LI ABBIAMO PROVATI PER VOI!

 

BANCO

La Redazione BLOG in SAL 8 è lieta di annunciare che sono arrivati a scuola i nuovi banchi a rotelle……e noi li abbiamo collaudati per VOI!

STUDIO

Il piano di lavoro non è grandissimo, lo dobbiamo ammettere, ma un libro ci sta e gli oggetti che non ci servono li possiamo appoggiare nello scomparto sotto la seduta.

 

LAVORI DI GRUPPO

Pur mantenendo le distanze di sicurezza i banchi sono utili per lavorare in piccoli gruppi

 

Durante la ricreazione e i momenti di pausa consentono di girarsi per fare conversazione oppure … di rilassarsi in santa pace.

THE E PASTICCINI

Noi della Redazione finito il “duro” lavoro ci siamo rilassati con del tè, biscotti e caramelle.

 

Come tutte le cose nuove dobbiamo imparare ad usarle correttamente e con cura. Quindi facciamo in modo che restino puliti e belli come li abbiamo trovati.

SONO POSTAZIONI DI LAVORO, NON AUTOSCONTRI!

La Redazione in SAL 8

 

 

 

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UN NUOVO INIZIO

Lo scorso 31 agosto ricorreva il 150° anniversario della nascita di Maria Montessori, donna unica ed eccezionale.mary
Marchigiana di nascita (Chiaravalle 1870), Maria conobbe il mondo per esperienza diretta nei suoi innumerevoli viaggi durante i quali teneva conferenze, partecipava a convegni, incontrava personalità eminenti della politica, dell’arte, della cultura, visitava le sue scuole ed incontrava docenti e bambini.
Ma prima di tutto e sopra a tutto Maria Montessori era un’insegnante.
Prima di essere l’unica studentessa di Medicina del suo corso, prima di essere esponente di punta del movimento femminista internazionale del suo tempo, prima di essere candidata per ben tre volte al premio Nobel per la Pace, Maria Montessori era un’insegnante.

CDB3Tutti la ricorderanno per la creazione di scuole per l’infanzia chiamate Case dei Bambini e per la stesura di un metodo pedagogico (che porta il suo nome) secondo il quale i bambini devono essere lasciati liberi di muoversi nell’ambiente scolastico per loro strutturato e lavorare  e manipolare i materiali messi a disposizione, piccoli esploratori della realtà.
Lasciò l’Italia durante la dittatura fascista, lei donna di pace che odiava la guerra, visse a lungo in India e fu attratta dalla spiritualità pervasiva del paese, incontrò Nehru e Gandhi, per i suoi meriti, ricevette la Legion d’ Onore, la massima onorificenza francese.

Nel settembre in cui la scuola italiana è sotto i riflettori e, anzitempo sotto esame, parlare di Maria Montessori e leggere la sua biografia ci ha fatto un gran bene.

Ci ha ricordato che, senza retorica, il lavoro può anche essere una passione e che nel contatto quotidiano con bambini e ragazzi noi insegnanti abbiamo il privilegio di guardare il futuro negli occhi. Dopo i mesi trascorsi di fronte ad uno schermo a sbirciare rettangoli di visi, il solo tornare in aula dà coraggio a tutti noi infondendo buona energia.
Nessuno degli attori della scuola ne ignora i problemi e le difficoltà, soprattutto in questi giorni, l’invito per tutti è però quello di sostenerla, di crederci, di darle una possibilità.

Banchi singoli, a rotelle, mascherine, gel, metri uno-no meglio due, fanno già parte del nostro tempo e del nostro orizzonte quotidiano, ma come diceva Maria Montessori «Possiamo migliorare l’umanità aiutando il bambino a costruire il proprio carattere e ad acquisire la sua libertà morale. Uno dei mezzi per riuscirci è un’educazione cosmica, capace di offrire al bambino un orientamento nella vita».

