dare il benvenuto ai nuovi arrivati e aiutarvi con qualche consiglio.

Già dal primo di giorno di scuola ho incontrato nuovi studenti e non credevo fossero così tanti, ma anche nuovi insegnati e collaboratori scolastici a cui dò il benvenuto e spero che si trovino bene in questa scuola.

Come tutti gli anni noi delle classi terze alla fine dell’anno dovremo sostenere l’Esame di Stato, e vorrei esprimere il mio parere. Secondo me bisogna utilizzare al meglio il tempo per lo studio che in futuro ci illuminerà una strada da attraversare, quindi bisogna impegnarsi e fare sempre del nostro meglio.

Come tutti sappiamo la seconda media è l’anno più difficile, consiglio di studiare e prestare attenzione durante le lezioni, ma anche di divertirsi e di dedicare tempo alle proprie passioni.

Infine agli alunni più piccoli vorrei dire che la prima media è l’anno in cui si inizia tutto, perciò vi suggerisco di fare amicizia con i nuovi compagni e dare buona impressione ai professori. Non abbiate paura, fate del vostro meglio e vi sentirete a casa.

Spero di esservi stata utile, auguro un felice anno scolastico a tutti e continuate a leggere il BLOG d’Istituto ricco di articoli, notizie e sempre nuove sorprese!

Rahma Rezgui, 3A

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COSA STA SUCCEDENDO ALLE NOSTRE CARE MONTAGNE?

Come forse avete già sentito, anche quest’anno sono accaduti diversi disastri in montagna a causa degli eventi estremi che stanno sconvolgendo il pianeta.

In questo articolo voglio riportarvi alcuni fatti riconducibili ai cambiamenti climatici. 

  • CROLLO DEL GHIACCIAIO DELLA MARMOLADA 

Prima di iniziare vorrei spiegarvi (per chi non lo sapesse) cos’è la Marmolada. 

La Marmolada (altitudine 2650-3343 m s.l.m., estensione 1,3 km quadrati) è un gruppo montuoso delle Alpi orientali, composto per lo più da rocce di calcare grigio molto compatte derivate dalle scogliere coralline (calcare della Marmolada), con inserti di materiale vulcanico. Di grande importanza è la presenza al suo interno del più grande ghiacciaio delle Dolomiti, il ghiacciaio della Marmolada.

Ora posso riportarvi la nota, ma anche triste vicenda, capitata un anno fa: era il 3 luglio quando una parte del ghiacciaio si staccò dalla montagna e provocò la cosiddetta valanga “killer”, che con i suoi 63.300 metri cubi di ghiaccio e roccia  scese a valle alla velocità di 80 metri al secondo. Quel giorno persero la vita 11 persone e 7 furono ferite. Il ghiacciaio, infatti, era frequentato da escursionisti e amanti della montagna.

Il distacco è stato causato dalla presenza di acqua nel ghiacciaio: da giorni, infatti, in quota erano stati raggiunti quasi 11°C. L’eccesso di acqua di fusione formatasi a causa delle alte temperature ha dunque provocato l’instabilità e il collasso del ghiacciaio, sia per la pressione impressa da sopra, sia perché, infiltrandosi all’interno dei crepacci, l’acqua ha sollevato lo strato di ghiaccio; con l’esito della sua   precipitazione a valle.

 CROLLO DELLA VETTA DI UN MONTE NEL TIROLO

11 giugno 2023, Tirolo, una grossa porzione di roccia si stacca della cima di un monte delle Alpi austriache al confine con la Svizzera scivolando velocemente a valle. Si stima che il distacco abbia coinvolto oltre 1 milione di metri cubi di materiale.

Come causa, gli esperti hanno ipotizzato il progressivo disgelo del permafrost in alta quota e le Alpi, per questo motivo, risultano di anno in anno sempre più fragili. Il permafrost, infatti, funziona da “colla” , riducendosi però consente all’acqua di penetrare in profondità nelle masse rocciose attraverso le fessure rimaste scoperte.

  • SCIOGLIMENTO DEL GHIACCIAIO DI INDREN 

Agosto 2023, ghiacciaio di Indren, Monte Rosa. Un drone ha sorvolato la zona filmando lo scioglimento del ghiacciaio a causa del caldo anomalo degli ultimi mesi. Sebbene sia posto al di sopra dei 3.000 metri di quota, il ghiacciaio mostra negli ultimi anni un arretramento frontale di ben 64 metri, di cui 40 registrati nell’ultimo anno. Il dato non era mai stato registrato prima negli ultimi cinquant’anni.

Questi sono solo alcuni degli eventi successi recentemente, ma ci fanno comunque capire quanto il riscaldamento globale sta influenzando e cambiando le montagne in tutto il pianeta. Se non si interviene subito, sarà sempre più difficile riuscire a tenere sotto controllo gli eventi e si rischia il totale scioglimento dei ghiacciai. Essi sono le nostre più importanti risorse di acqua dolce, ma non solo, con il rialzo costante delle temperature, si rischiano gli incendi nei boschi e nelle aree coltivate, come purtroppo anche negli scorsi mesi è successo in diversi luoghi del mondo. 

Spero che questo articolo vi sia piaciuto e sia risultato utile.  

Clarissa Pierella 3B

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I LUOGHI PIU’ VISITATI AL MONDO

L’estate è quasi finita e io mi sono chiesta:

“Quali sono stati i luoghi più visitati nel mondo?”

Colosseo

Al primo posto, situato qui in Italia c’è il Colosseo. L’antico anfiteatro venne costruito a partire dal 72 d.C. sotto ordine di Vespasiano e fu inaugurato otto anni dopo. Il Colosseo è a pianta ovale, originariamente era alto circa 52m ora circa 48m, i suoi scopi principali erano le battaglie tra gladiatori e spettacoli di questo tipo. Ad oggi il Colosseo è una meta turistica famosissima che conta circa 7.650.519 visitatori ogni anno.

Partenone

Il Partenone è un famoso tempio greco situato ad Atene (Grecia). Questo è il tempio più importante dell’Acropoli (la parte più alta della città) di Atene dov’è situato. Venne fatto costruire da Pericle, il capo politico della città, nel 447 a.C. Il tempio è alto 14 metri, è in stile dorico ed è dedicato alla dea Atena protettrice della città. E’ una rovina storica famosissima visitato da 3 milioni circa di persone all’anno.

