5 LUOGHI NASCOSTI DELLE MARCHE

Bentrovati a tutti i nostri lettori,

oggi con questo articolo vi farò scoprire cinque luoghi spettacolari della nostra regione, che forse qualcuno tra voi non ha ancora visitato. Partiamo alla scoperta…

came1. Le città sotterranee di Camerano e Osimo: tra le mete più nascoste delle Marche, sono costituite da complessi sistemi e labirinti di grotte di grande bellezza. All’interno ci sono cripte e alloggi di epoca paleocristiana, si pensa quindi che siano state concepite per scopi religiosi e/o abitativi. In totale sono state rinvenute 88 grotte che formano una città di passaggi segreti collegati tra loro tramite percorsi che si possono tranquillamente esplorare con una guida turistica.

 2. Gola del Furlo: questa riserva naturale si trova vicino ad Acqualagna ed è costituita da una spettacolare valle profonda, potremmo dire un vertiginoso Canyon! La Gola del Furlo fu attraversata per la prima volta dagli Etruschi, anche se furono i Romani a lasciare un segno profondo costruendo una galleria, un tunnel lungo 40 metri scavato nella roccia. In questa vallata naturale, le enormi pareti rocciose si alzano per centinaia di metri tra le acque limpide e verdi del fiume che la attraversa. furloNel corso del tempo, la gola ha raggiunto una profondità notevole che si è drasticamente ridotta a causa di una diga costruita nel 1922, che ha trasformato l’impetuoso corso d’acqua in un bellissimo lago. Inoltre, nelle vicinanze, ci sono anche numerosi sentieri montani immersi nel verde nei quali è possibile ammirare fossili animali.

bart 3. Parco naturale di San Bartolo: il Parco di San Bartolo, che si trova vicino Pesaro, offre numerosi sentieri per fare escursioni, ma anche spettacolari panorami. L’area è una delle quattro riserve naturali nelle Marche, ed è caratterizzata da ripide scogliere a picco sul mare, con calette e spiagge non molto affollate. Il Parco si estende per circa venti km sulla costa ed è facile percorrerlo a piedi o anche in bici. Questa rete di sentieri conduce a villaggi nascosti dall’atmosfera tranquilla, come Fiorenzuola di Focara e Casteldimezzo, che regalano viste sul mare panoramiche e spettacolari.

 4. Grand Canyon delle Lame Rosse: in provincia di Macerata, nel complesso dei Monti Sibillini e vicino al lago di Fiastra si trovano le famose Lame Rosse, alte torri e formazioni rocciose dal tipico colore rossastro. Per gli amanti del trekking e delle passeggiate nella natura, questa è una tappa che offre percorsi per tutti i livelli di difficoltà, in uno scenario che ricorda i paesaggi del selvaggio west.

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 5. Il Tempio del Valadiersituato nei pressi delle Grotte di Frasassi, il Tempio Valadier è un incredibile luogo di culto eretto tra le rocce di una gola di fronte a una ripida scogliera. Questo edificio, anche conosciuto come chiesa nella Grotta, ha una base ottagonale ed è stato costruito in armonia perfetta con la natura del luogo in cui si trova. Ancora oggi la chiesa è centro di eventi religiosi e tradizioni locali come ad esempio il presepe vivente.vala

 …spero che questa piccola ricerca vi sia piaciuta e che magari un giorno potrete visitare uno di questi meravigliosi posti…Certo se non lo avete già fatto, in ogni caso buona estate!

      Aurora M. 

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Una mattina al “Museo delle arti della stampa”

Perché non approfittare di una bella mattinata d’estate per visitare un museo della nostra città? E’ quello che ci diciamo io e la mia famiglia in una caldissima mattina di fine luglio. E a Jesi di luoghi della cultura da visitare ce ne sono veramente molti: i musei civici di palazzo Pianetti, il museo diocesano, quello dedicato all’imperatore Federico II, il nostro teatro Pergolesi, insignito del pregiato titolo di “teatro di tradizione”, il quattrocentesco palazzo della Signoria e molti altri. Questa volta abbiamo scelto di fare un interessantissimo viaggio attraverso la storia delle arti tipografiche, di cui la nostra città vanta un’importante tradizione.

museo ingressoIl luogo dove è possibile farlo è il “Museo delle arti della stampa”, istituito nell’anno 2000, che si trova in via Valle, all’interno di palazzo Pianetti vecchio, che fino al Cinquecento ospitava il convento delle monache clarisse. Il palazzo ospita anche uno dei maggiori esempi di arte barocca esistente a Jesi: la settecentesca chiesa di San Bernardo, ora sconsacrata.