Ai ragazzi innanzitutto, alle famiglie, ai colleghi, al Dirigente Scolastico, a tutti i lavoratori della nostra scuola BUON INIZIO, e che sia per tutti un’ottima annata. Nonostante tutto.bts2

Prof. M.Alessandra Bini e Greta Scorcelletti

 

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CLASSIFICA DEI CIBI PIU’ STRANI

Cari lettori prima di tornare sui banchi di scuola vi invito a fare un viaggio con me attraverso i piatti più particolari che caratterizzano la nostra cucina. Andremo alla ricerca di sapori perduti e per noi ragazzi sicuramente sconosciuti.

Siete pronti? Partiamo!

LA CORATELLA  (Umbria)     

La coratella è un piatto molto conosciuto in Umbria ma particolare, è una sorta di spezzatino a base di polmoni, cuore, budella, fegato e milza di agnello.

LA TESTA DI AGNELLO  (Sicilia)

Questo piatto è originario di Palermo, la parte che si mangia è il cervello che viene speziato e essiccato, infine servito all’interno della testa.

TORTA AL SANGUE DI MAIALE  (Toscana)

Si tratta di una specialità della Toscana preparata con il sangue di suino, latte, parmigiano, pangrattato, burro, uova e pancetta a cubetti.

O PERE E O MUSSO  (Campania)

Infatti altro non è che il piede, le orecchie e il muso del maiale o del vitello.

CASU FRAZIGU (Sardegna)

Ossia il formaggio con i vermi. Si tratta di un pecorino o caprino colonizzato dalle larve della mosca casearia, gli esperti giurano che gli conferisca un sapore unico.

Secondo me il cibo più disgustoso è il Casu frazigu, ma sono curioso di sapere voi cosa ne

pensate? Li avete mai assaggiati? Ad alcuni di voi sembreranno piatti curiosi, per altri

disgustosi e troppo particolari. Fatemi sapere nei commenti le vostre impressioni.

Gabriele Massacci 3A

 

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LUOGHI STRANI D’ITALIA

Bentrovati cari lettori!

Se siete avventurieri a caccia di nuovi posti da visitare, allora non potete fare a meno di leggere questo articolo!

Compiremo un vero e proprio viaggio nel mistero, un percorso da Nord a Sud nel nostro Paese alla ricerca dei luoghi più curiosi, quelli che non vi aspettereste di trovare!

Siete pronti? Il viaggio inizia!!!!

1. IL SACRO BOSCO DI BOMARZO

bomarzoUn luogo senza dubbio magico è il Sacro Bosco di Bomarzo, che si trova in provincia di Viterbo. Questo luogo si caratterizza per il fatto di essere un parco dove sono sparse sculture davvero originali. Basti pensare che vi si possono trovare mostri, giganti, elefanti, case dalle forme assai strane, draghi, solo per fare qualche esempio. Tutto questo è opera di un architetto vissuto nel XVI secolo, che concretizzò il progetto di un parco naturale così originale su incarico dell’allora principe di questa piccola città.

 

VIGA2.VIGANELLA, IL PAESE SENZA SOLE

 Si può trovare un luogo in Italia dove il sole è artificiale? Sembra incredibile, ma esiste e si chiama Viganella, un piccolo centro del Piemonte.  Questo paese ha un serio problema: per una gran parte dell’anno, a causa delle montagne che lo sovrastano, manca la luce solare. Il problema però  è stato risolto circa una decina di anni fa grazie all’idea di  creare un grande “specchio” d’acqua su un lato della montagna. Geniale no!

 3. ABBAZIA DI SAN GALGANO A SIENA

san galganoQuesta abbazia si trova in un piccolo comune in provincia di Siena e al suo esterno si trova una spada incastrata in una roccia. La storia di questa spada è interessante, si racconta infatti che  sia appartenuta ad un giovane del secolo XII che decise di conficcarla nella roccia come segno della sua conversione al cristianesimo e di abbandono della vita dissoluta. Secondo alcuni questa storia è quella che ha dato vita al mito di Re Artù, ma in realtà non vi sono prove certe.