Taj Mahal

Il Taj Mahal è un mausoleo che si trova nel nord dell’India, ad Agra. Fu costruito nel 1632 dall’imperatore moghul Shāh Jahān in memoria della moglie Arjumand Banu Begum che morì partorendo il loro quattordicesimo figlio. La costruzione del mausoleo durò 22 anni, vennero usate pietre preziose come il lapislazzuli, il cristallo e i turchesi (in tutto vennero usati 28 tipi di pietre) provenienti da tutta l’India e l’Asia. Per questo il suo valore è stimato in circa 70 miliardi di rupie indiane (783.871.241,21 euro). Il Taj Mahal è patrimonio dell’Unesco e una delle 7 meraviglie del mondo ed è visitato circa 8 milioni di persone all’anno.

Reggia di Versailles

La reggia di Versailles era la residenza dei Borbone di Francia, si trova a Versailles una cittadina a pochi chilometri da Parigi. La reggia inizialmente era solo un piccolo castello ma quando il Re Sole (Luigi XIV) la ereditò la fece ingrandire sempre di più fino a farla diventare una reggia. Nel 1683 il Re si trasferì li con tutta la sua corte. La reggia è grande 67 121 metri quadrati, ha 700 stanze (la più famosa è la stanza degli specchi) ed è in stile barocco. Versailles è una meta apprezzatissima e circa 15 milioni di visitatori all’anno.

Lincoln Memorial

Il Lincoln Memorial è un monumento che si trova negli Stati Uniti più precisamente al National Mall di Washington. Questo edificio è stato costruito in onore del sedicesimo presidente degli U.S.A. Abraham Lincoln. Il monumento ha la forma di un tempio è al suo interno contiene una grandissima statua di Abraham Lincoln e una riproduzione del Discorso di Gettysburg (un discorso che Lincoln fece all’inaugurazione del cimitero militare di Gettysburg). Il Lincoln Memorial è stato la sede di molti discorsi famosi, come ad esempio “I have a dream” di Martin Luther King. Il Monumento viene visitato da più di 7 milioni di persone all’anno.

Città Proibita

La Città Proibita, situata nel centro di Pechino (Cina) è stata per cinque secoli l’abitazione degli imperatori della dinastia Ming e Qing e il centro politico e cerimoniale del governo. Il complesso, costruito tra il 1406 e il 1420, è composto da 980 edifici per un totale di 720.000 metri quadrati, è circondata da mura alte quasi 8 metri e da un fossato di 52 metri di ampiezza e 6 di profondità. Dal 1925 è diventata un museo chiamato “Museo del Palazzo” dove sono esposte opere d’arte e manufatti. La Città Proibita è il posto più visitato al mondo infatti vanta 16 milioni di visitatori annui.

Torre Eiffel

La famosissima Torre Eiffel, simbolo della città di Parigi è una torre fatta interamente in metallo costruita a partire dal 1887 in occasione della EXPO (esposizione universale) del 1889. Inizialmente il progetto ricevette moltissime critiche addirittura il direttore di una rivista, Paul Planat la definì “un’impalcatura fatta di sbarre e di ferro angolare, priva di qualsiasi senso artistico”. La torre però venne costruita, infatti il politico francese Édouard Lockroy, presidente della commissione della EXPO non si fece influenzare dalle critiche e scelse tra diversi progetti proprio quello di Gustave Eiffel. Quando la costruzione iniziò le critiche non si fermarono, quarantasette artisti francesi decisero che la costruzione non doveva continuare così scrissero una lettera dove definivano la torre “ridicola e vertiginosa” “la ciminiera di una qualsiasi fabbrica”. Una volta finita il popolo iniziò ad amarla e così venne deciso di lasciarla poiché sarebbe dovuta essere tenuta per 20 anni. Ora è un monumento famosissimo simbolo di Parigi visitata da circa 7 milioni di persone l’anno.

Statua della Libertà

La Statua della Libertà (nome completo: la Libertà che illumina il mondo) è il monumento che rappresenta gli Stati Uniti, in particolare New York. La statua, inaugurata nel 1886, si trova all’entrata del porto della baia di Manhattan su una piccola isola chiamata Liberty Island. Il monumento è un dono della Francia agli Stati Uniti, fu realizzata da Frédéric-Auguste Bartholdi e Gustave Eiffel, che progettò la struttura interna in acciaio, collegata all’esterno con un rivestimento di fogli di rame.  La statua, alta 93 metri rappresenta una personificazione della Libertà mentre porta una fiaccola al cielo e con l’altra mano tiene una tavola in cui è scritta la data della Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America (il 4 luglio 1776). Una volta conclusa, i pezzi della statua vennero portati in nave fino  New York (dove era stato costruito l’apposito piedistallo) e venne rimontata, il pomeriggio del 28 ottobre 1886 venne inaugurata. Adesso la statua è una famosa attrazione (la statua è visitabile anche dall’interno e si può arrivare anche sulla corona) e viene visitata da 2 milioni di persone l’anno.

La Grande Muraglia

La Grande Muraglia Cinese, lunga 21. 196 km, venne costruita per volere dell’imperatore Qin Shi Huang (primo imperatore della dinastia Qin) nel 215 a.C. circa per difende l’impero cinese dagli Unni (popoli nomadi della Mongolia). Inizialmente la Grande Muraglia era stata costruita con terra battuta, sassi e legno, in un secondo momento venne espansa e resa più forte con l’impiego di mattoni e pietra. La muraglia in tutto il suo percorso ha delle fortezze, trincee e difese naturali. La Grande Muraglia è visitabile, è una meta molto apprezzata e vanta di 10 milioni di visitatori annui.

Notre Dame

La cattedrale di Notre Dame de Paris, è la chiesa più importante di Parigi, si trova al centro della città in piazza Notre Dame, è uno dei posti più visitati di Parigi, la sede dell’Arcivescovo di e una delle più importanti costruzioni gotiche al mondo. La cattedrale venne costruita, per volere di Maurice de Sully (divenne arcivescovo della città nel 1160), al posto della cattedrale di Santo Stefano che oltre ad essere piccola per il popolo in crescita era rovinata. Notre Dame venne costruita in due fasi dal 1163 al 1250 venne fatto l’edificio mentre dal 1250 al 1344 si lavorò agli interni e agli esterni fino ad ottenere il risultato desiderato. La pianta della cattedrale è a croce latina, ha cinque navate di cui quattro si collegano all’abside e formano un deambulatorio (corridoio tra abside e coro). Il 15 ottobre 2019 la cattedrale è sta colpita da un incendio che ha fatto crollare la flèche (guglia), il tetto e il transetto, la chiesa ora è chiusa e la riapertura è prevista per la fine del 2024. Questa bellissima cattedrale con 13 milioni di visitatori annuali è famosa in tutto il mondo.