La nostra guida ci illustra con professionalità e gentilezza diversi macchinari ed accessori per la stampa oltre ad esemplari di libri rari e documenti d’archivio. Noto che le mie bimbe si avvicinano con curiosità e stupore a dei grandi macchinari, che sembrano dei giganti vicino a loro e che sono quanto di più lontano e diverso dalla nostra stampante, collegata al computer, che è l’unico mezzo per stampare che hanno visto fino ad ora.

museo saloneGli antichi strumenti, che lentamente conosciamo e scopriamo – torchi, pedaline, caratteri mobili, banchi per la composizione e molto altro – sono carichi di mistero, storia e cultura ma soprattutto sono in grado essi stessi di raccontare in qualche modo l’ingegno e le fatiche di interi secoli dei tipografi della nostra zona. Tutto quello che si trova qui, infatti, apparteneva a tipografie di Jesi e della provincia di Ancona e sono di un’epoca che va dal Settecento agli anni 60 del secolo scorso. In particolare, due tipografie jesine hanno ceduto i macchinari ed anche i loro archivi al Comune: si tratta della Diotallevi, che dal 1921 al 1991 aveva sede proprio negli stessi spazi che ora ospitano il museo, e la Flori, che invece si trovava presso Costa Mezzalancia, meglio conosciuta come le scalette della morte. Tra i torchi esposti, il più antico è della fine Settecento, è di legno ed è molto simile ai primissimi che furono realizzati. Poi ne vediamo uno un po’ più recente, di ferro. La guida invita mio marito a provare a metterlo in funzione, girandolo: è molto faticoso ma si riesce a riprodurre lo stesso movimento che, secoli fa, quotidianamente il tipografo doveva fare centinaia e centinaia di volte per realizzare una stampa. Iniziamo a realizzare quanta fatica fisica, oltre naturalmente alla precisione, richiedesse questo tipo di lavoro. Possiamo inoltre vedere e toccare con mano i cosiddetti caratteri mobili, che sono lettere in rilievo e al contrario. Sono molti e anche diversi i macchinari che abbiamo la possibilità di osservare e scoprire: una cassa tipografica simile a quella inventata da Gutenberg, una macchina piano-cilindrica che ricorda i treni a vapore. Vediamo anche la Linotype, donata da una tipografia di Ancona, che fu inventata nel 1881 e fu la prima macchina per la composizione tipografica automatica, consentendo di aumentare molto la produttività.opera Dante Cattura la nostra attenzione, dentro ad una teca di vetro, vicino ad incunaboli e libri di pregio, una copia della Divina Commedia che fu stampata a Jesi coi caratteri mobili nel XV secolo; vi possiamo leggere alcun versi del XXXIII canto del Paradiso, l’ultimo della grande opera dantesca. La Divina Commedia fu stampata il 18 luglio del 1472 dal famoso tipografo Federico Conti e questo è ancora oggi motivo di orgoglio per la nostra città: quella jesina è, infatti, una delle primissime edizioni stampate in Italia; pare che sia stata preceduta solo da un’altra edizione stampata invece a Foligno nel mese di aprile dello stesso anno. Purtroppo delle sei copie della Commedia stampate all’epoca da Federico Conti nessuna oggi è conservata nella nostra città e dobbiamo perciò accontentarci di una foto e di una copia. Devo dire che in questo momento così particolare per la nostra storia, mentre è ancora in corso in tutto il mondo un’epidemia, ci fa un effetto ancor più particolare ricordare la storia del famoso tipografo Federico Conti. Pare, infatti, che lui, veronese, arrivò a Jesi proprio in un momento simile a quello che stiamo vivendo oggi: a seguito della grave diffusione di peste che intorno al 1470 provocò la morte di moltissime persone nella zona di Jesi, Federico Conti, come tante altre persone provenienti dal Nord, accolse l’invito dell’amministrazione locale che, con un bando, invitava i lombardi – così come venivano chiamati all’epoca i settentrionali – a ripopolare la zona di Jesi in cambio di tante agevolazioni, come una casa, un orto e l’esenzione della tasse. Il tipografo veronese deve aver visto questo invito come una buona opportunità per lui e per la sua famiglia: aveva ben sei figli da sfamare e nella sua terra c’erano già troppi tipografi. Nell’anno 1472 venne a Jesi portando con sé un testo manoscritto della grande opera di Dante Alighieri e, con esso, l’ambizione di stamparla. E, come la storia ci insegna, riuscì a realizzare il suo sogno, diventando il primo e più famoso tipografo di Jesi. Il nostro viaggio nella storia della tipografia – jesina e non solo – termina con la visita all’archivio in cui il pupazzettosono conservati manifesti della città di Jesi del XX secolo e i numeri di un simpatico periodico, “Il pupazzetto”. La rivista, un quindicinale di stampo satirico, fu pubblicata tra il 1916 e il 1947 da Duilio Diotallevi, titolare della tipografia che qui, nel palazzo storico di via Valle, aveva sede. “Il pupazzetto”, come possiamo facilmente evincere osservando alcuni numeri esposti, era ricco di caricature e macchiette e rivela anche alcune importanti amicizie di Diotallevi con uomini di cultura del tempo. Anche in questo caso, noto lo stupore e la curiosità delle mie bimbe, che si fermano ad osservare una vignetta in cui è rappresentato Martin Calandra, il poeta che ci ha donato tra le più belle poesie in dialetto jesino. La nostra visita finisce e portiamo via con noi non solo alcune conoscenze in più ma anche lo stupore e l’entusiasmo delle nostre bimbe e la voglia di programmare al più presto la visita ad un altro museo, magari, ancora una volta, jesino.

