TECNOLOGIA: come faccio ad usarla bene?

I Videogiochi

Perché sono utili :Videogiochi

Oltre a essere divertenti, possono rafforzare i riflessi, alcuni studi indicano che giocarci migliora il livello di attenzione; inoltre in alcuni casi possono migliorare le capacità di calcolo e di lettura, offrire spunti per intavolare conversazioni con i tuoi coetanei e distaccarsi dalla realtà.

Pericoli:

Molti giochi promuovono immoralità, volgarità e violenza, gli studi effettuati è risultato che guardare spettacoli violenti fa aumentare l’aggressività; portano persino una persona a non distinguere la realtà dal videogioco stesso, possono far perdere un sacco di tempo e diventare una dipendenza.

Come usarli bene:

  • Prendi nota del tempo che trascorri con i videogiochi e confrontalo con il tempo che dedichi ad altre attività più importanti. Questo ti permetterà di rispettare le tue priorità.
  • Bisogna stare molto attenti ai videogiochi che si scelgono.

 I Social network

Perché sono utili:

Ti permettono di tenerti in contatto con familiari e amici ed essere informati su eventi ed attività. Ti fanno divertire, e in alcuni casi sono istruttivi. Alcune persone grazie ai social network hanno perfino trovato lavoro.

pericoli della retePericoli:

Se non si fa attenzione alle informazioni del proprio profilo, le foto, gli aggiornamenti di stato e i commenti, potrebbero rivelare troppe cose di te, infatti si tende a dimenticare che, una volta postato qualcosa, questo diventa di dominio pubblico. I social network possono sottrarti un sacco di tempo e distoglierti da attività più importanti. Alcuni accettano richieste di amicizia da parte di persone che non conoscono; bisogna fare attenzione perché non si conoscono le loro intenzioni.

Come usarli bene:

  • Gestisci bene le impostazioni per la privacy previste dal tuo social network;
  • Decidi quanto tempo dedicare ai social;
  • Pensa bene a quello che posti, parla di te;
  • Stabilisci chi includere tra gli amici, possibilmente persone che già conosci.

Denny,1C

 

SAMSUNG INTERACTIVE DISPLAY FLIP 3 SERIE UHD DA 75’’

I nuovi schermi interattivi che sono arrivati nel nostro istituto hanno suscitato la curiosità di molti alunni, infatti oggi noi siamo qui per farveli conoscere!

DIMENSIONI
PESO
1721.0 x 1019.3 x 75.2 mm

58.3 kg

POLLICI

RISOLUZIONE

ANGOLO DI VISIONE

TOUCH

75″

3840 x 2160

178°/178°

HDMI

USB

DP

JACK 3.5mm

BLUETOOTH

WI-FI

2

2 (2.0/3.0)

1

1

CONSUMO (acceso)

CONSUMO (stand-by)

275W

0.5W

TEMPO DI RISPOSTA

MATERIALI

8ms

Alluminio

 

schermo

CURIOSITÀ

Lo sviluppo in ambito elettronico ha portato all’integrazione di nuove tecnologie in grado di proteggerci.

Schermo infrangibile:

Per proteggere studenti e professori, lo schermo di Flip 3 è rivestito con una pellicola infrangibile che lo mantiene intatto anche in caso di rottura.

Trattamento antimicrobico:

Il trattamento antimicrobico di Samsung Flip 3 impedisce la proliferazione dei germi e protegge contro determinati batteri, in modo che insegnanti e studenti possano utilizzare lo schermo con la massima tranquillità.

Speriamo che quest’articolo vi sia piaciuto quindi fatecelo sapere nei commenti.

Alessandro e Lorenzo, 3 A

EDUCAZIONE CIVICA

L’ argomento dei due articoli si lega alle attività che tutti i ragazzi del Federico II hanno svolto durante le  tre giornate di maggio dedicate all’ educazione civica con i seguenti argomenti:

Classi prime:  titolo dell’ unità didattica: “Patentino per lo smartphone” durante la quale gli alunni hanno appreso le regole fondamentali per l’ uso consapevole dello smartphone.