Questo viaggio intorno al mondo finisce qui!

Ottavia Olivetti

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I 10 GRATTACIELI più BELLI del MONDO

Come avete capito dal titolo, oggi parleremo di edifici… e che edifici!

Burj Khalifa

Con i suoi 829,80 metri il Burj Khalifa è il grattacielo più alto del mondo, ma detiene numerosi altri primati. Insieme alla torre Burj al-Arab, infatti, è la più importante meta turistica di Dubai e uno dei suoi simboli. Nel febbraio del 2007, seppur non ancora ultimato, diventò il grattacielo con più piani al mondo. Il 5 febbraio dell’anno successivo la torre raggiunse la quota di 508,90 metri, superando quello che era allora il grattacielo più alto al mondo, il Taipei 101. L’edificio è formato da 163 piani più 2 sotterranei. All’interno, si possono trovare alberghi, uffici, piscine, centri commerciali, una terrazza panoramica e molto altro ancora.

Burj al-Arab

Il Burj al-ʿArab, che in arabo significa “Torre degli Arabi“, è uno degli alberghi più lussuosi del mondo. E’ situato a pochi chilometri dal centro di Dubai, su un’isola artificiale collegata alla terraferma da un ponte. Esso fu inaugurato a dicembre del 1999, ha 28 piani ed ospita 202 camere, di cui la più piccola è ampia 169 metri quadri mentre la più grande misura ben 768 metri quadri!

La cura dell’ospite è ai massimi livelli e l’albergo è diventato un simbolo dell’architettura mondiale.

Shanghai Tower

Con i suoi 128 piani, lo Shanghai Tower è il grattacielo più alto della Cina. Per la sua costruzione sono state elaborate tecniche sostenibili in modo da rendere la struttura meno inquinante e ridurre i consumi di energia. Nonostante le nuove tecnologie, però, nei primi mesi del 2012, proprio vicino al cantiere della torre, comparvvero delle crepe. E’ possibile comunque, che esse siano state provocate da un abbassamento del suolo causato dall’eccessiva estrazione di acque sotterranee nella zona di Shanghai, piuttosto che dal peso della Shanghai Tower. L’edificio è dotato di 106 ascensori, tra cui tre modelli in grado di viaggiare a 1080 metri al minuto ad alta velocità, l’equivalente di 64,8 chilometri all’ora.

Kingdom Centre

Eretto nella città di Riyad in Arabia Saudita, è costituito da un corpo centrale con una torre di 30 piani, su cui è prevista una parte costruita in acciaio, di 120 m d’altezza. La torre multifunzionale è profondamente legata alla tradizione islamica, la sua struttura è elegante: un monolite di cristallo con un’apertura parabolica sulla punta.  Sopra l’apertura c’è un ponte con una galleria di osservazione che offre una vista panoramica sulla città. Al momento della sua apertura, nel 2002, il Kingdom Centre era l’edificio più alto di Riyad. Una curiosità: un piano del centro commerciale è dedicato esclusivamente alle donne, esso è chiamato “The Ladies’ Kingdom” e al suo interno, è permesso fare shopping senza dover indossare il velo.

Torre UniCredit

La Torre UniCredit è un grattacielo situato in zona City Life nel centro di Milano.  Con i suoi 231 metri di altezza alla guglia e con 31 piani è il grattacielo più alto d’Italia!

Esso ospita il quartier generale di Unicredit, con i suoi circa 4.000 dipendenti.  Dal punto di vista strutturale la guglia ha forma di spirale la cui sezione si riduce verso l’alto. Lo studio dell’effetto degli agenti atmosferici ha portato a scegliere di realizzarla in acciaio traforato, così da evitare la formazione di ghiaccio. L’edificio è parte di un complesso di tre edifici di diversa altezza disposti a semicerchio intorno alla piazza dedicata all’architetta Gae Aulenti.

Torre Generali

La Torre Generali è uno dei tre grattacieli suddetti, il secondo per altezza. Ospita la sede degli uffici milanesi del Gruppo Generali. La torre si sviluppa per 44 piani e ha un’altezza complessiva di 177 metri che salgono a 192 metri se si considerano i 15 metri aggiuntivi dell’insegna. L’inaugurazione ufficiale è avvenuta il 9 aprile 2019 alla presenza dell’allora Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e di molte altre autorità.

Bank of America Tower

La Bank of America Tower è un grattacielo alto 366 m. ed è situato a Mitdown, distretto di New York negli Stati Uniti. L’edificio ha raggiunto la sua massima altezza il 15 dicembre 2007, quando è stata posizionata la parte finale della guglia più alta. La Bank of America Tower è una delle costruzioni più alte di New York. La torre, infatti, è più alta del Chrysler Building  e di quella del New York Time Building che raggiungono soltanto i 319 m di altezza, pochi rispetto all’Empire State Building, che invece tocca quota 443 m.

Telus Sky

Il Telus Sky è un grattacielo di 59 piani e 222 metri di altezza situato nel centro di Calgary, in Canada. Esso ha una superficie di 70.721 m², di cui 39.181 m² destinata ad uffici. La sua costruzione è iniziata nel febbraio 2015; a causa della piccola area del terreno, non c’era spazio sufficiente per utilizzare escavatori e rampe, quindi fu utilizzata una gru idraulica con una pala per realizzare le fondazioni e gli interrati dell’edificio.

Empire State Building

L’Empire State Building è un grattacielo situato nel distretto di Manhattan, a New York. Divenuto uno dei maggiori simboli della città, con i suoi 443 metri di altezza, è stato l’edificio più alto del mondo tra il 1931 e il 1967. Dal 1981 è iscritto al National Historic Landmark Program come monumento nazionale. Nel 2010, la società di amministrazione dell’edificio  ha ne ha voluto la ristrutturazione che ha riportato l’edificio allo splendore di un tempo. foto

The Shard

 

The Shard, in Italiano “La Scheggia”, noto anche come “Shard of Glass” è un grattacielo a Londra.