Prof.ssa Laura Marotti

 

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GOURMET all’ITALIANA

Viaggio tra le specialità gastronomiche delle regioni italiane

itaBuongiorno lettori, oggi intraprenderemo un vero e proprio viaggio fra le prelibatezze della cucina italiana, iniziamo!

VALLE D’AOSTA: qui è d’uso preparare la POLENTA CONCIA, cioè un semplicissimo piatto di polenta con della fontina (formaggio tipico valdostano) perfetto per riscaldarsi nelle fredde giornate alpine.

PIEMONTE: in questa regione si consuma la BAGNA CAUDA, un condimento a base di aglio, olio e acciughe che serve ad accompagnare verdure cotte e crude (cardi, cipolle, patate, peperoni…). È un piatto tipico del periodo della vendemmia.

LOMBARDIA: famoso   il RISOTTO ALLA MILANESE, un piatto di riso dal caratteristico colore dorato dato dallo zafferano. È un piatto antico, sembra infatti che risalga  al medioevo.       risotto                                         

TRENTINO ALTO ADIGE: qui i CANEDERLI son un vero e proprio tesoro! Si tratta di palline fatte di pane impastato con speck, formaggio, latte ed erba cipollina. Si possono consumare sia asciutti che in brodo.

FRIULI VENEZIA GIULIA: il FRICO è una specie di frittata a base di formaggio, patate e burro. Era il piatto tipico di boscaioli e contadini, che lo portavano con sé quando andavano a lavorare. Semplice ed energetico!

VENETO: RISI E BISI, una ricetta a metà fra un risotto e una minestra. Gli ingredienti principali? Come dice il nome stesso, “Risi”, cioè riso, e “Bisi”, cioè piselli.

LIGURIA: TROFIE CON PESTO ALLA GENOVESE. Si tratta di un primo piatto a base di trofie, una pasta tipica ligure, condita con un pesto realizzato con basilico, pinoli, olio, aglio, pecorino e parmigiano rigorosamente pestati a mortaio.

EMILIA ROMAGNA: chi non conosce i TORTELLINI? Un piatto a base di pasta ripiena con prosciutto, carne, parmigiano, mortadella, perfetti con il brodo, ma anche con un buon ragù. Perchè questa forma? La leggenda racconta che una donna entrò in una locanda e il proprietario fu talmente colpito dalla bellezza del suo ombelico che decise di tirare la pasta dandole quel formato particolare.

TOSCANA: questa regione, tra le altre cose, è famosa per il CACIUCCO. Si tratta di una zuppa di pesce misto per la quale si devono utilizzare ben 13 varietà di pesce. E’il piatto tipico di Livorno e il suo nome deriva dalla parola turca kuciuk che significa piccolo, minuto.

UMBRIA: la TORTA AL TESTO. E’una sorta di focaccia dalla forma rotonda, che viene cotta su un TESTO di ghisa e poi farcita con erbe e salsiccia, prosciutto e formaggio, rucola e stracchino o in qualsiasi altro modo si voglia.

pasta fornoMARCHE: eccoci a casa con i VINCISGRASSI o VINCESGRASSI. Come tutti sappiamo, sono un primo piatto realizzato stendendo in una teglia sfoglie di pasta, bollita asciugata e tagliata, mettendo poi, fra uno strato e l’altro, ragù e besciamella.

LAZIO: questo territorio è famoso per la CARBONARA, un piatto di pasta con un condimento a base di uova, guanciale, pecorino e pepe. DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI! Niente panna, cipolla o aglio!!!

ABRUZZO: gli ARROSTICINI sono spiedini di carne ovina che si abbinano benissimo ai vini rossi dal sapore intenso prodotti in queste terre.

MOLISE: COMPOSTA ALLA MOLISANA, un piatto fresco, colorato ed estivo! Si tratta di un’insalata realizzata con peperoni, pomodori, cetrioli, capperi e uova sode…l’ideale in questi giorni di caldo estremo!

CAMPANIA: chi di noi non ha mai assaggiato i Babà? Dolcetti da forno a pasta lievitata bagnati con del RUM e poi decorati con cioccolato, panna, frutta… che acquolina!