Classi seconde:  con l’ unità didattica “(A)social” noi di classe seconda abbiamo discusso sui pro e i contro dei social riflettendo sulla loro utilità e sui pericoli che possono nascondere.

Classi terze: Nell’Uda “Fake News” i ragazzi hanno imparato come riconoscere le fake news e come difendersi da esse.

 

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PASSIONE BICI

Ecco il primo contributo della nuova redazione Blog I TEN-tacoli, sul campo per documentare un importante evento che ci riguarda: la PASSIONE per la  BICI.

 image0Il giorno 6 maggio scorso, nell’aula magna del nostro Istituto, si è svolta la premiazione della classe 2A della scuola primaria Garibaldi, vincitrice del Concorso Biciscuola 2022.

Il progetto nazionale, legato al Giro d’Italia, è promosso da “RCS Sport- La Gazzetta dello Sport” ed ha coinvolto più di 2000 classi primarie in tutto il paese, per un totale di circa 50.000 alunni.

Il tema da sviluppare era quello della sicurezza stradale e i bambini della 2A hanno vinto grazie al video in cui impersonavano e intervistavano controllori del traffico (per poterlo vedere accedete alla pagina Facebook del nostro Istituto).

image6I nostri compagni sono stati premiati dai signori Marco Scarponi e Diego Pierelli del comitato organizzativo locale ed hanno ricevuto una targa e dei portachiavi. Ma non è tutto, poiché il 17 maggio, giorno dell’arrivo della tappa del Giro d’Italia a Jesi, i festeggiamenti in loro onore continueranno sul palco ufficiale della manifestazione.image1

 Lorenzo e Simone

 Che bravi i nostri bambini!

Il 17 Maggio, giorno dell’arrivo a Jesi del Giro d’Italia,  siamo state con i bambini vincitori del premio Biciscuola 2022 relativo al  tema  della sicurezza stradale, seguendoli in veste di giornaliste per poter documentare la loro fantastica esperienza.

Nel primo pomeriggio abbiamo raggiunto i bambini della 2A del Garibaldi in prossimità dell’arrivo di tappa, in Viale della Vittoria: li abbiamo riconosciuti facilmente, poiché indossavano tutti una maglia rosa fornita dall’organizzazione ed una sacca contente altri gadgets e la merenda.

Come da programma, abbiamo assistito alla premiazione seguita dalla breve intervista ad una delle  alunne. I bambini e le maestre sono stati premiati dal sostituto commissario Pino Fusco della Polizia Stradale proprio nel punto di arrivo e sono stati accolti e festeggiati dallo speaker ufficiale della manifestazione… un vero momento di gloria!

20220517_142205

(Anche questo video può essere consultato alla pagina Facebook del nostro Istituto).

A questo punto la classe (noi comprese), è stata presa in consegna dal personale di Biciscuola che, insieme a due poliziotti, ci ha guidato nei vari stand allestiti nell’Open Village del Giro per fare alcune attività. Tra esse un gioco riguardo le regole stradali durante il quale hanno chiesto loro dei colori del semaforo, delle strisce pedonali e dei cartelli stradali e un altro al computer, sempre a scopo didattico, ma sulle energie rinnovabili. Infine il gruppo è stato accompagnato in uno spazio riservato lungo la via per poter vedere l’arrivo dei ciclisti in prima fila!

Fare le giornaliste per un pomeriggio è stato molto istruttivo e anche molto divertente, perché con le varie attività, anche noi abbiamo imparato cose nuove ed abbiamo avuto la possibilità di seguire direttamente un evento tanto importante per tutta la nostra scuola.

 Anna e Daria

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La mia classe è una ZUPPA di LEGUMI

La Redazione è lieta di presentarvi il prodotto della classe 2A della scuola primaria Perchi “La mia classe è una zuppa di legumi”.

Buona visione!

 

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UNA REDAZIONE TENTACOLARE

Ciao a tutti siamo la nuova redazione Blog:

i TEN-tacoli!