 4. CURON VENOSTA, IL CAMPANILE CHE EMERGE DALL’ACQUA

curonStoria altrettanto incantevole, ma triste, è quella di Curon Venosta, piccolo centro che si trova in Alto Adige. Questo paesino è stato distrutto a causa dell’opera dell’uomo, che per costruire una diga lo ha fatto sommergere dalle acque del lago omonimo. Quel che resta oggi del villaggio è il campanile della vecchia chiesa, non completamente coperto dalle acque del lago.

 5. IL TEMPIO SOTTERRANEO DI VIDRACCO

vidraccoL’ultimo luogo da vedere si trova a Vidracco, poco lontano da Torino. Questo è un piccolissimo comune di soli 500 abitanti, ma può vantare qualcosa di unico al mondo, ovvero il tempio sotterraneo più grande a livello mondiale. La sua ampiezza è infatti pari a poco meno di 860 mila mq ed è un luogo mistico ed indimenticabile.

Il viaggio si conclude qui, spero che vi sia piaciuto. Avete mai visto uno di questi luoghi?

Conoscete altri luoghi fuori dal comune in Italia? Fatemi sapere qui sotto con un commento!

 Julia P.

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Le FANFICTION e WATTPAD

…tutto quello che c’è da sapere.

Le Fanfiction sono delle vere e proprie “perle” per chi ama leggere, scrivere o entrambi, come me. Io sono Sarah e vi porterò nel mondo delle Fanfiction. Queste sono delle storie inventate oppure che si basano su film o libri, scritte da persone comuni, di tutto il mondo, dai Fan, ecco perché si chiamano Fanfiction e si possono trovare in varie lingue e di vari generi.

WATTPADI siti, per leggerle, sono diversi, ne ho provati molti (EFP, Fanfic-italia, FanWorld, Accio Fanfiction-dedicato a Harry Potter- ecc. ecc.) ma possono confondere: essendo solo online, se non si salva la pagina in questione, si rischia di non ritrovare la storia che si stava leggendo. Ecco perché io, da circa un mese, uso un’ app: Wattpad. Durante la quarantena, l’ ho trovata per caso su Play Store. È stata una scoperta veramente fantastica; inoltre mi ha letteralmente salvata dalla noia del LockDawn.

Si possono sia scrivere che leggere storie (ormai ne ho lette a centinaia…). Queste possono essere dei veri libri digitali, con dei capitoli, una vera trama, o semplicemente dei One Shot cioè dei “libri” senza capitoli che vengono scritti tutti in una volta. Infine ci sono anche i Sequel che sono i continui di storie già scritte dai Fanscrittori (come li chiamo io).

L’ applicazione si può scaricare sul cellulare o su un tablet e si può anche cercare online su un PC. Per accedere bisogna semplicemente creare un profilo con l’e-mail o con il proprio numero di telefono. È molto semplice. Inoltre ci sono due versioni: quella gratuita e quella PRO a pagamento. Nella sezione “cerca”, indicata da una lente di ingrandimento, Wattpad ti da la possibilità di scegliere il genere: avventura, azione, fantasy, fantascienza, soprannaturale, horror, fanfiction, teenfiction e tanti altri…

Nella sezione “biblioteca”, indicata da tre linee, che dovrebbero raffigurare tre libri, sono contenute le fanfiction che una persona legge; per metterne una al suo interno bisogna, prima, si clicca sulla storia, poi, si aspetta perché automaticamente l’ app chiede se si vuole aggiungere il racconto alla propria libreria, infine, si possono votare e commentare le storie.

Principalmente leggo Fanfiction su Harry Potter (la mia più grande passione) e su The Twilight Saga. La mia Fanscrittrice preferita è @Greta_SweetLuna e il suo “libro” più famoso su Wattpad è -Eternity- che è il seguito di Brakingdown. È una delle mie Fanfiction preferite e su questa c’è anche un Sequel –Forever Dawn_ Cullen-Black–. Oltre a queste, sto leggendo la mia prima non Fanfiction cioè una storia che non ha a che fare con altri libri o film.

sirena

Le Fancfiction sono molte e i generi tanti… Quindi divertitevi a leggere e scrivere storie di ogni tipo.

www.wattpad.com

Melita Sarah Lawani Spaccia.