                                                                                                                 baba

PUGLIA: che buone le ORECCHIETTE CON CIME DI RAPA, un primo piatto di pasta condito con cime di rapa sbollentate e soffritte in padella con olio d’oliva e qualche acciuga.

BASILICATA: LAGANE E CECI. Le lagane sono un tipo di pasta fresca simile alle tagliatelle, ma molto più larghe, circa 2 o 3 cm. Unite a ceci e alla passata di pomodoro sono perfette per una fredda serata invernale.

CALABRIA: i FILEI ALLA ‘NDUJIA sono un primo piatto i cui ingredienti sono costituiti da uno speciale tipo di pasta, i filei, e dalla ndujia, un salame piccante spalmabile. È una pietanza dal sapore molto deciso.

SICILIA: gli ARANCINI o ARANCINE (dipende dalla forma), sono delle palle o coni di riso impanato e fritto, ripieni di ragù piselli e caciocavallo oppure da prosciutto cotto e mozzarella…una vera e propria  squisitezza!

SARDEGNA: di questa regione ricordiamo la FREGOLA, una pasta di semola, che si può trovare in varie dimensioni dai 2 ai 6 millimetri. Può essere condita con frutti di mare, pomodoro e verdure, ma è anche servita in brodo.

Il nostro viaggio finisce qui, ma questa è solo una minima parte dei piatti tradizionali che offre il nostro paese! Spero di avervi incuriosito e di aver stuzzicato il vostro appetito!!! Fatemi sapere nei commenti quale piatto vi è piaciuto di più.

ILARIA B.ita2

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La FRUTTA Estiva!

 

FRUTTASulla tavola delle famiglie italiane si trova sempre un bel cesto di frutta!!

Oggi parliamo della frutta estiva!!

I FRUTTI TIPICI

I frutti tipici italiani sono: albicocca, anguria, pesca, melone, susina, fichi, lamponi, mirtilli, ciliegie, fragole e nespole.

Sono davvero tanti!!! Ma quali sono i più buoni secondo gli Italiani?

Innanzitutto c’è da dire che in Italia, nei mesi estivi, la frutta è l’alimento più consumato, in quanto è ricco di Sali minerali acqua e zuccheri. Inoltre è fonte di energia con poche calorie. Facendo alcune ricerche ho trovato un classifica dei frutti estivi più mangiati nella nostra penisola!!!!

n. 10

Nespole

n. 9

Mirtilli

n. 8

Lamponi

n. 7

Fichi

n. 6

Susine

n. 5

Albicocche

n. 4

Ciliegie

n. 3

Melone

n. 2

Pesche

Ed al primo posto si trova…ANGURIA

ANGURIA

Il frutto più mangiato dagli Italiani è proprio l’anguria grazie all’energia, alla freschezza e anche perché è molto dissetante!!!

ALTRE CURIOSITÀ

Tutta la frutta è ricca di vitamine che è molto importante assumere perché, soprattutto in estate, se ne perdono tantissime per colpa del caldo. Oltre alle vitamine la frutta contiene molta acqua e in estate è facile, con il caldo, disidratarsi. (In media una persona dovrebbe assumere 2/3 litri di acqua giornalieri)

-La frutta oltre ad essere consumata dopo un pasto importante (colazione, pranzo e cena) può essere usata anche per fare degli spuntini durante la giornata o prima di uno sport.

-La frutta è molto importante per il nostro corpo ma, come per tutti gli alimenti, non bisogna mai esagerare.

ATTENZIONE A SCEGLIERE LA FRUTTA GIUSTA!!!

In questi ultimi anni nei supermercati possiamo trovare (anche d’estate) frutta invernale!!

Un frutto a cui non facciamo mai caso è la mela…MELA tutti in casa avranno una mela. Questo alimento si può trovare in due diverse stagioni: estate e autunno. Forse vi chiederete :”E quindi?” Bisogna stare molto attenti alle varietà del frutto. Per esempio: se prendiamo, in estate, la varietà autunnale, dobbiamo sapere che dentro quella mela ci saranno antibiotici e non sarà fresca come una vera MELA DI STAGIONE!!

Io ho finito, vi ringrazio per l’attenzione e alla prossima !!!

Filippo

 

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DIMMI CHE MASCHERINA INDOSSI E TI DIRO’ CHI SEI

Cari lettori,

Il Covid-19 ci ha lasciato in eredità l’obbligo di indossare le mascherine, dispositivi di protezione individuale, che servono a tutelare la nostra salute e quella degli altri.

Visto che siamo costretti ad indossare questo fastidioso aggeggio… chi ha detto che dobbiamo portare le mascherine di carta tristi e tutte uguali? Lasciamoci ispirare dalle nostre tradizioni, dalla moda, dalla fantasia…  Proviamo ad analizzare insieme chi si nasconde dietro i vari tipi di mascherine.