Inaugurato nel 2012, con i suoi 309,67 metri d’altezza è stato il più alto edificio della metropoli, nonché il settimo grattacielo più alto d’Europa e il 175º al mondo.

Come spesso accade per i grattacieli di queste altezze, l’edificio è stato pensato come una sorta di “Città verticale” in grado di ospitare oltre 7.000 persone. Tra il 29º e il 31º piano vi sono svariati ristoranti, bar, locali ricreativi e, dal 32º al 52º l’esclusivo “Shangri-La Hotel”da 175 camere. Il 72º piano è l’ultimo accessibile al pubblico e ospita la terrazza panoramica parzialmente aperta e destinata all’accesso turistico da cui si può godere un panorama sulla città a 360 gradi da 244 metri di altezza, caratteristica che la rende la più alta piattaforma di osservazione del Regno Unito.

Edoardo Federici

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COSA RESTERA’ di QUEGLI ANNI ’80?

Oggi canzoni come “Disco Paradise” e “La Discoteca Italiana” ci stanno facendo cantare e ballare moltissimo. Pensandoci, io mi sono chiesto: che cosa faceva cantare e ballare i miei genitori e la gente negli anni ’80 e ’90?

Così oggi sono qui a parlarvi di questo argomento: partiamo proprio brano di Raf citato nel titolo, per arrivare a successi minori, come “Boys” di Sabrina Salerno o “I Was Made for Lovin’ You” dei Kiss (che comunque sono ancora ascoltate).                       

Ci sono canzoni di quegli anni da cui sono stati tratti addirittura cori da stadio come ad esempio “Sotto questo sole” di Francesco Baccini che è stata fonte di ispirazione per un coro dell’Ancona nelle partite contro le squadre del nord Italia. “L’estate sta finendo”, grandissimo successo dei Righeira, è stato parodizzato dai tifosi del Napoli per un coro di supporto alla squadra, o ancora, dall’inizio di “Sarà perché ti amo”, canzone di successo dei Ricchi e Poveri, è stato tratto uno slogan contro la Juventus.

                      

Ci sono poi canzoni di cui sono state fatte versioni  modificate e parodie. “L’Italiano” di Toto Cutugno, ad esempio, è stata ripresa da Checco Zalone in “Tolo Tolo”, uno dei suoi più recenti film con il titolo di “L’Immigrato”.

Ci sono infine brani che sono rimasti in cima alle classifiche per tanto tempo e che ormai si possono definire grandi classici, come i loro autori ed interpreti. Solo per citarne alcuni:

  • “Centro di gravità permanente” di Franco Battiato
  • “Non sono una signora” di Loredana Bertè
  • “Maledetta primavera” di Loretta Goggi
  • “Avrai” di Claudio Baglioni
  • “Almeno tu nell’universo” di Mia Martini
  • “Perdere l’amore”  di Massimo Ranieri    
  • “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti.

Questi sono solo alcuni dei grandi successi di quegli anni, se avessi dovuto scriverli tutti, avrei terminato domani mattina!

Bene, questo articolo termina qui. Grazie mille per l’attenzione, e… mi raccomando, leggete i nostri articoli perché sono veramente molto belli ed interessanti!!!

Thomas Bottegoni

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LA FESTA DEL 4 LUGLIO IN AMERICA

La festa del 4 Luglio ,questo giorno commemora la Dichiarazione di Indipendenza ,che avvenne nel 1776 quando gli Stati Uniti ottennero l’indipendenza dalla Gran Bretagna.

Cosa è successo il 4 luglio?

Accadde ben 243 anni fa, quando l’assemblea dei 56 delegati provenienti dalle 13 colonie britanniche adottò la Dichiarazione d’Indipendenza. Attraverso quel documento si sancì la fine di ogni legame con la madrepatria, la Gran Bretagna di Giorgio III che non aveva concesso il voto e la rappresentazione in parlamento ai coloni.

L’atto più eclatante fu l’episodio del Boston Tea Party, quando un gruppo di coloni assaltarono le navi della Campagna delle Indie gettando tutto il carico di tè in mare per protestare contro le condizioni di favore di cui godevano i commercianti inglesi. La guerra che ne conseguì durò dal 1775 fino al 1778.

L’Independence Day americano

Il termine Independence Day venne usato per la prima volta nel 1791. Da allora in questo giorno ogni città americana celebra la Festa Nazionale a suo modo, con eventi e manifestazioni di ogni tipo.

Gli americani , in questo giorno per loro magico, addobbano la casa e il giardino con decorazioni che mostrano i colori della bandiera: blu, rosso e bianco. Possiamo avere un’idea dell’atmosfera di festa che si respira in America guardando film o serie tv come ad esempio “L’estate nei tuoi occhi”.

Greta Trancucci

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Il sapore delle Marche

E’ arrivata l’ estate, quindi è momento di viaggi, musei, riposo ma soprattutto di cibo.

In questa pagina vi trasporterò in quella che è la storia dei nostri cibi più tipici, inoltre potete  provare  a fare questi piatti a casa con le ricette che troverete qui per inondare la vostra casa con i profumi dei cibi che solo le marche può offrirvi.

Iniziamo subito!