Stiamo scrivendo questo articolo per presentarci, per iniziare la nostra scalata alla gloria e per proporvi un patto: promettiamo di creare sempre articoli innovativi, certamente non privi di novità incredibili. In cambio vorremmo solo che continuaste a seguirci e a supportarci leggendo e commentando i nostri articoli.

Non vediamo l’ora di raccontarvi tutte le attività della nostra scuola e non solo!!

Ringraziamo i nostri amici della redazione 009 MISSIONE blog per averci introdotto in questa esperienza che speriamo sia bellissima.

due redazioni

E questi siamo noi!

redazione 10

Da sinistra: Giulia Mercanti, Viviana Ascione, Tasnim Hossein Khadiza, Daria Dabeska, Vanessa Pisten, Anna Ciccoli, Alice Fabrizi, Lorenzo Ragni, Simone Piangerelli (è assente Giada Belardinelli).

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IL PIU’ VELOCE DI JESI edizione 2022

Continuano i riconoscimenti per la scuola Federico II

“Il più veloce di Jesi” è una manifestazione sportiva organizzata dal Comune di Jesi e dall’associazione Space Running. Alla gara partecipano le quattro scuole secondarie di I grado della città portando i migliori classificati (6 ragazzi e 6 ragazze) delle tre categorie (I, II, III media) precedentemente selezionati.

Ecco i brillanti risultati raggiunti dagli studenti del Federico II

CLASSI PRIME

Classificati sezione maschile: MONTALI PIETRO II posto, CHESSA DAVIDE III posto.

Classificate sezione femminile: NICOLINI SARA I posto, URBANI GLORIA II posto.

CLASSI TERZE

Classificati sezione maschile: SANTARELLI LUCA III posto.

Un ringraziamento ai docenti Francesco Barocci e Isabella Lelli per aver preparato i giovani atleti alla competizione cittadina.

La Redazione  

gara 5

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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ENCORE, ENCORE!!!

Pioggia di premi stamattina per i musicisti della scuola “Federico II”!

I nostri candidati al XII Concorso Europeo di Musica  Città di Sirolo hanno ben figurato  ottenendo tutti ottimi punteggi e la commissione giudicante si è complimentata con loro per il livello tecnico ed interpretativo raggiunto.

Ecco nel dettaglio i risultati:

Emily Spurio, primo premio assoluto flauto solista;

Edoardo Costantini e Sofia Vitali, classe di flauto, primo premio.

Sofia Cerioni e Anna Ciccoli, classe di pianoforte, primo premio.

 Carlo Borioni e Edoardo Capomagi, primo premio assoluto duo di chitarra;

Nicolò Luchetti e Daniele Calvisi, classe di chitarra, primo premio.

foto concorso sirolo

Agli studenti e ai docenti i nostri più calorosi applausi… encore, encore!!!

La Redazione

 

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LA GUERRA

“La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire.”  (Albert Einstein)

Queste le parole di uno dei più grandi geni che l’umanità abbia mai conosciuto. Nonostante siano poche, sono molto incisive e in grado di esprimere con semplicità un concetto assoluto: la guerra è il più grande crimine che la nostra specie abbia mai commesso, ed è per questo che non le si può per alcun motivo dare un volto umano. Immagine1

 Cos’è la guerra?

Il dizionario definisce la guerra “una lotta armata tra coalizioni o fazioni”, ma questo, secondo noi, non basta a rendere la gravità dell’atto.  Basti pensare che tra il 1914 e il 1918, la Prima Guerra Mondiale uccise più di 37 milioni di persone, mentre la seconda, tra il 1939 e il 1945, più di 68 milioni.

La maggior parte dei morti di questi due conflitti erano civili, a volte costretti a combattere senza alcuna esperienza militare, come nel caso dell’Italia che aveva introdotto in quegli anni la leva obbligatoria.