Mascherina chirurgica

mascherina classicaSe indossi la mascherina chirurgica, sei un tipo molto semplice, pratico e disinteressato alla moda. Attenzione però a non trascurare il devastante effetto sull’ambiente che già stanno avendo le mascherine usa e getta.

 

Mascherina con soggetti a cartone animato

Se indossi questa mascherina potresti essere un “eterno Peter Pan”, ancora immerso nel mondo dei bambini o semplicemente vuoi coltivare il fanciullo che è in te.

Mascherine con soggetti artistici

La tua mascherina raffigura la Gioconda? Il Bacio di Klimt? I Girasoli di Van Gogh?  Attenzione a chi ti sta difronte, tanta bellezza potrebbe confondere!

Mascherine con stampe di animalimascherina animali

Se nella tua mascherina è rappresentato un animale, vuol dire che sei un vero amante della fauna, pronto a difendere qualsiasi forma vivente.

mascherina vintageMascherine vintage

Nella tua mascherina ci sono disegni vintage? Beh, sei un amante del passato e ti piacerebbe tornare indietro nel tempo.

Mascherine con soggetti musicali

Soggetti musicali nella tua mascherina? Allora qui stiamo parlando di un musicista, oppure semplicemente di una persona che ama moltissimo la musica…

Mascherine animalier

Se indossi una mascherina con fantasie animalier, sei una persona con un tocco di classe e allo stesso tempo di originalità, ma non esagerare…mascherina animalier

Mascherine potteriane

mascherina harry potterSento puzza di magia… ah no!  Qualcuno sta indossando una mascherina con fantasia potteriana! Che dire, una cosa è certa: sei un super fan di Harry Potter e cerchi di avere qualsiasi cosa abbia a che fare con lui.

Mascherine per pigri

Non hai voglia di abbassare la mascherina per sbloccare il telefono con il riconoscimento facciale? Disponibile per te la mascherina personalizzabile con l’immagine del tuo viso.

Mascherine trasparenti

Se indossi questa fantastica mascherina ideata per far leggere il labiale ai non udenti, sei altruista, generoso e con uno sguardo attenti agli altri.mascherine trasparenti

E voi lettori, che mascherina indossate? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti.

Sara D.

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ESTATE POST-COVID

 

estate 2020

Ciao a tutti,

volete sapere come si divertono i ragazzi in questo periodo post-coronavirus?

 

Al primo posto il più gettonato è il mare seguito dalle attività sportive: calcetto, pallacanestro, beach volley. Non mancano poi le passeggiate in bicicletta in città, in montagna, al mare. Frequentate sono anche le piscine, i parchi avventura, i locali.

La novità di questo anno è il drive-in cioè il cinema all’aperto che permette di guardare un film a debita distanza.

drive in 2

L’unica differenza, rispetto agli anni scorsi, sono le regole da rispettare: stare a distanza di 1m, indossare la mascherina se ciò non è possibile, evitare gli assembramenti. Molti ragazzi purtroppo da quello che ho visto dimenticano di rispettare queste regole, ad esempio la mascherina scesa al collo o gli abbracci, perché pensano che il virus sia passato. MAGARI! Purtroppo è solo un’ illusione.

Diego B.

 

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La TOP 5 delle SPIAGGE più SICURE e BELLE d’ITALIA

Bentrovati lettori,                                                                                                                                1 Oggi con questo articolo, vi descriverò le 5 spiagge più belle d’Italia, ma visto il particolare periodo, anche la loro organizzazione post-virus. Iniziamo la top 5 con:

                                                                                                                                                                  PUNTA PROSCIUTTO in Puglia: Punta Prosciutto è una delle spiagge più selvagge del

Punta Prosciutto

Punta Prosciutto

Salento, è famosa per le dune di sabbia e conosciuta anche con il nome di Mare caraibico della Puglia. Con il virus, l’area della spiaggia è spesso vigilata e gli ombrelloni vengono distanziati in base alla larghezza dell’arenile. Nelle spiagge libere, la gestione è lasciata al singolo Comune. All’interno dei traghetti utilizzati per le escursioni sono stati installati dei divisori per consentire il distanziamento dei passeggeri.

SANTA TERESA DI GALLURAin Sardegna: Santa Teresa di Gallura è una delle più incantevoli spiagge della Sardegna, con sabbia bianca e acqua di colore turchese. Questo luogo è particolarmente controllato, specialmente dalle ore 8 alle 18 e al suo interno è obbligatorio rispettare le norme come: mantenere la distanza di un metro e indossare le mascherine laddove mantenere la distanza è impossibile. Lo spazio assegnato a ciascun ombrellone equivale a 12m quadrati, mentre per asciugamani o lettini esso equivale a 2 m quadrati. Bar e locali sulla spiaggia, inoltre, sono chiusi.