OLIVE ASCOLANE
Le olive ascolane o olive all’ ascolana sono uno dei piatti tipici delle Marche che probabilmente voi lettori avrete assaggiato almeno una volta. Esse sono un piatto tipico di Ascoli Piceno che però si sono diffuse prima nelle Marche poi in tutta l’ Italia. Le olive ascolane sono un antipasto  di solito accompagnate con un misto di fritti come le mozzarelline o le patate.
STORIA
Le olive ascolane fritte nascono come un piatto diffuso tra le famiglie  nobili, in cui ci si poteva permettere di avere della carne avanzata da poter riutilizzare per la realizzazione di altre pietanze. Nel tempo, il loro consumo è in genere associato a occasioni speciali, come la mietitura, le feste o i matrimoni.
La storia del suo ingrediente principale, le Olive Ascolane, inizia nell’antica Roma, dove le olive preparate in salamoia, rappresentavano uno dei pasti principali dei  soldati  romani. Buone, nutrienti e facilmente trasportabili, le olive erano un alimento perfetto per  lunghi viaggi.
La ricetta delle olive all’ ascolana come la conosciamo oggi sembra essere datata intorno al 1800. Si narra, infatti, che l’idea delle olive ripiene sia nata per la necessità, da parte dei cuochi delle famiglie nobili, di consumare le grandi varietà e quantità di carni che le famiglie possedevano.  Quindi un modo per eliminare lo spreco ed evitare il deperimento del cibo.
INGREDIENTI
(porzione di 15 olive)                                                                         
per il ripieno
olive
50 g di manzo in polpa
50 g di maiale in polpa
50 g di pollo macinato
mollica di pane
noce moscata
1/2 cipolla
sale
pepe
parmigiano grattugiato
scorza di limone
1 carota
1 costa di sedano
1/2 bicchiere di vino bianco
1 uovo
per la panatura
1 uovo
pane grattugiato
farina 00
olio per friggere
PREPARAZIONE
1
Per prima cosa, per preparare  le vostre  gustose olive all’ascolana, prendete  le verdure e fatele rosolare con poco olio extravergine d’oliva, aggiungete i tre tipi di carni e lasciate cuocere lentamente a fuoco basso, sfumando con il vino bianco. Aggiungete, sale e pepe. Sciacquate sotto acqua corrente le olive, in questo modo perderanno il sale in eccesso.
2
Denocciolate tutte le olive , in modo tale da lasciarle intere. Con un coltellino da cucina a lama liscia, tagliate a spirale l’oliva senza spezzarla partendo dal picciolo, dovete  ottenere una spirale.
3
Quando il composto di carne sarà infine cotto e intiepidito, frullatelo in un mixer e aggiungete, noce moscata, scorza di limone, parmigiano e uova. Adesso formate quindi delle palline grandi come nocciole. Sistemate il ripieno all’interno di ogni singola oliva e richiudete le olive.
4
 Panate le olive passandole  prima nella farina, poi nell’uovo ed infine nel pangrattato. ora friggete  il tutto in una casseruola fin quando non saranno ben croccanti e disponetele via via su un piatto con della carta da cucina, per privarle dell’olio in eccesso.
5
Potete servire le vostre olive all’ascolana ancora ben calde ai vostri amici o parenti.


VINCISGRASSI
I vincisgrassi sono forse il cibo marchigiano più amato. Vi sono più versioni di questo delizioso piatto ma sicuramente quella più  conosciuta è quella maceratese con sugo di carne e rigaglie a pezzi (non ragù) e besciamella . Al di là dei dibattiti locali sul numero degli strati di pasta e la presenza o meno di alcuni ingredienti , il vero mistero dei vincisgrassi sta nel nome e dunque nell’origine.
STORIA
Esistono più ipotesi riguardo l’origine di questo piatto: la prima si dice che risalga alla fine del ‘700, precisamente nel 1799, quando nella città di Ancona, a quel tempo assediata dalle truppe napoleoniche, grazie all’aiuto delle truppe austro-russo-turche guidate dal generale austriaco Alfred von Windisch-Graetz, dopo un estenuante battaglia  sui francesi, venne poi invitato a celebrare la vittoria mangiando questo emblema gastronomico, che apprezzò moltissimo, da quel giorno il  piatto si è chiamato Vincisgrassi, dalla forma “italianizzata”  del nome del generale.
 
Una seconda ipotesi fa dei Vincisgrassi un piatto della tradizione culinaria maceratese già nel 1779, con un nome leggermente diverso: “princisgras”, un termine del settecento composto dalle parole “principe” e “grasso” e sta per indicare che il piatto era così ricco e buono che avrebbe fatto onore anche nella tavola di un principe.
 
La versione più accreditata riguardo alla sue origini è quella che afferma che il piatto attuale non sia altro che una rivisitazione dei Princisgras del famoso cuoco dell’epoca Antonio Nebbia che ne pubblicò la sua ricetta nel libro”Cuoco maceratese” nel 1781.
INGREDIENTI
Lasagne all’uovo 500 g
Frattaglie di pollo 350 g
Cipolle 1
Carote 1
Sedano 1 Costa
Passata di pomodoro 300 g
Parmigiano Reggiano DOP da grattugiare 100 g
Sale fino q.b.
Pepe nero q.b.
Olio extravergine d’oliva q.b.
Polpa Maiale 200 g
Manzo polpa 200 g
Pancetta 100 g
Brodo di carne 200 Ml
PREPARAZIONE
Per preparare i vincisgrassi, iniziate tagliando a listarelle la pancetta  e in pezzi piccoli i vari tipi di carne: il maiale , il manzo e infine le rigaglie di pollo .
Tagliate finemente il sedano, la carota e la cipolla e metteli in una casseruola a rosolare per 5 minuti, con dell’olio extravergine d’oliva insieme alla pancetta . Lasciate insaporire il tutto per qualche minuto quindi unite il manzo e il maiale  e lasciate cuocere per una decina di minuti, fino a quando la carne raggiungerà un colorito bruno. Aggiungete la passata e aggiustate di sale e di pepe .
Aggiungete al sugo anche le rigaglie di pollo e mescolate con un cucchiaio di legno; coprite con un coperchio e lasciate cuocere per un’ora e mezza circa, girando di tanto in tanto e aggiungendo del brodo se il ragù dovesse seccarsi. Il ragù dovrà essere ben cotto e addensato.
Una volta pronto il ragù potete assemblare i vincisgrassi in una pirofila dai bordi alti: ponete qualche cucchiaio di sugo sul fondo quindi foderate la teglia con un primo strato di lasagna (potete usare quella già pronta oppure farla a mano guardando la ricetta che troverete alla fine ), coprite con un cucchiaio abbondante di ragù e un cucchiaio di parmigiano grattugiato. Continuate così fino a formare almeno una decina di strati (è una caratteristica del vincisgrassi) e terminate con uno strato di ragù e una manciata abbondante di parmigiano. Cuocete in forno caldo a 180° per 30 minuti e tirateli fuori non appena si sarà creata una bella crosticina dorata sulla superficie. Servite subito i vostri vincisgrassi!
 