 

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Un SALUTO all’ESTATE

pn2Come salutare l’estate se non con un grandioso pic-nic? Inizio col darvi dei consigli pratici su come organizzarlo.

  1. Vestitevi comodi: scarpe da tennis, maglietta e pantaloni, molto semplice!
  2. Portate dei teli che saranno necessari in caso voleste stendervi.
  3. Vi servirà un cestino/zaino in cui trasportare il pranzo; vi consiglio una borsa-frigo cosi da mantenere al fresco tutti gli elementi.  Portatevi poi una tovaglia, dei tovaglioli (possibilmente riutilizzabili) piatti, posate e bicchieri (anche questi possibilmente in plastica dura così da non essere buttati).
  1. Vi saranno utili anche dei sacchetti per raccogliere gli scarti e tutto ciò che va buttato.

ATTENZIONE: niente va lasciato a terra!!!pn

  5. Come ultima cosa vi consiglio di portarvi dell’acqua anche se sapete che nel luogo del pic-nic c’è una fonte. Meglio essere previdenti.

Passiamo  ora al menù, ecco qualche semplice e pratica idea. Queste ricette possono essere preparate senza l’utilizzo dei fornelli a causa delle elevate temperature : )

INSALATA BICOLORE

 pn3ingredienti: 2 scatole di fagioli cannellini

4 filetti di pesce spada affumicato

Olio d’oliva

Sale e pepe

 Preparazione: sciacquate i fagioli e versateli in una ciotola, aggiungete poi olio, sale e pepe. Mescolate delicatamente. Prendete i filetti di pesce spada e adagiateli sopra ai fagioli!    YUMMY!!!!

SPIEDINI SFIZIOSI

ingredienti: Melonepn4

Pomodorini

Mozzarella

Mortadella a cubetti

 Preparazione: prendete il melone e tagliatelo a metà, pulitelo da semi e dalla buccia, quindi fatelo a cubetti. Prendete i pomodorini, lavateli e tagliateli. Infine prendete gli stecchini ed infilzate in sequenza un pezzetto di melone, la mozzarella, i pomodorini e la mortadella.

Sono ricette molto semplici, ma vi assicuro che sono deliziose. Mi raccomando consultate sempre il meteo e scegliete una giornata soleggiata!!!

Con questo è tutto e… BUON PIC-NIC!pn1

Irene D.E.

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SCUOLA a SORPRESA!

Come sarà la scuola quest’anno? So che ce lo stiamo chiedendo in molti così ho deciso di riportare alcune ipotesi su come faremo scuola l’anno 2020-2021

  1. Sveglia dormiglioni!      campanella

Come prima ipotesi per questo anno scolastico un’po’ diverso c’è l’ingresso già dalle 7 del mattino, questo per evitare che gli autobus e i pulmini siano sovraffollati. Mi dispiace per chi fa fatica a svegliarsi presto…

  2. Classi a metà, i prof. non ci sopportano più tutti insieme!

La seconda ipotesi prevede una “ripartenza a sistema misto”, metà alunni a scuola e metà in videolezione. Si chiamerà il “DIP e DAD”, ossia didattica in presenza e didattica a distanza. Questo sistema eviterebbe il sovraffollamento delle classi.

  banco 3. Arrivato il nuovo modello di banchi, “TIPO AUTOSCONTRO”!

La terza ipotesi consiste nel sostituire i banchi scolastici con banchi singoli a rotelle dotati di piano d’appoggio e di un cesto sotto la seduta per riporre gli oggetti di scuola. Servono per isolare meglio lo studente. Dalle foto non sembrano né comodi né pratici, mi sa che rimpiangeremo il vecchio banco di legno…

  4. Traslochiamo!

La quarta ipotesi ci farebbe spostare in spazi diversi dalla scuola, come cinema, teatri, palestre(ecc.), in modo da mantenere la distanza consigliata tra un alunno e l’altro. Dai, questa mi piace, magari durante gli intervalli ci vediamo un film!