Marina di Camerota

Marina di Camerota

MARINA DI CAMEROTA in Campania: Marina di Camerota è una delle località campane più amate. Ha sabbia chiara e soffice. Le norme di sicurezza qui si sono rafforzate. La spiaggia, infatti è spesso sorvegliata, non solo sulla terra, ma anche via mare. Ai turisti, inoltre, viene frequentemente misurata la febbre, con strumenti adeguati. La necessaria prenotazione, viene fatta online, con app specifiche. I lettini sono  igienizzati e distanziati, come gli ombrelloni, che tra un palo e un altro distano    3,2 m.

SPIAGGIA DI CAMINIA in Calabria: è caratterizzata da scogliere che offrono bellezze

Caminia

Caminia

inattese, come grotte sacre e nascoste in un mare cristallino. Anche qui è obbligatorio prenotare e l’accesso è impedito a coloro i quali è rilevata una temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi. Il distanziamento tra gli ombrelloni è assicurato: ognuno di essi può contare su 10 m quadrati di area.

Capri

Capri

CAPRI in Campania: chiudiamo in bellezza, con Capri, la cui fascia costiera è caratterizzata da piccole spiagge ricoperte per lo più da ciottoli. L’acqua cristallina è sempre molto pulita. Sull’isola hanno adottato lo Skiply, una app utilizzata per prenotare il lido preferito e richiedere cibo e bevande senza causare assembramenti.

Cari lettori, queste 5 spiagge, ora, oltre ad essere tra le più belle, saranno anche tra le più protette, del nostro paese!

Ilaria F.                                                                                                                                                                                    

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La nuova REDAZIONE, in SAL 8

redazione nuova 2Ciao a tutti vecchi e nuovi bloggers!

Come tutti ben sappiamo, purtroppo quest’anno scolastico non è andato alla grande…

Noi siamo Lorenzo, Alessandro e Diego della redazione Blog 2020.

Quest’anno noi ragazzi di seconda siamo stati scelti per partecipare alla redazione Blog che solitamente coinvolge solo gli alunni di terza.

EVVIVA!

Siamo stati contentissimi di questa occasione perché ci darà la possibilità di esprimere le nostre idee ed opinioni attraverso la scrittura.

Il Blog per noi è importante…speriamo lo sia anche per voi, cari lettori.

 Ora vi presentiamo i nostri compagni di viaggio: la REDAZIONE IN SAL 8!

 Diego Amato, Diego Benedetti, Ilaria Bocchini, Irene Degli Esposti, Sara Dimouni, Ilaria Fioretti, Sarah Lawani, Aurora Magnarini, Alessandro Mancini, Gabriele Massacci, Viola Palanca, Julia Pellonara, Lorenzo Portaro, Filippo Stefanini.

redazione nuova 1

L’appuntamento è alla prossima uscita, il BLOG rimarrà attivo per tutta l’estate, continuate a seguirci!

 

 

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QUANTO mi MANCHI SCUOLA!

Un calligramma per esprimere la nostalgia della scuola.

Quanto mi manchi, scuola!

Ad un giorno dalla chiusura ufficiale dell’anno scolastico pubblichiamo un altro articolo sulle emozioni e sui sentimenti che gli alunni hanno provato in questi ultimi mesi di “scuola a distanza”. La parola agli alunni della II B.

La scuola è chiusa da molte settimane e la nostalgia si fa sentire perché la didattica a distanza – si sa – non è e non potrà mai essere come quella in presenza, che è fatta di relazioni, di contatti veri e non virtuali. Molte volte, in questi mesi, durante le lezioni on line, gli alunni hanno espresso, anche attraverso i loro testi scritti, la grande nostalgia che provano per tutto ciò che rappresenta per loro la scuola, dai compagni ai professori, dalle attività più divertenti e leggere fino a quelle più strutturate ed impegnative. Ho voluto chiedere agli alunni della II B di realizzare un lavoro forse non proprio semplice ma che avrebbe di certo dato loro la possibilità di esprimere i sentimenti attraverso la creatività.

caHo proposto alla classe un’attività sul calligramma, un componimento particolare perché non è solo da leggere o da ascoltare ma anche da guardare in quanto si tratta di una poesia che forma un disegno. Le parole del testo poetico sono disposte in modo da dare forma ad un’immagine che richiami il contenuto del componimento o che si colleghi, per qualche ragione, ad esso. Dopo aver visto alcuni famosi calligrammi, fra cui quelli di Guillaume Apollinaire e di Pablo Neruda, ho chiesto agli alunni di mettersi in gioco e provare loro stessi a produrre un calligramma.

Il tema assegnato è questo: i sentimenti suscitati dalla chiusura della scuola. Ho dato agli alunni delle domande-guida che li avrebbero aiutati a fare delle riflessioni e ad interrogarsi. Eccone, qui di seguito, alcune: Quali sentimenti provi pensando alla scuola, che è chiusa da molte settimane? Cosa ti manca di più? E ancora: chi ti manca di più? Ti fa soffrire questa lontananza forzata dalle mura scolastiche?