VINCISGRASSI (IMPASTO)
Ingredienti
•400 g di farina 00
•4 uova
•1 pizzico di sale•
 
Versate la farina nella classica forma a fontana. Una volta ricavato il buco al centro, versateci le uova sgusciate e aggiungete un pizzico di sale. Iniziate a sbatterle lentamente con una forchetta, poi passate al metodo più tradizionale e sicuramente molto più efficace: le dita! Man mano incorporate la farina dei bordi, fino ad amalgamare tutti gli ingredienti. Ottenuta la vostra palla di pasta all’uovo, lavoratela massaggiandola energicamente e sbattendola di tanto in tanto sulla spianatoia che avrete leggermente infarinato. Questa fase di manipolazione deve durare almeno un quarto d’ora. Avvolgete quindi l’impasto con un panno umido e lasciatelo riposare per 30 minuti.
Successivamente riprendete l’impasto, massaggiatelo ancora un po’ (sempre sul piano di lavoro infarinato) e iniziate a stenderlo prima facendo pressione con le mani, poi con un mattarello in modo da formare una sfoglia sottilissima (meno di un millimetro). Per facilitare questa operazione potete suddividere il panetto in più porzioni da stendere quindi una alla volta.
A questo punto non vi resta che tagliare la pasta a forma di lasagne, ovvero rettangoli di misura variabile a seconda della grandezza della teglia (i formati più usati sono 8×16 cm o 14×20).
Una volta pronta la sfoglia, non vi rimane che pensare a come condire i vari strati!

STOCCAFISSO ALL’ ANCONETANA

Lo stoccafisso all’anconetana è uno dei piatti tipici più rappresentativi della cucina marchigiana che ha origine nella città di Ancona capoluogo della nostra regione. Composto da baccalà patate e pomodoro, il tutto insaporito con un soffritto di verdure tritate, acciughe e alloro.

STORIA.

Lo stoccafisso venne importato in italia per la prima volte nel 1431 quando il commerciante veneziano Pietro Querini salpò dal porto di Creta verso le Fiandre per scaricare del vino. Nel viaggio di ritorno, a causa di una tempesta, l’imbarcazione andò alla deriva e si arenò sulle isole Lofoten, al largo delle coste norvegesi. I commercianti rimasero presso quella zona fino all’arrivo della primavera ed ebbero il tempo di scoprire lo stoccafisso, un metodo di essiccazione e di cottura usata  in quei luoghi. In seguito ritornarono nella città di Venezia portandosi via quello che era una novità  per l’Italia dell’epoca.

In poco tempo lo stoccafisso conquistò le cambuse delle navi e diventò il cibo apprezzato nelle tante osterie delle coste del Mediterraneo, compresa Ancona. Le navi di Ancona , da quel momento, per evitare di fare il viaggio di ritorno senza carico, iniziarono a trasportare grandi quantità di stoccafisso, soprattutto dalle Lofoten.

Nel 1932 alle isole Lofoten venne eretto un monumento a ricordo del legame culturale e gastronomico tra l’Italia e quelle isole lontane

INGREDIENTI

Ingredienti per 4 persone

Come per ogni ricetta con il baccalà, occorre che il pesce venga messa a bagno in acqua fredda per almeno 72 ore cambiando l’acqua ogni 12 ore.

1 chilogrammo di stoccafisso già bagnato e privato di ogni lisca

250 grammi di pomodorini ciliegini maturi

1 chilogrammo di patate pelate

mezzo gambo di sedano tritato

mezza cipolla affettata

un mazzettino di prezzemolo tritato fine

1 spicchio d’aglio tritato

un paio di foglie di alloro

un piccolo rametto di rosmarino

mezzo bicchiere di vino bianco

2 fileti di acciughe diliscate e dissalate

olio di oliva extra vergine

PROCEDIMENTO

Tagliate lo stoccafisso a pezzi di circa 100 grammi ciascuno ed accertatevi di avere eliminato tutte le spine. Pelate le patate, tagliatele a spicchi non troppo grandi e immergetele in acqua leggermente salata per 5 minuti dalla ripresa del bollore. Scolate e tenete da parte.

In una padella rosolate in olio di oliva l’aglio, la cipolla il prezzemolo, il sedano, le foglie di alloro ed il rametto di rosmarino. Aggiungete i filetti di acciughe e i pomodorini precedentemente tagliati a metà e privati dei semini. Sfumate il soffritto con il vino bianco e spegnete il fuoco appena prende il bollore.

Spennellate il fondo di un tegame con un filo d’olio di oliva, adagiate il baccalà con la pelle rivolta verso il basso, coprite con le patate sbollentate e irrorate il tutto con il soffritto.

Cuocete in forno a 180 gradi per 30 minuti e servite lo stoccafisso all’anconetana cospargendo con un filo di ottimo olio di oliva extra vergine.

CONCLUSIONE

Queste erano le mie proposte spero che articolo vi abbia interessato e se volete, provate a fare queste ricetta a casa con i vostri parenti.

Buon appetito!

Vito Antonio De Stefano

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LUOGHI DA VISITARE IN ITALIA

Cari lettori, come avrete già letto il titolo di questo argomento, volevo parlarvi dei “luoghi più belli in Italia” che meritano una visita almeno una volta.

marcheIniziamo con  le Marche, la nostra regione. Le Marche è conosciuta per la sua tradizione manifatturiere, la loro cultura, l’arte, la musica e anche per la cucina, Infatti la cucina marchigiana è famosa per i suoi piatti a base di pesce, carne e verdure, e non solo, ma è conosciuta anche per la produzione di vino, cioè il vino “Verdicchio” e quello “Rosso Conero”.

 

Le Marche è conosciuta anche come regione ricca di beni culturali. I luoghi più belli e più visitati di questa regione sono: Grotte di Frasassi, Ascoli Piceno, Urbino e la Riviera del Conero in Ancona.

RIVIERA CONERO

 

Il Veneto è conosciuto per la bellezza del Lago di Garda, il fascino delle Dolomiti, il mare di Jeloso. Il piatto tipico del Veneto è il Fegato alla Veneziana.

 

La Lombardia è famosa per la finanza, la moda e l’industria.

Vengono coltivate maggiormente: il granoturco, la segale, l’orzo, il frumento e il riso.

Infatti il loro piatto tipico è il risotto alla milanese.

I luoghi da visitare anche in estate sono: Duomo di Milano, Galleria Vittorio Emanuele II e il Castello Sforzesco.

  Molka Hanachi.