 

Cause della guerra

3Un conflitto armato può scoppiare per diversi motivi (tutti legati in qualche modo alla politica), come: un’invasione militare, l’uccisione di civili, soldati, uomini politici, il volersi accaparrare una risorsa rara, risolvere problemi commerciali e molto altro. Il motivo dello scoppio di una guerra è detto dal latino “casus belli”

 Tipologie di guerra

La guerra può essere convenzionale, o non convenzionale. Nella guerra convenzionale le due coalizioni combattono in modo aperto e senza usare armi di distruzione di massa, nelle guerra non convenzionali, invece, si utilizzano tattiche di incursione, guerriglia, terrorismo e armi di distruzione di massa. In ognuno dei due casi la guerra danneggia ogni aspetto della vita di un paese: l’economia, le abitazioni, la vita sociale, l’ambiente. 6

Parlare di questo argomento è molto difficile e noi ragazzi non avremmo mai creduto di doverne scrivere perché così vicino a noi. Ci auguriamo che venga trovata al più presto una soluzione al conflitto russo-ucraino.

Emily, Pietro O., Sara, classe 1B

 

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BENVENUTI!

SCUOLA DELL’INFANZIA “GIRAFFA” sez. F

GIRAFFA 1

Ci sono cose da insegnare ai bambini e ci sono cose che loro insegnano al mondo. L’accoglienza spontanea è una di queste. Il fermento, l’entusiasmo e la gioia di conoscere una nuova bambina proveniente da un Paese di cui tutti parlano, si sono immediatamente trasformati in abbracci, disegni e in gare di tutoraggio per la spiegazione, con gesti e sorrisi, delle regole base di accesso agli spazi e ai giochi della sezione.

GIRAFFA 2

Certo, dalla fine di febbraio, in cerchio, a volte abbiamo osservato il mappamondo, altre volte abbiamo letto degli albi illustrati e condiviso delle opinioni, a volte ci siamo raccontati cosa avevamo visto in televisione e se per caso avessimo sentito qualcuno parlare della guerra, lo abbiamo fatto come si fa per ogni evento che ci circonda. Siamo partiti dal dialogo per aiutarli a dare forma ai loro valori e per promuovere una cultura del rispetto e della condivisione. I bambini sanno che litigare rimanendo arrabbiati è una brutta cosa, mentre essere gentili volendo bene agli amici è una buona scelta, non sempre riescono a mettere in pratica ciò che sanno perché i loro strumenti sono ancora immaturi, ma non perdono occasione di chiedere e di stupirsi del perché i grandi continuino a sbagliare.

SCUOLA PRIMARIA “GARIBALDI” classe 3C

Il 15 marzo abbiamo accolto nella nostra classe due bambine di origine ucraina: E. ed A. di 8 e 10 anni. La scelta di inserirle insieme nella stessa classe per il corrente anno scolastico è stata dettata dal considerare principalmente il loro stato emotivo-affettivo: sono bambini che stanno vivendo una tragedia umana, in fuga dal loro Paese abbandonando gli affetti, gli amici, la quotidianità. E’ bastato solamente accennare il loro arrivo in classe per attivare tutti i bambini senza nulla chiedere. Il loro entusiasmo si leggeva negli occhi. Chi si prodigava per preparare i banchi, chi preparava il cartellone per l’accoglienza, chi ancora pianificava che cosa regalare: zaini, astucci, quaderni, matite, gomme e quant’altro.

L’accoglienza, come ci insegnano i bambini che lo sanno fare sicuramente in modo migliore rispetto agli adulti, è un atto di apertura: chi viene accolto viene fatto entrare in una casa, in un gruppo, in sé stessi facendo partecipe l’altro di qualcosa di proprio senza confini per condividere insieme le esperienze ma anche gli stati d’animo e le emozioni.

E’ stato meraviglioso il momento della reciproca conoscenza fatto di abbracci, sguardi, sorrisi e reciproco rispetto. Nessuna bambina e nessun bambino ha accennato alla guerra in corso, nessuna richiesta ma solo ascolto anche del triste silenzio per andare oltre in un atto di grande umanità.

Anche gli alunni di altre classi hanno mostrato grande partecipazione donando ciascuno un disegno, un biglietto, un applauso.