Ecco alcune delle tante voci che abbiamo sentito… Secondo voi quale vincerà?

Grazie per la lettura.

Viola Palanca

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5 LUOGHI NASCOSTI DELLE MARCHE

Bentrovati a tutti i nostri lettori,

oggi con questo articolo vi farò scoprire cinque luoghi spettacolari della nostra regione, che forse qualcuno tra voi non ha ancora visitato. Partiamo alla scoperta…

came1. Le città sotterranee di Camerano e Osimo: tra le mete più nascoste delle Marche, sono costituite da complessi sistemi e labirinti di grotte di grande bellezza. All’interno ci sono cripte e alloggi di epoca paleocristiana, si pensa quindi che siano state concepite per scopi religiosi e/o abitativi. In totale sono state rinvenute 88 grotte che formano una città di passaggi segreti collegati tra loro tramite percorsi che si possono tranquillamente esplorare con una guida turistica.

 2. Gola del Furlo: questa riserva naturale si trova vicino ad Acqualagna ed è costituita da una spettacolare valle profonda, potremmo dire un vertiginoso Canyon! La Gola del Furlo fu attraversata per la prima volta dagli Etruschi, anche se furono i Romani a lasciare un segno profondo costruendo una galleria, un tunnel lungo 40 metri scavato nella roccia. In questa vallata naturale, le enormi pareti rocciose si alzano per centinaia di metri tra le acque limpide e verdi del fiume che la attraversa. furloNel corso del tempo, la gola ha raggiunto una profondità notevole che si è drasticamente ridotta a causa di una diga costruita nel 1922, che ha trasformato l’impetuoso corso d’acqua in un bellissimo lago. Inoltre, nelle vicinanze, ci sono anche numerosi sentieri montani immersi nel verde nei quali è possibile ammirare fossili animali.

bart 3. Parco naturale di San Bartolo: il Parco di San Bartolo, che si trova vicino Pesaro, offre numerosi sentieri per fare escursioni, ma anche spettacolari panorami. L’area è una delle quattro riserve naturali nelle Marche, ed è caratterizzata da ripide scogliere a picco sul mare, con calette e spiagge non molto affollate. Il Parco si estende per circa venti km sulla costa ed è facile percorrerlo a piedi o anche in bici. Questa rete di sentieri conduce a villaggi nascosti dall’atmosfera tranquilla, come Fiorenzuola di Focara e Casteldimezzo, che regalano viste sul mare panoramiche e spettacolari.

 4. Grand Canyon delle Lame Rosse: in provincia di Macerata, nel complesso dei Monti Sibillini e vicino al lago di Fiastra si trovano le famose Lame Rosse, alte torri e formazioni rocciose dal tipico colore rossastro. Per gli amanti del trekking e delle passeggiate nella natura, questa è una tappa che offre percorsi per tutti i livelli di difficoltà, in uno scenario che ricorda i paesaggi del selvaggio west.

lane

 5. Il Tempio del Valadiersituato nei pressi delle Grotte di Frasassi, il Tempio Valadier è un incredibile luogo di culto eretto tra le rocce di una gola di fronte a una ripida scogliera. Questo edificio, anche conosciuto come chiesa nella Grotta, ha una base ottagonale ed è stato costruito in armonia perfetta con la natura del luogo in cui si trova. Ancora oggi la chiesa è centro di eventi religiosi e tradizioni locali come ad esempio il presepe vivente.vala

 …spero che questa piccola ricerca vi sia piaciuta e che magari un giorno potrete visitare uno di questi meravigliosi posti…Certo se non lo avete già fatto, in ogni caso buona estate!

      Aurora M. 