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ESTATE IN…SERIE!

Le serie TV estive da guardare in una notte

Anche quest’anno è arrivata l’estate! Per alcuni è un periodo di svago, feste, serate con gli amici, ma può essere anche una fase dell’anno dove ci si vuole isolare: dal caldo, dalla scuola…

Le serie tv sono dei ponti tra le due tipologie di persone e ora ve ne consiglierò alcune. Scusate! Io sono Maria Stella ed oggi vi accompagnerò alla ricerca delle serie tv più coinvolgenti ed emozionanti. Anche se nel titolo c’è scritto da guardare in una notte questo criterio a volte non è rispettato. Dividerò le serie in base alle piattaforme dove si possono trovare.

Netflix

OUTER BANKS   

13 stagioni di 10 episodi ciascuna.

La trama: un gruppo di adolescenti, i “Pogues”, vive nella parte più povera e disadattata di un’isola, al limite della legalità. Il capogruppo, John B, ha perso il padre da nove mesi, scomparso mentre era alla ricerca del tesoro della Royal Merchant. Decisosi a cercare tanto il padre quanto il tesoro, John convince i propri amici Kiara, Pope e JJ a seguirlo. Oltre all’avventura, ci sono anche vicende inerenti all’amicizia, all’amore.

Il genere:  dramma adolescenziale, azione, avventura, giallo, thriller.

Alcuni contenuti non sono da prendere proprio ad esempio, ma nel contesto è una serie STUPENDA.

 DIVE CLUB. UN TUFFO NEL MISTERO 

1 stagione di 12 episodi, ciascuno di circa 30 minuti.2

Questa è una serie che si vede benissimo in un giorno solo, anche perché, come le ciliegie, una puntata tira l’altra!

La trama: la storia  è ambientata appunto in un Diving Center e racconta di un gruppo di esuberanti adolescenti amanti delle immersioni che cercano la loro amica quando questa scompare a seguito del  ciclone che ha colpito Cape Mercy, la loro piccola città costiera.

Il genere: drammatico,  per ragazzi, giallo.

Prime Video

L’ESTATE NEI TUOI OCCHI

 2 stagioni di 7 episodi ciascuna.

3Adatta ai ragazzi e davvero fantastica!

La trama: come ogni anno, Belly trascorre le vacanze insieme alla madre Laurel e al fratello Steven a casa di Susannah, la migliore amica di Laurel. Durante l’estate, Belly incontra i fratelli Jeremiah e Conrad, figli di Susannah, nonché suoi amici e si ritrova coinvolta in un triangolo amoroso

Il genere: romantico e drammatico

 Disney plus

MODERN FAMILY

5

11 stagioni per complessive 250 puntate. Ogni puntata dura circa 22/23 minuti.

La trama:la sitcom, realizzata con la tecnica del falso documentario, racconta le vicende di una famiglia allargata, che non corrisponde ai canoni tradizionali, composta da tre nuclei legati tra loro. Ciò offre uno scorcio realistico sulla famiglia occidentale contemporanea, in costante cambiamento e composta da personaggi che presentano tratti caratteriali, sessuali, etnici e culturali diversi.

Il genere: commedia, sitcom familiare, falso documentario

Io mi sono appassionata tantissimo a questa serie, perché è così divertente e leggera che fa davvero molta compagnia.

Grazie a tutti per aver letto questo articolo! e

Maria Stella

 

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D.B. COOPER: IL PIU’ FAMOSO DIROTTATORE DI AEREI DELLA STORIA

In questo articolo voglio narrarvi una delle storie più avvincenti della seconda metà del XX secolo. Una storia reale di un uomo molto importante per la storia degli USA che svanì nel nulla e di cui il modus operandi rimane avvolto nel mistero. Sono rimasto sorpreso nel venire a conoscenza del fatto che quasi nessuno in Italia non ha mai sentito nominare il nome di D.B.Cooper. Ma chi è e cosa ha fatto quest’uomo? 

Correva l’anno 1971, era tardo pomeriggio di mercoledì 24 novembre, il giorno successivo al Thanksgiving. La nostra storia inizia all’aeroporto nazionale dell’Oregon a Portland. Un uomo in giacca e cravatta di circa un metro e ottanta, sulla quarantina, mocassini neri ed una ventiquattr’ore (un classico uomo d’affari americano degli anni settanta) entra dall’ingresso principale.

Al tempo gli aeroporti non avevano nessun sistema di metal detector o richieste di aprire il bagaglio prima dell’imbarco, bastava pagare qualche dollaro e potevi partire.

L’uomo compra un biglietto di sola andata per Seattle, una tratta che dura circa 30 minuti. Fino ad ora nulla di sospetto. Si imbarcò nel Boeing 727 impiegato per la tratta Portland-Seattle e nonostante l’aereo fosse molto grande, non ci sono molti passeggeri a bordo: nemmeno un centinaio. L’uomo si siede al posto 18C e poco prima che il velivolo decollasse, si accese una sigaretta e ordinò un bourbon. Era calmo, molto calmo, forse fin troppo calmo. 

Erano passati pochi minuti da quando il 727 era decollato. Ed è in quel momento che questa storia si fa emozionante: l’uomo, che come avrete già capito, è conosciuto oggi come D.B.Cooper, porge un biglietto alla hostess seduta accanto a lui, ma non è questo il fatto insolito perché dovete sapere che in quegli anni le hostess subivano continue molestie da parte dei passeggeri e quindi molto probabilmente Florence Schaffner avrà preso quel messaggio per un altro apprezzamento come gli altri mille che avrà sicuramente ricevuto quella settimana. 