Un ringraziamento particolare, oltre ai bambini della classe 3C va anche alle loro famiglie che si sono prodigate nell’immediatezza per accogliere le due bambine.

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO “FEDERICO II” classe 2D

Alcune riflessioni dei ragazzi.

porta“L’accoglienza dei ragazzi provenienti dal l’Ucraina è stata organizzata, insieme alla Prof. di matematica, in modo fantastico. Avevamo decorato la porta della nostra classe, con i nostri disegni, che avevamo preparato il giorno prima. Eravamo stati attenti a inserire i colori delle bandiere dell’Italia e dell’Ucraina, che stavano molto bene insieme. I disegni erano posizionati perfettamente e il cartellone appeso al muro era in bella vista. Dopo aver completato le decorazioni ci scorreva per le vene un senso di soddisfazione. Ci sembrava che il nostro contributo, anche se piccolo, potesse cambiare il corso delle cose. Quando hanno visto tutto questo, il giorno dopo, gli alunni nuovi sembravano felicemente sorpresi.”

“Abbiamo cercato di accogliere D. e A. nel modo più bello possibile. Abbiamo fatto cartelloni e decorazioni, ma soprattutto siamo stati gentili e li abbiamo fatti sentire a casa. Cerchiamo di farli trovare bene in questa classe. Cerchiamo di farli sentire a casa, anche se sentono sicuramente la mancanza della loro.”2D 2

“Per farli sentire a casa abbiamo imparato alcune parole nella loro lingua. E abbiamo preparato qualche cartellone con delle parole in italiano, come i numeri, ad esempio. Inoltre gli abbiamo regalato delle flashcards per imparare le parole che usiamo di più”

“Penso che grazie a questa esperienza abbiamo capito che tutto da un giorno all’altro può capitare, come ad esempio perdere la casa, la famiglia e soprattutto la vita. Anche se parliamo una lingua diversa riusciamo comunque a capirci. Sembra proprio che esista un linguaggio universale perché a volte ci capiamo anche con lo  sguardo. Questo vuol dire che in fondo siamo davvero tutti uguali.”

Abbiamo saputo dell’inserimento di due ragazzi provenienti dall’Ucraina solo verso le 10.30 del 28 Marzo 2022, ma i ragazzi della 2D si sono rimboccati le maniche e si sono messi subito a lavorare, per poter accogliere i nuovi compagni nel modo migliore. I ragazzi erano entusiasti: hanno fatto disegni di accoglienza, ideato e realizzato un cartellone con le cartine dell’Italia e dell’Ucraina. La Segreteria ci ha fornito il nome della città da cui provengono i nuovi compagni di classe: Borova.

Con l’aiuto di Internet gli alunni hanno fatto una ricerca sulla città ucraina e hanno trovato che si sta vicino a Kiev; l’hanno posizionata sulla cartina da loro disegnata ed evidenziato il loro “viaggio per la pace” che li hanno portati a Jesi. Al centro di questo “viaggio” hanno disegnato due mani che si stringono a formare un cuore che hanno colorato con i colori dell’Ucraina e dell’Italia, a simboleggiare non solo un saluto, una presentazione, ma anche affetto e solidarietà.Divisi in gruppi, hanno abbellito, infine, la porta della loro aula con le bandiere dell’Ucraina e dell’Italia e, in evidenza, la scritta “benvenuti” in caratteri cirillici.

Alle 7.55 del 29 Marzo, al suono della prima campanella, tutti gli alunni della 2D si sono presentati  puntuali in classe, per dare un benvenuto speciale a A. e D.Quest’ultimo conosce l’italiano in quanto è stato a Jesi alcuni anni fa e farà, perciò da “traduttore” per il connazionale, il quale non conosce nessuna parola per tanto gli abbiamo consegnato delle tessere con alcune  parole essenziali (giorni della settimana, il materiale scolastico, le discipline, gli arredi scolastici, in italiano e tradotti in cirillico).Alla LIM era proiettato il disegno del globo, così ogni alunno della 2D  quando si presentava ai due ragazzi, non solo doveva dire il nome e l’età, ma indicare anche il Paese di provenienza. Alcuni di loro provengono infatti dal Marocco, altri dalla Tunisia, alcuni dal Bangladesh. Volevamo far capir loro che la 2D è una classe che accoglie ed è stata a loro volta accolta.