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Una mattina al “Museo delle arti della stampa”

Perché non approfittare di una bella mattinata d’estate per visitare un museo della nostra città? E’ quello che ci diciamo io e la mia famiglia in una caldissima mattina di fine luglio. E a Jesi di luoghi della cultura da visitare ce ne sono veramente molti: i musei civici di palazzo Pianetti, il museo diocesano, quello dedicato all’imperatore Federico II, il nostro teatro Pergolesi, insignito del pregiato titolo di “teatro di tradizione”, il quattrocentesco palazzo della Signoria e molti altri. Questa volta abbiamo scelto di fare un interessantissimo viaggio attraverso la storia delle arti tipografiche, di cui la nostra città vanta un’importante tradizione.

museo ingressoIl luogo dove è possibile farlo è il “Museo delle arti della stampa”, istituito nell’anno 2000, che si trova in via Valle, all’interno di palazzo Pianetti vecchio, che fino al Cinquecento ospitava il convento delle monache clarisse. Il palazzo ospita anche uno dei maggiori esempi di arte barocca esistente a Jesi: la settecentesca chiesa di San Bernardo, ora sconsacrata.

La nostra guida ci illustra con professionalità e gentilezza diversi macchinari ed accessori per la stampa oltre ad esemplari di libri rari e documenti d’archivio. Noto che le mie bimbe si avvicinano con curiosità e stupore a dei grandi macchinari, che sembrano dei giganti vicino a loro e che sono quanto di più lontano e diverso dalla nostra stampante, collegata al computer, che è l’unico mezzo per stampare che hanno visto fino ad ora.

museo saloneGli antichi strumenti, che lentamente conosciamo e scopriamo – torchi, pedaline, caratteri mobili, banchi per la composizione e molto altro – sono carichi di mistero, storia e cultura ma soprattutto sono in grado essi stessi di raccontare in qualche modo l’ingegno e le fatiche di interi secoli dei tipografi della nostra zona. Tutto quello che si trova qui, infatti, apparteneva a tipografie di Jesi e della provincia di Ancona e sono di un’epoca che va dal Settecento agli anni 60 del secolo scorso. In particolare, due tipografie jesine hanno ceduto i macchinari ed anche i loro archivi al Comune: si tratta della Diotallevi, che dal 1921 al 1991 aveva sede proprio negli stessi spazi che ora ospitano il museo, e la Flori, che invece si trovava presso Costa Mezzalancia, meglio conosciuta come le scalette della morte. Tra i torchi esposti, il più antico è della fine Settecento, è di legno ed è molto simile ai primissimi che furono realizzati. Poi ne vediamo uno un po’ più recente, di ferro. La guida invita mio marito a provare a metterlo in funzione, girandolo: è molto faticoso ma si riesce a riprodurre lo stesso movimento che, secoli fa, quotidianamente il tipografo doveva fare centinaia e centinaia di volte per realizzare una stampa. Iniziamo a realizzare quanta fatica fisica, oltre naturalmente alla precisione, richiedesse questo tipo di lavoro. Possiamo inoltre vedere e toccare con mano i cosiddetti caratteri mobili, che sono lettere in rilievo e al contrario. Sono molti e anche diversi i macchinari che abbiamo la possibilità di osservare e scoprire: una cassa tipografica simile a quella inventata da Gutenberg, una macchina piano-cilindrica che ricorda i treni a vapore. Vediamo anche la Linotype, donata da una tipografia di Ancona, che fu inventata nel 1881 e fu la prima macchina per la composizione tipografica automatica, consentendo di aumentare molto la produttività.opera Dante Cattura la nostra attenzione, dentro ad una teca di vetro, vicino ad incunaboli e libri di pregio, una copia della Divina Commedia che fu stampata a Jesi coi caratteri mobili nel XV secolo; vi possiamo leggere alcun versi del XXXIII canto del Paradiso, l’ultimo della grande opera dantesca. La Divina Commedia fu stampata il 18 luglio del 1472 dal famoso tipografo Federico Conti e questo è ancora oggi motivo di orgoglio per la nostra città: quella jesina è, infatti, una delle primissime edizioni stampate in Italia; pare che sia stata preceduta solo da un’altra edizione stampata invece a Foligno nel mese di aprile dello stesso anno. Purtroppo delle sei copie della Commedia stampate all’epoca da Federico Conti nessuna oggi è conservata nella nostra città e dobbiamo perciò accontentarci di una foto e di una copia. Devo dire che in questo momento così particolare per la nostra storia, mentre è ancora in corso in tutto il mondo un’epidemia, ci fa un effetto ancor più particolare ricordare la storia del famoso tipografo Federico Conti. Pare, infatti, che lui, veronese, arrivò a Jesi proprio in un momento simile a quello che stiamo vivendo oggi: a seguito della grave diffusione di peste che intorno al 1470 provocò la morte di moltissime persone nella zona di Jesi, Federico Conti, come tante altre persone provenienti dal Nord, accolse l’invito dell’amministrazione locale che, con un bando, invitava i lombardi – così come venivano chiamati all’epoca i settentrionali – a ripopolare la zona di Jesi in cambio di tante agevolazioni, come una casa, un orto e l’esenzione della tasse. Il tipografo veronese deve aver visto questo invito come una buona opportunità per lui e per la sua famiglia: aveva ben sei figli da sfamare e nella sua terra c’erano già troppi tipografi. Nell’anno 1472 venne a Jesi portando con sé un testo manoscritto della grande opera di Dante Alighieri e, con esso, l’ambizione di stamparla. E, come la storia ci insegna, riuscì a realizzare il suo sogno, diventando il primo e più famoso tipografo di Jesi. Il nostro viaggio nella storia della tipografia – jesina e non solo – termina con la visita all’archivio in cui il pupazzettosono conservati manifesti della città di Jesi del XX secolo e i numeri di un simpatico periodico, “Il pupazzetto”. La rivista, un quindicinale di stampo satirico, fu pubblicata tra il 1916 e il 1947 da Duilio Diotallevi, titolare della tipografia che qui, nel palazzo storico di via Valle, aveva sede. “Il pupazzetto”, come possiamo facilmente evincere osservando alcuni numeri esposti, era ricco di caricature e macchiette e rivela anche alcune importanti amicizie di Diotallevi con uomini di cultura del tempo. Anche in questo caso, noto lo stupore e la curiosità delle mie bimbe, che si fermano ad osservare una vignetta in cui è rappresentato Martin Calandra, il poeta che ci ha donato tra le più belle poesie in dialetto jesino. La nostra visita finisce e portiamo via con noi non solo alcune conoscenze in più ma anche lo stupore e l’entusiasmo delle nostre bimbe e la voglia di programmare al più presto la visita ad un altro museo, magari, ancora una volta, jesino.