Il lavoro che ho richiesto di fare agli alunni andava diviso in più fasi: le riflessioni e la scrittura di getto dei sentimenti, la stesura vera e propria di un testo poetico, la scelta di un’immagine rappresentativa ed infine la fase grafica, composta da due momenti, quello della realizzazione del disegno e quello della disposizione delle parole in immagine. Il risultato dei loro lavori? Ne pubblichiamo alcuni e vi lasciamo giudicare!

Prof.ssa Laura Marotti

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La NOSTRA radio WEB

 Quello di martedì 3 marzo 2020 fu un pomeriggio particolare per i ragazzi dell’I.C. “Federico II” impegnati nella costruzione dell’hub scolastico, nell’ambito del progetto “Intrecci educativi”: senza saperlo, fu per tutti l’ultimo contatto “visivo” in quel luogo, perché da quel giorno in avanti l’attività scolastica in presenza si sarebbe chiusa e nessuno sarebbe più tornato in aula. L’emergenza sanitaria bloccò sul più bello il progetto che stava ormai volgendo al termine. Ancora qualche giorno e l’hub sarebbe stato pronto per l’inaugurazione e, da lì in avanti, pronto ad ospitare la sua attività principale per cui fu pensato: le trasmissioni in diretta della radio web dell’Istituto. Su quello spazio è stata pertanto messa una parentesi, che ci auguriamo fortemente possa essere chiusa quanto prima, nel momento in cui potremo finalmente restituire alla scuola e alla comunità tutta un luogo di socialità, di aggregazione e di vivace interscambio culturale.

La storia dell’hub del “Federico II” nasce da un progetto particolare. L’Istituto è ubicato in piazzale S. Savino, crocevia del quartiere multietnico S. Giuseppe. La stanza adibita a hub è niente meno che quella degli ex bagni della scuola dell’infanzia adiacente. In questo spazio, originariamente l’esatto contrario di un “luogo pubblico”, la mente fervida e l’abilità creativa di Andrea Accoroni (la cui definizione di “maestro d’opera” suona alquanto riduttiva) hanno consentito di operare il suggestivo processo di metamorfosi. Potremmo anche parlare di “afflato trasformativo”, in grado di mutare il classico “non luogo” in polo aggregativo. La caparbietà dei ragazzi che hanno partecipato al progetto (i quali, beninteso, hanno ascoltato attentamente l’illustrazione dei vari step, avanzando idee e suggerimenti interessanti in merito alla destinazione e alle stesse modalità di lavorazione), unita alla loro vivacità espressiva e al classico… olio di gomito, ha fatto il resto. Così, lavorando con materiale di riciclo, lo spazio si è arricchito gradualmente di tendine realizzate utilizzando bottiglie di plastica multicolori, di un divano in legno, di un tavolo di trasmissione formato da pneumatici in disuso, opportunamente dipinti, di materiali in plastica per l‘insonorizzazione. Intendiamo proporre ancora il tema del riciclo, finalizzato stavolta alla costruzione di particolari strumenti musicali, in un breve ciclo di incontri on line, dal titolo “Io resto hub a casa”, in fase di preparazione, a beneficio di quei ragazzi che vorranno continuare l’esperienza, dopo l’interruzione dovuta al Covid-19.

Alcuni dei partecipanti, che sono stati in numero totale di 25, 13 della classe III (il gruppo parimenti impegnato nella realizzazione del blog dell’Istituto) e 12 della classe II, hanno rilasciato una testimonianza di quest’esperienza, che riportiamo in calce.

12 ANNI, MASCHIO, CLASSE SECONDA

L’esperienza è molto bella perché posso fare amicizia con qualche ragazzo che prima non avevo mai incontrato. Mi trovo molto bene, anche se a volte non riesco a “creare l’atmosfera” perché non tutti i presenti sono attenti. Le attività che svolgo consistono nello stirare le bottiglie, costruire un divano, coprire le pareti con gli isolanti del suono. Avevo già fatto esperienza di attività extrascolastiche. Lo spazio, una volta che sarà finito, me lo immagino bellissimo. Parteciperò sicuramente all’attività della radio, sarò parte attiva.

12 ANNI, FEMMINA, CLASSE SECONDA

Mi sto divertendo perché è l’unica attività che faccio al di fuori dell’orario scolastico. Non faccio sport. Quest’esperienza è un’occasione per fare amicizia, è un passatempo che non è inutile. Trasformare la stanza è un’idea carina, all’inizio pensavo che sarebbe stata occupata solo dai ragazzi della radio, invece questa fase preparatoria, che mi ha visto coinvolta, mi è piaciuta ancor di più. Farò sicuramente parte del progetto radio, anche se non so cosa farò di preciso.