Poi è iniziato il “tour” della scuola. Gli alunni hanno fatto veder loro dove si trova la palestra, l’aula computer, i bagni, il telefono per le chiamate urgenze e il cortile dove si fa merenda. Infine il Dirigente Scolastico, il “dyrektora”, come lo ha tradotto D., ha dato loro il benvenuto in aula.

Insomma la 2D è diventata un “laboratorio di pace”.  E’ questo il nostro augurio.

Prof.ssa Cardinali Maria Cecilia

 

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RINGRAZIAMENTI DALLA COMUNITA’ UCRAINA

Quando la vita cambia all’improvviso, quando la notte non è più sicura, quando la paura prende il sopravvento, quando la speranza sembra svanita del tutto, cosa resta all’uomo?  Il 24 febbraio le famiglie ucraine, gli anziani, le donne, i bambini e gli uomini si sono svegliati nella notte con l’orrore, nel loro cuore, per ciò che stava accadendo. È stata la prima della lunga serie delle notti inquiete, ore buie che durano ancora adesso. Le ore della guerra crudele e ingiusta. Ma è proprio nei momenti difficili che basta una flebile luce per illuminare le tenebre più profonde.

Credevamo di essere soli, pensavamo di essere stati abbandonati o peggio dimenticati. Pensavamo che del nostro popolo importava poco. Ma ci eravamo sbagliati. Dai primi istanti vi siete mobilitati ad aiutare i rifugiati, le vittime della guerra e tutti coloro che si trovano nel territorio ucraino. Vi siete attivati per fare la differenza.  La vostra solidarietà ci ha travolto come un’onda d’amore, ci ha ridato la forza di resistere e di sperare in un mondo migliore. Scrivere un semplice grazie non basterebbe, ma noi ci proviamo lo stesso. Grazie!

Grazie per esservi attivati dai primi istanti!

Grazie perché continuate a sostenerci!

Grazie per ogni cosa che fate!

Il vostro aiuto fraterno ci ha mostrato come anche noi, nel nostro piccolo, possiamo e dobbiamo fare la differenza. In questo giorno di Pasqua vi auguriamo tanta serenità.

Vi auguriamo di ridere di gusto con chi vi è accanto.

Vi auguriamo di avere il tempo per amare coloro che hanno bisogno di essere amati.

Vi auguriamo di dimenticare i torti e i dispiaceri e di guardare avanti con gioia e speranza.

Vi auguriamo una serena e Buona Pasqua!

Un grande caloroso abbraccio.

Con infinità gratitudine,

 

CUM- Comunità Ucraina Marche

 

 

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INTERVISTA al MAESTRO CAROLI

Nei giorni scorsi, noi studenti di flauto, abbiamo partecipato ad una masterclass tenuta dal Maestro Enzo Caroli, famoso flautista conosciuto in tutto il mondo. Le lezioni si sono svolte nei giorni 4-5 aprile nelle ore pomeridiane. Ognuno di noi ha presentato un brano al Maestro ed egli, dopo averlo ascoltato, ci ha fatto notare gli errori o le imperfezioni dell’esecuzione. Questa occasione è stata una delle più importanti per noi flautisti perché, grazie ai suoi consigli, siamo riusciti a migliorare sia la tecnica che il suono.foto4

f1Il giorno 4 aprile alcuni di noi hanno potuto intervistare il Maestro Caroli facendogli delle domande sulla sua carriera. È stato molto disponibile ed amichevole con noi ragazzi!

Ha sempre avuto la passione per la musica?

Caroli: diciamo che è una passione che ho sviluppato una volta cominciato il Conservatorio, anche se sono entrato in contatto con la musica sin da quando ero piccolo, poiché mio padre suonava i timpani nella Banda di Venezia.