Prof.ssa Laura Marotti

 

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GOURMET all’ITALIANA

Viaggio tra le specialità gastronomiche delle regioni italiane

itaBuongiorno lettori, oggi intraprenderemo un vero e proprio viaggio fra le prelibatezze della cucina italiana, iniziamo!

VALLE D’AOSTA: qui è d’uso preparare la POLENTA CONCIA, cioè un semplicissimo piatto di polenta con della fontina (formaggio tipico valdostano) perfetto per riscaldarsi nelle fredde giornate alpine.

PIEMONTE: in questa regione si consuma la BAGNA CAUDA, un condimento a base di aglio, olio e acciughe che serve ad accompagnare verdure cotte e crude (cardi, cipolle, patate, peperoni…). È un piatto tipico del periodo della vendemmia.

LOMBARDIA: famoso   il RISOTTO ALLA MILANESE, un piatto di riso dal caratteristico colore dorato dato dallo zafferano. È un piatto antico, sembra infatti che risalga  al medioevo.       risotto                                         

TRENTINO ALTO ADIGE: qui i CANEDERLI son un vero e proprio tesoro! Si tratta di palline fatte di pane impastato con speck, formaggio, latte ed erba cipollina. Si possono consumare sia asciutti che in brodo.

FRIULI VENEZIA GIULIA: il FRICO è una specie di frittata a base di formaggio, patate e burro. Era il piatto tipico di boscaioli e contadini, che lo portavano con sé quando andavano a lavorare. Semplice ed energetico!

VENETO: RISI E BISI, una ricetta a metà fra un risotto e una minestra. Gli ingredienti principali? Come dice il nome stesso, “Risi”, cioè riso, e “Bisi”, cioè piselli.