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Ma la tranquillità della Schaffner svanì quando Cooper le sussurra: ”Signorina, le converrebbe leggere quel biglietto, ho una bomba”. Sul pezzo di carta, che oggi non abbiamo perché Cooper lo ritirò subito dopo che l’assistente di volo lo lesse, c’era scritto a grandi linee: ”Signorina, nella mia valigetta c’è una bomba che userò, se sarò costretto. Si sieda accanto a me. State per essere dirottati. No funny business.” Quest’ultima parte del messaggio può essere tradotta con l’italiano di: ”Non fate scherzi”. La donna si dimostrò tranquilla e sedendosi accanto a Cooper chiese delle prove del fatto che lui avesse realmente una bomba nella ventiquattr’ore. Al che Cooper aprì leggermente la valigetta, tanto da mettere in mostra alla donna otto candelotti rossi. Le disse, indicando dei fili: ”Mi basta collegare questi a questa batteria e moriremo tutti.” Subito dopo aver richiuso il bagaglio, dettò le richieste di riscatto: 200 000 dollari americani (che oggi valgono circa 1,3 milioni di $), quattro paracadute e un’autobotte per rifornire il 727 all’atterraggio. Per quest’ultima richiesta era chiaro che dopo aver ricevuto i soldi il dirottatore avrebbe richiesto di decollare ancora. La richiesta dei quattro paracadute fu una mossa molto scaltra: con quattro una persona può pensare che il dirottatore prenderà degli ostaggi, quindi non si potevano permettere di manometterli perché avrebbero rischiato di uccidere una persona innocente, mentre se ne avesse richiesto solamente uno, manomettendo questo potevano stare certi che avrebbero sicuramente ucciso Cooper.

La hostess andò in sala comandi e avvisò il capitano di cosa stava avvenendo a bordo. Questo contattò le autorità le quali autorizzarono il pagamento del riscatto. Fatto questo comunicò ai passeggeri che il motore aveva un guasto minore che avrebbe ritardato il loro arrivo a Seattle. In realtà, l’aereo sorvolò più volte il capoluogo dello stato di Washington in attesa che l’FBI recuperasse i 200 000 dollari. D.B.Cooper, in tutto ciò, rimase tranquillo: ordinò un altro Bourbon pagando regolarmente e insistendo perché le assistenti di volo tenessero il resto come mancia e si offrì anche di pagare il pranzo all’equipaggio.

Dopo circa due ore l’aereo atterrò a Seattle e mentre i passeggeri uscivano dal velivolo, Cooper chiese di far chiudere le tendine di ogni finestrino perché sapeva che sulla pista di atterraggio erano posizionati alcuni tiratori scelti che non attendevano altro di avere sotto tiro la sua testa, ma vedendo che i finestrini erano chiusi, non potevano sparare perché il rischio sarebbe stato quello di colpire qualcuno di innocente o di non colpire nessuno. 

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Quando tutti i passeggeri furono defluiti fuori, un agente dell’FBI passò a una signora dell’equipaggio i quattro paracadute con 10.000 banconote da 20 $. Ora immaginate di essere stati dei passeggeri di quel volo: uscite dall’aereo e la prima cosa che notate sono le auto dell’esercito e degli agenti di polizia che vi scortano fuori. Ad un tratto un uomo in divisa viene verso di voi e vi dice: ”Signori, dovete sapere che il velivolo non ha avuto alcun genere di guasto. Infatti avete ritardato l’atterraggio perché un uomo ha dirottato il vostro volo e ha avuto per tutto il tempo una bomba nella sua valigetta.”

Immaginate lo shock di venire a sapere che fino a pochi minuti fa eravate seduti vicino a una bomba.

Nel frattempo Cooper, probabilmente ancora seduto sul suo comodo divanetto, dettò i suoi ultimi ordini: l’aereo doveva dirigersi verso Città del Messico a 290 km/h ad un’altezza massima di 3.000 metri. Ascoltando queste richieste, i due piloti pensarono che non era possibile viaggiare con quei parametri senza mandare in stallo l’aereo, ma il dirottatore li rassicurò dicendo che era un volo che si poteva benissimo fare. Quello che successe dopo dimostrò che Cooper era probabilmente un pilota di aerei con grandi esperienze, perché il Boeing non ebbe problemi nel volare così lento ad altezze così basse.

Al momento del secondo decollo erano a bordo D.B. Cooper, i due piloti Scott e Rataczack, l’ingegnere di volo Anderson e l’assistente di volo Mucklow. Alle 19:40 di quel 24 novembre, Cooper fece la sua ultima richiesta: chiese all’assistente di volo Mucklow di lasciarlo da solo, di andare in sala comandi con tutti gli altri e di chiudere la porta della cabina di pilotaggio. Ad un tratto, sulla plancia si accese una spia che indicava che la scaletta era stata aperta. Erano le 20:00. Poco dopo ci fu uno sbalzo di pressione che fece sobbalzare la porta della cabina di comando. Quando la Mucklow uscì dalla plancia, Cooper non c’era più. Ma cos’era successo? Probabilmente l’uomo aprì la scaletta: in mano aveva la sua valigetta con 200.000 dollari, due paracadute e la sua ventiquattr’ore Aprì il portellone: un forte risucchio lo spinse in avanti, ma non cadde. Tenendosi al corrimano scese uno scalino, poi un altro e dopo un altro ancora… si fece coraggio e si gettò tra le nuvole e il buio di novembre. Quella fu l’ultima volta che D.B. Cooper fu visto.

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Il nome D.B. Cooper non fu nemmeno il vero pseudonimo che utilizzò, infatti si firmò con il nome di Dan Cooper all’aeroporto, ma dei giornalisti disattenti lo fraintesero con D.B. Cooper. Non sappiamo se atterrò vivo, se atterrò o dove atterrò. Di lui ci rimangono la sua cravatta, nove mozziconi di sigaretta e 5 800$ bruciati trovati nel 1980 che apparterrebbero a Cooper. Negli anni sono stati passati al setaccio più di 800 sospettati. I due più famosi sono stati Richard McCoy e Robert Rackstraw. Il disegno del volto di Cooper, che avete visto prima, realizzato dell’FBI successivamente grazie alle testimonianze di chi assistette a quell’evento, non è stato fatto benissimo perché non assomiglia a nessun uomo in particolare. Inoltre il dirottatore poteva essere truccato o, peggio, mascherato così da non poterlo associare a nessuno. Il personaggio di D.B. Cooper era visto dagli americani come un eroe che vestiva i panni del riscatto sociale che ogni statunitense desiderava in quegli anni. D.B. Cooper riuscì a dirottare un aereo, rubare 200 mila dollari e a scomparire nel nulla senza fare del male o uccidere nessuno, rimanendo sempre calmo e cordiale.

Il Caso Cooper rimane l’unico caso di dirottamento aereo irrisolto della storia.

Ci sono ancora molti punti di domanda su questa faccenda che la rendono affascinante e che forse, o molto probabilmente, sono destinati a rimanere senza risposta.

PIETRO OGGIONI

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