12 ANNI, FEMMINA, CLASSE SECONDA

Ho saputo del progetto perché me ne ha parlato la prof. di Italiano, o meglio ne ha parlato in classe. Già all’inizio ero molto curiosa e ho deciso di partecipare, anche perché avevo molto tempo libero e non volevo sprecarlo dietro al telefonino. Mi ha colpito di più il fatto della radio e di scrivere qualcosa, vorrei scrivere testi da leggere, magari sull’esperienza che abbiamo creato. Abbiamo creato un gruppo molto unito, ho trovato molti amici, se c’è bisogno di una mano c’è un altro che ti aiuta e nessuno è mai solo. Nel gruppo, oltre me, ci sono altri due compagni di classe. Gli altri ragazzi non li conoscevo, oppure li conoscevo solo superficialmente, non essendo nella mia classe. Farò sicuramente parte della radio, quando sarà finita questa fase preparatoria e inizieranno le trasmissioni. Ci stiamo impegnando molto per rendere la stanza di registrazione adeguata, sarà un bellissimo progetto.

12 ANNI, FEMMINA, CLASSE SECONDA

Ho saputo del progetto perché una professoressa ne parlato separatamente con alcuni di noi. Mi ha detto che si sarebbe creato uno spazio in cui si doveva parlare e “giocare” molto con l’elettronica. A me piace molto lavorare con le mani. È stata una valida occasione anche per fare amicizia con certe persone.

12 ANNI, MASCHIO, CLASSE SECONDA

Io faccio altre esperienze extrascolastiche. Faccio motocross da quando ero piccolo, faccio anche nuoto, mi piace il mare. L’idea di questo progetto mi ha entusiasmato: ho la passione dei motori, che mi ha trasmesso mio padre, e mi piace molto costruire. A casa ho fatto l’albero motore a un vecchio “Bravo” e ho montato la marmitta. Mi immagino un futuro nel campo della meccanica. Mi piace tutto di quest’attività che facciamo nell’«hub», soprattutto l’dea di costruire cose con materiale riciclato (le tendine) e la costruzione del telaio del divano mi sta entusiasmando. Certo che vorrei partecipare anche alla fase successiva del progetto, quella della realizzazione della radio vera e propria. Altrimenti che faccio, lascio tutto dopo avere costruito tutto lo spazio? I compagni li conoscevo tutti già da prima, però qui ho avuto modo di approfondire l’amicizia e di conoscerli un po’ meglio. Con loro va tutto bene, non ci sono screzi, semmai qualche scherzo…

11 ANNI, MASCHIO, CLASSE SECONDA

Come idea questa dell’«hub» è una bella idea, è un momento interculturale, si è creata una classe “aperta” in cui partecipano ragazzi diversi. È un modo per conoscere altre persone. Magari si potrebbe fare anche di più in alcuni momenti, anziché fare “cavolate” (anche se un po’ le faccio anch’io). Penso che parteciperò all’attività della radio, anche se non so cosa trasmetteremo, non immagino niente di particolare. Non sono impegnato in tante altre attività pomeridiane, vado a nuoto una sola volta la settimana, poi manco da un po’ perché sono stato male. Prima di ora lavori manuali non li avevo mai fatti, è stata un’esperienza nuova e piacevole.

13 ANNI, MASCHIO, CLASSE TERZA

L’attività “hub” è interessante, la frequento parallelamente a quella del blog. Altri due pomeriggi sono impegnato con l’attività di musica, suono la chitarra. Il blog è “tipo un giornalino”, lo scriviamo on line nel sito della scuola. Si pubblicano tutti gli articoli, che scriviamo e poi facciamo vedere ai professori, oppure giochi o attività fatte in classe che possono interessare, o anche cose successe fuori dalla scuola che hanno suscitato un certo interesse, così come altri eventi, tipo la battaglia a difesa dell’ambiente portata avanti da Greta Thunberg, oppure la giornata della pace. Penso che parteciperò successivamente all’attività della radio.

13 ANNI, FEMMINA, CLASSE TERZA

Io sono una persona molto creativa, mi piace fare le cose a mano e arredare. Poi credo che sia importante riciclare, quindi l’idea che sta alla base di questo “hub” è carina, anche perché a scuola non si arreda sempre e non si ricicla sempre. Dà un’idea di cosa si potrebbe fare anche a casa, riciclando e non buttando via sempre tutto. Tutto è finalizzato alla successiva attività della radio. In essa mi immagino noi che parliamo, registriamo, cerchiamo di trattare argomenti su cui poi possono partecipare tutti. Oltre a quest’attività, sono impegnata con la musica (suono il violino). Ho partecipato anche alla banca del Tempo.

Il Team del progetto “Intrecci Educativi”

 

 

 

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