LIGURIA: TROFIE CON PESTO ALLA GENOVESE. Si tratta di un primo piatto a base di trofie, una pasta tipica ligure, condita con un pesto realizzato con basilico, pinoli, olio, aglio, pecorino e parmigiano rigorosamente pestati a mortaio.

EMILIA ROMAGNA: chi non conosce i TORTELLINI? Un piatto a base di pasta ripiena con prosciutto, carne, parmigiano, mortadella, perfetti con il brodo, ma anche con un buon ragù. Perchè questa forma? La leggenda racconta che una donna entrò in una locanda e il proprietario fu talmente colpito dalla bellezza del suo ombelico che decise di tirare la pasta dandole quel formato particolare.

TOSCANA: questa regione, tra le altre cose, è famosa per il CACIUCCO. Si tratta di una zuppa di pesce misto per la quale si devono utilizzare ben 13 varietà di pesce. E’il piatto tipico di Livorno e il suo nome deriva dalla parola turca kuciuk che significa piccolo, minuto.

UMBRIA: la TORTA AL TESTO. E’una sorta di focaccia dalla forma rotonda, che viene cotta su un TESTO di ghisa e poi farcita con erbe e salsiccia, prosciutto e formaggio, rucola e stracchino o in qualsiasi altro modo si voglia.

pasta fornoMARCHE: eccoci a casa con i VINCISGRASSI o VINCESGRASSI. Come tutti sappiamo, sono un primo piatto realizzato stendendo in una teglia sfoglie di pasta, bollita asciugata e tagliata, mettendo poi, fra uno strato e l’altro, ragù e besciamella.

LAZIO: questo territorio è famoso per la CARBONARA, un piatto di pasta con un condimento a base di uova, guanciale, pecorino e pepe. DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI! Niente panna, cipolla o aglio!!!

ABRUZZO: gli ARROSTICINI sono spiedini di carne ovina che si abbinano benissimo ai vini rossi dal sapore intenso prodotti in queste terre.

MOLISE: COMPOSTA ALLA MOLISANA, un piatto fresco, colorato ed estivo! Si tratta di un’insalata realizzata con peperoni, pomodori, cetrioli, capperi e uova sode…l’ideale in questi giorni di caldo estremo!

CAMPANIA: chi di noi non ha mai assaggiato i Babà? Dolcetti da forno a pasta lievitata bagnati con del RUM e poi decorati con cioccolato, panna, frutta… che acquolina!

                                                                                                                 baba

PUGLIA: che buone le ORECCHIETTE CON CIME DI RAPA, un primo piatto di pasta condito con cime di rapa sbollentate e soffritte in padella con olio d’oliva e qualche acciuga.

BASILICATA: LAGANE E CECI. Le lagane sono un tipo di pasta fresca simile alle tagliatelle, ma molto più larghe, circa 2 o 3 cm. Unite a ceci e alla passata di pomodoro sono perfette per una fredda serata invernale.

CALABRIA: i FILEI ALLA ‘NDUJIA sono un primo piatto i cui ingredienti sono costituiti da uno speciale tipo di pasta, i filei, e dalla ndujia, un salame piccante spalmabile. È una pietanza dal sapore molto deciso.

SICILIA: gli ARANCINI o ARANCINE (dipende dalla forma), sono delle palle o coni di riso impanato e fritto, ripieni di ragù piselli e caciocavallo oppure da prosciutto cotto e mozzarella…una vera e propria  squisitezza!

SARDEGNA: di questa regione ricordiamo la FREGOLA, una pasta di semola, che si può trovare in varie dimensioni dai 2 ai 6 millimetri. Può essere condita con frutti di mare, pomodoro e verdure, ma è anche servita in brodo.

Il nostro viaggio finisce qui, ma questa è solo una minima parte dei piatti tradizionali che offre il nostro paese! Spero di avervi incuriosito e di aver stuzzicato il vostro appetito!!! Fatemi sapere nei commenti quale piatto vi è piaciuto di più.

ILARIA B.ita2

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