Perché ha scelto proprio il flauto?

Caroli: possiamo dire che io e mio fratello abbiamo continuato una tradizione di famiglia. Mio padre e mio nonno erano percussionisti, mio fratello ha studiato l’oboe e, dopo essersi diplomato, ha intrapreso una felice carriera di musicista, ha girato il mondo e poi si è stabilito in America. Io ho studiato a Venezia e a 20 anni ho vinto la cattedra al conservatorio di Padova e sono anche diventato primo flauto dell’orchestra del teatro “La Fenice”. Ho girato il mondo a fare concerti e, successivamente, sono diventato professore al conservatorio di Venezia, la mia città.

Sa suonare altri strumenti?

Caroli: suonare il flauto ad alti livelli è già molto impegnativo. Ovviamente conosco le basi dello studio del pianoforte.

Qual è il suo brano preferito?

Caroli: non ho un brano preferito, perché altrimenti dovrei suonare solo quello! Ogni brano scritto per flauto ha la sua importanza e bellezza. Mi piacciono molto le composizioni di artisti come Bach, Mozart e Vivaldi e quelle dell’epoca Barocca. A quel tempo infatti il flauto era uno degli strumenti più utilizzati ed era suonato a corte anche dagli stessi principi. In ogni caso, nelle mie esibizioni, affronto anche brani moderni e di avanguardia.

Quali emozioni dà dirigere un’orchestra? Quali studi ha dovuto fare?

Caroli: al conservatorio ho studiato direzione d’orchestra e con essa armonia e lettura della partitura. Leggere una partitura non è semplice, come pure dirigere un’orchestra. Il gesto del Direttore è qualcosa di magico, è farsi capire senza parlare. Secondo me il momento più affascinante, quello in cui si crea la magia, sono le prove, la concertazione, è in quei momenti che il Direttore entra in contatto con i professori dell’orchestra e insieme creano la musica, la bellezza di cui è portatrice. Ho suonato con grandi Direttori d’orchestra e il loro carisma, seppure invisibile, è riconosciuto dai musicisti.

Ci racconta che tipo di insegnante è? Che rapporto ha con i suoi allievi?

Caroli: sono un insegnante di quelli che fanno piangere i loro allievi! Ovviamente è un modo per dire che sono severo e pretendo da loro impegno e studio approfonditi. Durante la mia carriera di docente di conservatorio ne ho avuti tanti e nel 2010, quando al Teatro Olimpico di Vicenza ho festeggiato i 50 anni di attività musicale, ho avuto l’emozione di vederli tutti gremire il teatro, sia quelli che avevano continuato il loro percorso di vita come musicisti, sia quelli che poi avevano scelto di dedicarsi ad altro.

Quale è stata l’esperienza professionale più emozionante che ha vissuto?

Caroli: mi sono emozionato ogni volta che ho partecipato ad un concorso, qualunque sia stato il suo esito, poi quando mi è capitato di suonare assieme ai grandi compositori e direttori d’orchestra. Ricordo in particolar modo l’incontro con il grande Direttore francese George Petres che mi ha diretto nel “L’Apres-midi d’un faune” e nel “Daphnis e Chloé” di Debussy, composizioni nelle quali il ruolo del flauto traverso risulta molto importante. E poi con i grandi direttori della Scala e dell’Orchestra di Santa Cecilia.

L’intervista finisce qui perché il Maestro ha già visto i nostri compagni estrarre i flauti dagli astucci e prepararsi per la lezione. E’ ora di mettersi all’opera!f2

Denise, Sofia, Daria, Margherita, Emily e Edoardo, classe di flauto.

La Redazione ringrazia la prof.ssa Fabiola Braconi per aver creato questa occasione di incontro con il maestro Caroli, esecutore eccellente e grande narratore di storie. Poterlo ascoltare è stato un vero privilegio. 

La prof.ssa Braconi, il Dirigente Fabrizi e il Maestro Caroli

La prof.ssa Braconi, il Dirigente Fabrizi e il Maestro Caroli

 

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